Stenosi uretrale: cause, sintomi, cura e tecniche di intervento

giorgioamico Urologia Leave a Comment

Stenosi uretrale
Restringimento uretrale o ostruzione del canale uretrale determinato dall’apposizione di tessuto cicatriziale e che si manifesta con una riduzione del flusso urinario.

Benché sia una patologia che riguardi entrambi i sessi, nel maschio questa ha un carattere più insidioso a causa della lunghezza e complessità dell’uretra maschile. Infatti nell’uomo l’uretra è lunga in media 18-20 cm (rispetto ai 4 cm della donna) e si compone di 4 segmenti: uretra prostatica, membranosa, bulbare, e peniena.
stenosi uretrale cause

La stenosi dell’uretra è una patologia generalmente correlata all’età, fatta eccezione per le forme congenite. L’origine del danno cicatriziale è da ricercarsi nell’infiammazione dell’uretra e le cause posso essere così riassunte:

  • Infezioni delle basse vie urinarie
  • Traumi uretrali iatrogeni (es. cateterismo, cistoscopia, pregressa chirurgia)
  • Traumi (es. calcolosi urinari, traumi del bacino)
  • Lichen Sclerosus (rara malattia di pertinenza dermatologica)
  • Neoplastiche

Stenosi uretrale sintomi

La sintomatologia a strettamente correlata al grado di ostruzione, quest’ultimo valutabile attraverso l’esecuzione di un’ uroflussometria e uretrografia; la prima risulta indicativa di ostruzione quando il valore misurato risulta inferiore a 12ml/s. Invece l’uretrografia è un esame che utilizzando un mezzo di contrasto e permette di valutare la morfologia uretrale. Si compone di due fasi:

  • un’uretrografia retrograda in cui il mezzo di contrasto viene instillato a pochi cm dal meato uretrale permettendo la visualizzazione dell’uretra anteriore (peniene e bulbare), fino all’ostruzione;
  • un’ uretrografia minzionale in cui il mezzo di contrasto viene instillato invece direttamente in vescica è poi, attraverso la minzione, si ottiene un’immagine di tutta la via escretrice inferiore, potendo così rilevare una stenosi del collo vescicale.

In fine l’uretroscopia può essere utilizzata per valutare la mucosa uretrale al fine di scegliere il migliore approccio chirurgico, la procedura deve essere eseguita con la maggiore cautela possibile al fine di non arrecare maggiore danno ad un’uretra già compromessa. Esami supplementari sono, l’ecografia uretrale e l’urinocoltura.

La sintomatologia è quella quindi della fase di svuotamento dovuta all’ostruzione, riassumibile in:

  • riduzione del mitto cioè della forza del flusso urinario
  • mitto biforcuto o a ventaglio
  • sensazione di incompleto svuotamento vescicale (tenesmo vescicale)
  • prolungato gocciolamento alla fine della minzione
  • flusso intermittente
  • aumento della frequenza minzionale con emissione di modiche quantità di urina (pollachiuria)
  • difficolta nell’iniziare la minzione associata o meno a dolore (disuria/stranguria)
  • ritenzione acuta o cronica di urina
  • segni di idronefrosi conseguente all’aumento della pressione necessaria alla minzione

Stenosi uretrale femminile

Benché non esistano differenze sostanziali tra le cause di stenosi uretrale tra i due sessi la donna presentando un’anatomia uretrale meno complessa rendendo il trattamento di quest’ultima relativamente più semplice. Inoltre alcune patologie caratteristiche della donna possono mimare in alcuni aspetti la sintomatologia della stenosi urinaria, come:

  • caruncola uretrale, una tumefazione benigna che si presenta dopo la menopausa composta da cellule infiammatorie e vasi sanguigni
  • diverticoli uretrali
  • uretrite senile

Stenosi uretrale maschile

Nell’uomo oltre alla stenosi uretrale vera e propria, può presentarsi la stenosi del meato uretrale esterno, questa è più frequente nei paesi dove si pratica la circoncisione e può causare una dermatite reattiva; è possibile osservarla anche come sequela di infezioni croniche.

Stenosi uretrale cura

Le opzioni terapeutiche per la cura della stenosi uretrale sono correlate con la sede e l’estensione della malattia nonché alla storia clinica del paziente, l’urologo consiglierà l’intervento più idoneo. Generalmente il primo approccio è attraverso la dilatazione endoscopica con cateteri semirigidi, attraverso l’introduzione di diametri via via maggiori si ottiene la dilatazione.

Il secondo step terapeutico, se non si dovesse raggiungere il risultato sperato è di tipo chirurgico ed è costituito dall’uretrotomia interna (escissione endoscopica della cicatrice); ed infine l’opzione terapeutica più radicale rappresentata dall’uretroplastica (escissione del tratto stenotico e ricostruzione chirurgica dello stesso). Attualmente non esiste alcuna cura farmacologica per la stenosi uretrale.

Stenosi uretrale: intervento

Gli approcci di tipo chirurgico alla stenosi uretrale sono essenzialmente di due tipi: uretrotomia endoscopica e uretroplastica

Entrambi gli interventi presentano dei pro e dei contro sia in relazione al singolo caso clinico sia ai rischi intrinseci della procedura chirurgica.
L’uretrotomia endoscopica, permette tempi di guarigione più veloci e minore disagio per il paziente, tuttavia l’intervento è gravato bassa percentuale di successo dovuto alla recidiva della stenosi.

L’uretroplastica (bulbare o peniena a seconda della sede) è un intervento chirurgico a cielo aperto di microchirurgia eseguito solo da chirurghi esperti, questo tipo di approccio permette una maggiore percentuale di successo benché risulti essere una procedura più invasiva rispetto la precedente. Nel video che segue è possibile visualizzare un intervento di uretroplastica con mucosa buccale effettuata dal Dott. Patrizio Vicini.

La procedura ha la durata di alcune ore il tratto stenotico viene asportato, e può essere anastomizzato (unito) con il segmento uretrale adiacenti oppure ricostruito con un innesto (in genere di mucosa buccale). Intervento molto complicato ma che in mani esperte può portare alla completa risoluzione della patologia. Il paziente rimane in osservazione per 4-6 in ospedale e mantiene il catetere per 2-3 settimane dopo l’intervento, e importante evitare traumi alla regione perineale durate i mesi successivi, quindi sono sconsigliate: attività in bici, equitazione, moto, ecc.

Fonti:

Malattie dei reni e malattie delle vie urinarie, 4 edizione, Mcgraw Hill

http://www.chirurgiauretrale.it/stenosi_uretrale.asp

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