topografia corneale

Topografia corneale: quando è necessaria

Cristina Leone occhi 1 Comment

La topografia corneale, anche nota come mappa corneale, è una tecnica diagnostica non invasiva utilizzata per creare una mappatura della superficie curva della cornea, lo strato più esterno dell’occhio. Poiché la cornea è normalmente responsabile della maggior parte del potere refrattivo (o potere diottrico) dell’occhio, ovvero la capacità di mettere a fuoco le immagini, la sua misurazione assume un’importanza cruciale nel determinare la qualità della vista e della salute corneale.

Per eseguire una topografia corneale si utilizza un apposito strumento chiamato topografo, che proietta un’immagine luminosa e contemporaneamente fotografa la superficie della cornea.

Più in dettaglio: una serie di cerchi concentrici bianco-neri viene proiettata sulla cornea; l’immagine riflessa viene catturata da un dispositivo particolare, una sorta di fotocamera che, compiendo una rotazione, effettua fotografie su 360° e le elabora ricavandone immagini e dati su tre dimensioni; infine, un software analizza i dati e riporta i risultati in vari formati. I cerchi hanno la funzione di riprodurre la geometria corneale e di evidenziare eventuali deformazioni e variazioni di curvatura.

Topografia corneale: a che cosa serve?

topografia corneale computerizzata

La topografia corneale computerizzata offre un valido aiuto nella diagnosi di un gran numero di condizioni patologiche, dall’astigmatismo al cheratocono, nell’analisi pre e post operatoria in chirurgia refrattiva, cioè la chirurgia usata per correggere i difetti di focalizzazione delle immagini, nonché per la determinazione della corretta forma delle lenti a contatto.

Che cos’è la cornea?

La cornea è una membrana trasparente, convessa in avanti, dalla forma simile a un vetro d’orologio. Costituisce la lente naturale dell’occhio. È posizionata nella parte anteriore del bulbo oculare, dove forma la parte sporgente della tonaca fibrosa dell’occhio, e misura circa 12 mm di diametro.

La cornea è costituita, dalla superficie alla profondità, dai seguenti strati:

  1. epitelio corneale: è un epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato, che si continua con l’epitelio della congiuntiva; consta di una serie di strati che protegge la superficie dell’occhio dall’abrasione meccanica e forma una barriera permeabile; inoltre, tra le cellule epiteliali si hanno numerose terminazioni nervose
  2. membrana anteriore: è una sottile lamina di fibre collagene
  3. stroma corneale: costituisce lo strato di maggiore spessore della cornea, costituito anch’esso da fibre collagene raccolte in fasci e immerse in un materiale cementante di natura glicoproteica
  4. membrana limitante posteriore: formata da un fine reticolo di fibre collagene
  5. endotelio corneale: costituito da cellule endoteliali che rivestono la faccia profonda della membrana limitante posteriore; contribuisce a delimitare la camera anteriore dell’occhio

Topografia corneale: come si esegue?

La procedura viene effettuata in pochi secondi ed è completamente indolore. Al paziente viene chiesto di appoggiare il mento e la fronte allo strumento e di fissare per alcuni secondi la sorgente luminosa che, si tiene a precisare, è assolutamente innocua per l’occhio. Una volta acquisite le immagini della cornea, esse vengono elaborate da un computer in grado di calcolare la curvatura e di fornire una mappa della superficie corneale. La mappa può essere rappresentata in vari formati grafici, il più comune dei quali è il grafico sagittale, in cui i diversi colori corrispondono a curvature più o meno accentuate.

Per ottenere una scansione completa, l’esame va eseguito su entrambi gli occhi contemporaneamente (topografia corneale bilaterale). Per quanto riguarda la preparazione, è opportuno non utilizzare lenti a contatto per almeno due-tre giorni prima dell’esame.

Topografia corneale: come si legge?

La copia stampata di una topografia corneale può risultare di difficile lettura per i non addetti ai lavori a causa del volume di dati contenuto.

È necessario tenere conto del fatto che i dati numerici vengono trasformati in una sequenza di colori. Ogni colore corrisponde a un raggio di curvatura:

  • i colori verdi rappresentano il cosiddetto sea level, (Best Fit Sphere) ossia la migliore superficie sferica, che approssima quella della cornea
  • i colori freddi (i vari toni di blu), indicano valori inferiori al sea level e corrispondono a depressioni della superficie corneale, cioè ai punti più piatti
  • i colori caldi (i vari toni del rosso-arancione) indicano valori superiori al sea level e segnalano curvature maggiori

I colori variano d’intensità al variare della distanza dal Best Fit Sphere. Nel caso dell’astigmatismo, ad esempio, maggiore è il grado maggiore sarà la distribuzione cromatica.

Un altro elemento da tenere in considerazione è la distanza tra gli anelli: maggiore è la distanza fra gli anelli minore sarà il potere diottrico corneale: anelli più ravvicinati indicano zone a maggiore curvatura, anelli più distanziati zone a maggiore appiattimento. L’indice di asfericità indica, infatti, quanto cambia la curvatura dal centro alla periferia.

Una cornea normale è un’ellisse prolata, cioè ha una forma simile a quella di un pallone da rugby; nel cheratocono, invece, a causa della presenza di zone a maggiore curvatura, l’eccentricità corneale è aumentata.

Più in generale, una topografia corneale normale, che mostri una cornea sana, è simmetrica e regolare, mentre una forte irregolarità può essere il segno di una cornea danneggiata.

Considerata comunque la complessità dell’indagine diagnostica, che richiede di tenere conto anche di altri aspetti (oltre a quelli qui sommariamente descritti), è sempre utile rivolgersi a uno specialista per la corretta interpretazione e valutazione dell’esame.

Topografia corneale: quando si esegue?

La topografia corneale viene comunemente utilizzata nei seguenti casi:

  • studio degli astigmatismi elevati e irregolari
  • diagnosi e monitoraggio del cheratocono
  • chirurgia laser dei difetti visivi
  • controlli post-trapianto di cornea
  • studio dell’astigmatismo post-operatorio in interventi di cataratta
  • pianificazione chirurgica in pazienti con astigmatismo
    scelta della lente a contatto più adatta per l’occhio

Cheratocono: che cos’è e come si tratta

Una patologia di cui la topografia corneale è in assoluto il sistema diagnostico per eccellenza è il cheratocono. Il cheratocono è una patologia degenerativa non infiammatoria che interessa la cornea. Insorge generalmente durante la pubertà e interessa solitamente entrambi gli occhi. Nelle persone affette da cheratocono la cornea tende ad assottigliarsi, ad allungarsi anteriormente e infine a sfiancarsi a livello della sua parte centrale (ectasia corneale) fino a perdere col tempo la sua fisiologica forma sferica e assumere quella di un cono, da cui il nome della patologia.

Man mano che la malattia progredisce, la cornea perde il suo aspetto simmetrico e diventa sempre più irregolare causando l’insorgere di difetti refrattivi pronunciati, in particolar modo l’astigmatismo, che comporta una minore nitidezza visiva a causa appunto della deformazione della superficie corneale.

Il difetto refrattivo causato dal cheratocono è difficilmente correggibile con le lenti tradizionali e spesso diventa necessario l’utilizzo di lenti a contatto rigide o semirigide.

Quando il cheratocono raggiunge uno stadio avanzato, possono insorgere diverse complicanze: le lenti a contatto non aderiscono più alla cornea e non possono più essere indossate, il tessuto corneale continua ad assottigliarsi e in alcuni punti possono comparire delle zone cicatriziali che possono dare origine a opacizzazioni della cornea. La presenza di cicatrici e zone opacizzate interferisce con il normale passaggio della luce e ciò può aumentare l’entità dei difetti refrattivi presenti e provocare spesso un senso di abbagliamento molto fastidioso.

La topografia corneale è un esame fondamentale per seguire l’evoluzione del cheratocono ma anche per potere prescrivere delle lenti a contatto adatte in grado di correggere il difetto senza danneggiare ulteriormente la parte apicale della cornea, cioè quella più soggetta alla degenerazione causata dalla patologia.

Per i pazienti affetti da cheratocono è opportuno sottoporsi a topografia corneale almeno ogni sei mesi poiché, per la sua natura, la malattia evolve rapidamente.

Le forme più avanzate e gravi di cheratocono possono richiedere il trapianto di cornea o la cheratoplastica. Quest’ultima tecnica, che prevede la sostituzione della sola parte centrale sfiancata della cornea, garantisce tempi di recupero più veloci e una probabilità di rigetto minore; per questi motivi, da alcuni anni, è preferita al trapianto.

Fonti:

eyewiki.aao.org
emedicine.medscape.com
webmd.com

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  1. Pingback: Abrasione corneale, quando si lesiona la cornea - Medz

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