abrasione corneale

Abrasione corneale, quando si lesiona la cornea

Cristina Leone occhi Leave a Comment

L’abrasione corneale è una lesione superficiale della cornea, ovvero dello strato superficiale trasparente che riveste come una lente l’iride e la pupilla dell’occhio. Consentendo la messa a fuoco degli oggetti, la cornea gioca un ruolo fondamentale nella visione. Quando un’abrasione lascia una cicatrice sulla cornea la vista può risultare compromessa.

LA CORNEA
La cornea è una membrana trasparente, convessa in avanti, dalla
forma simile a un vetro d’orologio. Costituisce la lente naturale dell’occhio.
È posizionata nella parte anteriore del bulbo oculare, è costituita da un tessuto trasparente e avascolare e misura circa 12 mm di diametro.

In alcuni casi è possibile evitare traumi della cornea semplicemente grazie all’utilizzo di lenti protettive. La penetrazione intraoculare di corpi estranei si può verificare, ad esempio, durante l’utilizzo di attrezzi ad alta velocità come trapani, seghe, tosaerba, smerigliatrici e saldatrici. Altre volte la lesione può essere dovuta all’uso improprio delle lenti a contatto.
Una lesione superficiale della cornea di norma tende a risanarsi nell’arco pochi giorni, due o tre al massimo. Se, al contrario, sono presenti lacerazioni, e quindi lesioni più gravi, l’abrasione può progredire in ulcera, erosione o infezione e i tempi di guarigione possono dilatarsi fino a richiedere trattamenti più articolati.

I sintomi dell’abrasione corneale

La sintomatologia dell’abrasione corneale comprende:

  • sensazione di corpo estraneo
  • lacrimazione
  • rossore
  • dolore
  • sensibilità alla luce
  • gonfiore
  • alterazioni dell’acutezza visiva (vista offuscata)
  • secrezione

Quali sono le cause dell’abrasione corneale?

Le cause di un’ abrasione corneale possono essere molteplici. Tra queste:

  • presenza di corpi estranei come polvere, sporco, sabbia, cenere o segatura che rimangono bloccati sotto la palpebra
  • traumi da contatto (un dito, un’unghia, lo spazzolino del mascara, un ramo di un albero; schegge di legno o frammenti metallici prodotti durante l’utilizzo di strumenti da lavoro)
  • lesioni causate da attività sportive traumatiche (pallonate, pugni…)
  • lenti a contatto non correttamente applicate
  • uso prolungato di lenti a contatto
  • strofinamento eccessivo degli occhi
  • alcune condizioni patologiche, tra cui il tracoma o altre infezioni batteriche

Negli individui affetti da tracoma, lo sfregamento costante delle ciglia e una lubrificazione lacrimale inadeguata (secchezza oculare) possono causare erosione, ulcerazione e lesioni cicatriziali. Questo tipo di complicanze costituisce la più frequente causa di cecità nel tracoma.

La diagnosi

Per verificare la sussistenza di una lesione corneale, lo specialista in genere si avvale dell’utilizzo di un biomicroscopio, detto anche lampada a fessura, con colorazione a fluoresceina. Si tratta di una procedura non invasiva che non comporta alcun rischio per il paziente.

Dopo avere instillato un anestetico sulla congiuntiva, ogni palpebra viene rovesciata e l’intera congiuntiva e cornea sono ispezionate con una lente binoculare (da ingrandimento) o con una lampada a fessura. La colorazione con fluoresceina rende le abrasioni e gli eventuali corpi estranei non metallici più evidenti.

Nei casi più gravi, cioè in pazienti con alto rischio di lesione intraoculare o (più raramente) con perforazione bulbare visibile, può rendersi necessario sottoporsi a TAC per escludere la presenza di un corpo estraneo intraoculare.

Il trattamento dell’abrasione corneale

In base all’entità dell’abrasione e alla presenza o meno di corpi estranei, si rende necessario un trattamento mirato:

  1. per corpi estranei superficiali: irrigazione o rimozione con un piccolo ago
  2. per abrasioni corneali: pomata antibiotica e dilatazione pupillare
  3. per corpi estranei intraoculari: rimozione chirurgica

Il medico può rimuovere i corpi estranei congiuntivali mediante irrigazione o asportarli con un bastoncino umido di cotone sterile. Un corpo estraneo corneale che non può essere rimosso con l’irrigazione deve essere asportato con attenzione, con la punta di una spatolina sterile o di un ago ipodermico sotto ingrandimento mediante lenti binoculari o, preferibilmente, mediante lampada a fessura. Il paziente deve essere in grado di fissare senza muovere l’occhio durante la rimozione.

I corpi estranei metallici che rimangono sulla cornea per più di alcune ore possono lasciare un anello di ruggine sulla cornea; questo, a sua volta, deve essere rimosso sotto ingrandimento con lampada a fessura mediante raschiamento o utilizzando una fresa a bassa velocità di rotazione.

I corpi estranei intraoculari richiedono, invece, un’immediata rimozione chirurgica. Devono essere evitate pomate se il bulbo oculare è lacerato. La profilassi antitetanica è indicata dopo le lesioni a bulbo oculare aperto.

  • In tutti i casi di abrasione va prescritta una pomata antibiotica.
  • Per un sollievo sintomatico di abrasioni più ampie, lo specialista può decidere di applicare un cicloplegico, ossia un collirio che blocca temporaneamente l’attività del muscolo ciliare.
  • L’applicazione di un cicloplegico o di sostanze equivalenti ha anche l’effetto di dilatare la pupilla (midriasi), condizione che permette all’oculista di esaminare il fondo dell’occhio.
  •  Le bende oculari possono aumentare il rischio di infezione e di solito non vengono utilizzate.
  • I corticosteroidi oftalmici tendono a promuovere la crescita di funghi e la riattivazione del virus herpes simplex e sono controindicati.
  •  L’uso continuato di anestetici topici può compromettere la guarigione ed è quindi controindicato.

Consigli

In caso di lesione corneale superficiale, è possibile adottare alcune semplici soluzioni immediate:

  • provare a sbattere le palpebre per facilitare la fuoriuscita dei detriti intrappolati sotto la palpebra
  • sciacquare l’occhio con acqua pulita o con soluzione salina per rimuovere le particelle estranee
  • utilizzare lacrime artificiali o colliri lubrificanti per alleviare il fastidio temporaneo
  • rimuovere le eventuali lenti a contatto

In caso di penetrazione intraoculare è opportuno recarsi al più presto da uno specialista. Nel frattempo è essenziale:

  • evitare di sfregare gli occhi, perché lo sfregamento potrebbe causare un peggioramento dell’abrasione corneale
  • evitare di rimuovere il corpo estraneo penetrato nel bulbo, anche se di grandi dimensioni e se impedisce di chiudere l’occhio
  • evitare di inserire strumenti non sterili (cotton fioc, pinzette…) nel tentativo di rimuovere le particelle estranee

Tempi di guarigione dell’abrasione corneale

La prognosi di solito è eccellente, con un recupero visivo completo se il trattamento è precoce. L’epitelio, infatti, si rigenera rapidamente, e anche le abrasioni estese di norma tendono a guarire in 1-3 giorni.
Le lenti a contatto non devono essere indossate per almeno 5-7 giorni (in ogni caso è sempre consigliabile richiedere il parere del medico).
È infine opportuno sottoporsi alla visita di controllo di un oftalmologo 1-2 giorni dopo il trauma, specialmente se il corpo estraneo è stato rimosso con un ago o con una spatola.

Complicanze dell’abrasione corneale

Raramente un’abrasione corneale di tipo superficiale può avere conseguenze serie per il paziente; tuttavia, se non trattata tempestivamente, può portare in alcuni casi alle seguenti complicanze:

ulcera corneale: è un’emergenza medica che deve essere trattata tempestivamente per evitare gravi danni oculari. Si tratta di un danno alla cornea che avviene in seguito a un processo infettivo: assume l’aspetto di un cratere, con perdita di tessuto corneale; l’ulcera, se trascurata, si può ampliare e divenire più profonda. È caratterizzata da una difficoltà nella cicatrizzazione, che tuttavia si riduce con adatto trattamento farmacologico. A seconda della profondità dell’ulcera corneale si possono verificare complicanze più o meno gravi. Infatti, il processo di riparazione della lesione comporta la formazione di tessuto cicatriziale (fibroso), che rende opaca la cornea, con diminuzione della capacità visiva (se avviene nella zona corneale centrale, di fronte alla pupilla). Inoltre si possono associare irite (infiammazione dell’iride), iridociclite (infiammazione che colpisce sia l’iride sia i corpi ciliari), perforazione del tessuto corneale (con eventuale prolasso dell’iride), ipopion (raccolta di pus in camera anteriore, lo spazio compreso tra cornea e iride), panoftalmite (infiammazione dell’intero bulbo oculare, con elevato rischio di perdita dell’occhio).

leucoma: è l’opacizzazione della cornea dovuta al processo di cicatrizzazione seguente al trauma

infiammazione dell’iride (irite)

erosioni corneali ricorrenti: è il distacco dell’epitelio dalla sottostante membrana basale
infezioni batteriche corneali

La prevenzione

Per diminuire il rischio di lesioni, soprattutto durante le attività in cui si è a stretto contatto con materiali e utensili che potrebbero danneggiare gli occhi, è consigliabile l’utilizzo di appropriate protezioni, ad esempio occhiali o maschere protettive.

Per evitare lesioni da lenti a contatto è bene tenere le lenti per non più di 8 ore consecutive e, dopo averle rimosse, è assolutamente essenziale una corretta manutenzione. Pulire le lenti a contatto, disinfettarle e mantenerle lubrificate è fondamentale per preservarne la funzionalità ottimale e garantire la salute oculare.

Abrasione corneale nei bambini

I bambini richiedono ovviamente attenzioni maggiori. La supervisione di un adulto è fondamentale, soprattutto sui più piccoli che spesso tendono accidentalmente a mettere le dita negli occhi o a ferirsi con oggetti appuntiti. È bene dunque assicurarsi che i bambini non abbiano accesso a oggetti potenzialmente lesivi o contundenti (forbici, coltelli, ecc.).

Spesso i bambini non sono in grado di descrivere con precisione il disturbo che hanno, per questo, se è stato appurato che il piccolo è venuto a contatto con un oggetto pericoloso, se tende a strofinarsi vigorosamente gli occhi e se continua a piangere e a lamentarsi, è opportuno recarsi al più presto da un medico per verificare l’entità del trauma.

Fonti:
www.medscape.com
www.aao.org

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