Miodesopsie: perché capita di vedere mosche volanti nell’occhio? Sintomi, Cause, Cura

Marco Giglia occhi 2 Comments

Che cosa sono le miodesopsie?

Le miodesopsie (dal greco myodes = “simile alle mosche” e opsis = “visione”) o corpi mobili vitreali (in inglese eye floaters) non sono altro che corpi opachi che fluttuano nell’umor vitreo dell’occhio provocando un disturbo della visione. L’umor vitreo è una sostanza gelatinosa trasparente (molto simile all’albume dell’uovo) di forma sferica, che si trova all’interno dell’occhio ed è costituito da acqua (per il 99%), fibre collagene, acido ialuronico e cellule. Quando, per diverse cause, questo si deteriora, le fibre collagene formano degli aggregati (le miodesopsie) che oscurano il campo visivo.

Le miodesopsie vengono percepite come delle mosche volanti che si frappongono tra l’osservatore e l’oggetto guardato, ma anche come fili simili a ragnatele o puntini sulla superficie dell’occhio. La presenza di miodesopsie durante la visione provoca grande fastidio in chi è affetto ma è raramente causa di malattie oculari. Le miodesopsie possono essere invece sintomo di malattie più gravi come il distacco del vitreo o rotture retiniche; è dunque opportuno in presenza di miodesopsie sottoporsi a visita oculistica.

Miodesopsie: sintomatologia

La presenza delle miodesopsie viene riferita dai soggetti affetti in maniera diversa, ma in genere come oggetti di varia forma che fluttuano all’interno dell’occhio. C’è chi le percepisce appunto come mosche o insetti; chi pensa di avere all’interno dell’occhio ragnatele, fili o capelli; chi ha la sensazione di vedere dell’acqua che scorre su vetro, chi vede stringhe trasparenti.

La visione del soggetto non è in genere compromessa ma si ha la presenza di ombre proiettate dai corpi mobili sulla retina. La percezione dei corpi mobili aumenta con il contrasto: guardando una superficie chiara si percepiscono meglio di quando si osserva una zona di penombra.

Una caratteristica delle miodesopsie utile per distinguerle da macchie di altra natura è il post-movimento: quando si ruota lo sguardo verso un lato le miodesopsie ricompaiono immediatamente fluttuando davanti gli occhi e muovendosi nella direzione dello sguardo.

Miodesopsie: come si formano

I floaters vitreali si formano mediante quattro meccanismi:

  •  emorragia: i corpi mobili sono causati da coaguli di sangue e vengono in genere riassorbiti spontaneamente;
  • liquefazione: si ha un cambiamento della consistenza del vitreo per cui si formano opacità leggere che solitamente non danno fastidio ma possono interferire in attività come la guida, la lettura, l’uso del computer;
  • opacizzazione: i corpi si formano per deterioramento delle molecole di acido ialuronico e assumono la forma di ciuffi o filamenti; sono in genere piccoli ma possono apparire più grandi e dare più disturbo se posti vicino alla retina;
  • coartazione: il corpo mobile che si forma per coartazione (restringimento) del vitreo si stacca dalla sua parte centrale, è difficilmente riassorbibile.

Miodesopsie: cause

La prima causa di deterioramento dell’umor vitreo (che porta alla visione delle mosche volanti) è l’invecchiamento. I primi segni già si riscontrano intorno ai 20 anni d’età e si fanno evidenti dopo i 40, tanto che la comparsa di miodesopsie intorno i 50-60 anni è da ritenersi perfettamente normale.

Esistono tuttavia molte altre cause che possono portare alla formazione di corpi mobili vitreali anche in giovane età. Tra queste riconosciamo:

  • miopia elevata: i miopi possiedono un occhio più lungo del normale e a causa di ciò il vitreo non segue lo sviluppo della retina, alla quale in genere aderisce, portandolo a liquefarsi più facilmente e a formare floaters anche in giovane età;
  • traumi oculari: molti soggetti affermano di avere cominciato a vedere mosche volanti in seguito ad un trauma meccanico della testa o dell’occhio, in seguito al quale il vitreo (che ha il compito di sopportare gli urti meccanici) va incontro a liquefazione con comparsa dei corpi mobili endovitreali;
  • processi infettivi e patologie oculari: queste complicazioni (come l’uveite) possono portare a vedere mosche volanti a causa dei vasi e delle cellule che si riversano nel vitreo (condizione detta emovitreo);
  • distacco del vitreo: quando il vitreo si stacca dalla retina perde la sua struttura di sostegno e il movimento degli occhi può portare più facilmente alla sua rottura con formazione di floaters;

Inoltre si può avere la visione di lampi di luce a causa della sollecitazione dei fotocettori della retina. Altri cause, non provate scientificamente, che sembrano essere correlate al deterioramento del vitreo, sono:

  1.  i periodi di forte ansia e stress;
  2. l’aumento della pressione intraoculare (glaucoma);
  3. l’utilizzo di colliri con cortisone;
  4. esposizione a fonti di luce intensa senza protezione.

Miodesopsie: cura

Una volta comparse, le miodesopsie difficilmente vanno via; si consiglia in genere ai pazienti di mantenere quindi un atteggiamento “positivo”, infatti se non ci si concentra sulle macchie visive, è possibile che il nostro cervello le ignori grazie ai meccanismi di compensazione dando la sensazione che le miodesopsie scompaiano da sole.

Al contrario mantenendo un atteggiamento negativo e concentrandosi sulle macchie, si influirà sulla qualità della visione con ripercussioni psicologiche come ansia e depressione. Se i corpi sono piccoli possono essere più facilmente ignorati, se invece sono molto grandi creeranno maggiore disturbo, ma col tempo scenderanno per gravità verso il basso recando meno fastidio in quanto fuoriescono dalla linea visiva.

Al giorno d’oggi non esistono farmaci specifici per trattare le miodesopsie, anche se vengono spesso prescritti colliri anti-catarattici o integratori basati su antiossidanti e idratanti, ma la loro efficacia non è scientificamente dimostrata. Senza dubbio utile è invece l’adozione di una dieta ricca di frutta, verdura e acqua che permette di mantenersi correttamente idratati (il vitreo è composto per la maggior parte d’acqua), evitando così che il problema possa peggiorare.

Si possono utilizzare occhiali con lenti scure che riducono il contrasto e diminuiscono quindi la percezione dei corpi mobili.

Miodesopsie: vitreolisi con Yag laser e vitrectomia

Quando la presenza di miodesopsie è tale da compromettere la visione, si può ricorrere su consiglio dell’oculista alla chirurgia, con gli interventi di vitreolisi e vitrectomia come rimedio alle miodesopsie.

La vitreolisi con Yag laser è un trattamento laser non invasivo in day hospital che, in più sedute, ha lo scopo di far evaporare le opacità del vitreo e trattare il distacco posteriore del vitreo. Prima dell’intervento viene applicato collirio anestetico e una speciale lente a contatto, poi si procede con le tre operazioni di base:

  • vaporizzazione del corpuscolo;
  • delocalizzazione tramite taglio dei legami che tengono ancorati i corpuscoli;
  • assottigliamento dei corpi meno facilmente vaporizzabili.

Al termine viene applicato collirio antinfiammatorio e si possono avere dolore, arrossamento o visione offuscata. La vitreolisi non è eseguibile su tutti i soggetti; è infatti sconsigliata ai pazienti sotto i 45 anni e ai pazienti con opacità piccole e vicine alla retina. La vitreolisi non ha in genere effetti collaterali, ma può non portare miglioramenti.

La vitrectomia è un intervento chirurgico mininvasivo che consiste nell’asportazione del vitreo e nella sua sostituzione con soluzione salina. L’oculista, in anestesia generale, tramite piccole incisioni inserisce nell’occhio tre strumenti: un vitrectomo, uno strumento che taglia, rimuove e aspira il vitreo; una fibra ottica utilizzata per l’illuminazione; una linea di infusione per la soluzione salina.

Dopo l’intervento l’occhio naturalmente sostituisce la soluzione salina con umor acqueo, un liquido simile contenuto nell’occhio, perfettamente trasparente che non forma opacità. La vitrectomia è caratterizzata da lunghi tempi di recupero (nell’ordine di mesi) e la possibilità di numerose complicanze, quali distacco di retina, infezioni, cataratta, glaucoma, vitreo residuo.

Miodesopsie: novità

Per molto tempo l’intervento chirurgico è stato sconsigliato dagli oculisti per via delle numerose complicanze e dei pochi successi; tuttavia recenti studi scientifici dimostrano il contrario:

  • lo studio di ricerca formale sull’efficacia dello Yag laser condotto dal dott. Karickoff ha dimostrato che le percentuali di successo della terapia sono superiori al 95% con un rischio non significativo;
  • lo studio condotto dal dott. Geller nel 2010 ha dimostrato invece che dopo la vitreolisi non ci sono state complicanze significative;
  • uno studio condotto nel 2012 ha dimostrato che la percentuale di successo della vitrectomia è vicina al 100%.

Esiste inoltre una terapia in fase di sperimentazione clinica proposta per il trattamento delle patologie oculari più gravi che può essere utilizzata per trattare le miodesopsie che è la vitreolisi enzimatica. Essa consiste nell’introduzione di enzimi (ialuronidasi, plasmina) che “rompono” i legami chimici presenti nel vitreo facilitando l’assorbimento dei corpi vitreali. Questi enzimi non hanno tuttavia selettività e possono risultare tossici, dunque il loro utilizzo nell’immediato futuro è improbabile.

Fonti:
Focal Points su Chirurgia Refrattiva, di Buratto-Picardo
Yag Laser e Miodesopsie, del dott. Orione
Dizionario Medico Larousse

Comments 2

  1. Pingback: Rottura capillare nell'occhio emorragia congiuntivale:cause e rimedi | Medz

  2. Pingback: Distacco del vitreo: cause, sintomi e terapia | Medz

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *