natura

Passeggiare immersi nella natura migliora l’attività cerebrale

Roberta Bartolozzi News & Events Leave a Comment

Una passeggiata nel parco può giovare alla mente e, allo stesso tempo, modificare le funzioni cerebrali.  Ad affermarlo un interessante studio sugli effetti benefici della natura sul nostro stato d’animo.

Il contatto con la natura diminuisce gli ormoni dello stress


Al giorno d’oggi la vita metropolitana tiene le persone lontane dagli ambienti naturali. Gli studi dimostrano che gli abitanti delle città soffrono sempre più spesso di ansia, depressione e altre patologie mentali rispetto a coloro che abitano più a stretto contatto con la natura. Gli abitanti delle città, con accesso limitato a spazi verdi, riportano una maggiore incidenza di problemi psicologici. Contrariamente, coloro che vivono vicino a parchi e aree verdi hanno bassi  livelli di ormoni dello stress. Come è possibile che la visita ad un parco o un’area verde possa alterare così tanto l’umore?

Gregory Bratman, laureato alla Stanford University, ha studiato gli effetti psicologici della vita urbana. Ha scoperto che la natura influenza positivamente l’umore delle persone. Come? Osservando che dei volontari, dopo aver passeggiato in un’area verde del campus di Stanford, erano più felici rispetto ai volontari che avevano camminato nello stesso arco di tempo in un’area urbana trafficata.  Ma questo studio non aveva esaminato i meccanismi neurologici alla base del cambiamento d’ umore per opera della natura. Così, per il nuovo studio, Gregory Bratman e i suoi collaboratori hanno deciso di sorvegliare da vicino l’effetto che una passeggiata potrebbe avere sulla tendenza di una persona a rimuginare.

Rimuginare conduce alla depressione

Rimuginare, noto tra gli scienziati cognitivi come “ruminazione morbosa”, è uno stato mentale che ci impedisce di smettere di pensare e ripensare al motivo per cui un episodio non è andato come avremmo voluto. Questo atteggiamento morboso non è sano nè utile. Gli studi dimostrano che può essere un precursore di depressione ed è più comune tra gli abitanti delle città rispetto alle persone che vivono al di fuori delle aree urbane. L’aspetto più interessante nello studio di Bratman è che rimuginare è anche fortemente associato ad una maggiore attività della corteccia prefrontale.

A 38 adulti sani è stato somministrato un questionario per determinare il loro livello di “ruminazione morbosa”. I ricercatori hanno anche analizzato l’attività cerebrale della corteccia prefrontale di ogni volontario, usando delle scansioni che seguono il flusso di sangue attraverso il cervello. Un maggiore flusso di sangue nella corteccia prefrontale segnala una maggiore attività. Poi gli scienziati hanno chiesto casualmente a metà dei volontari di camminare per 90 minuti in un’area verde del campus di Stanford, e all’altra metà di passeggiare per una strada affollatissima di Palo Alto. I volontari erano soli e non è stato loro concesso di ascoltare musica.  Subito dopo aver completato le loro passeggiate, i volontari tornati in laboratorio hanno ripetuto sia il questionario che la scansione cerebrale.

Come ci si poteva aspettare, camminando lungo la strada affollata, i volontari continuavano a rimuginare come al solito. Il flusso di sangue alla loro corteccia prefrontale era ancora alto e i loro punteggi erano rimasti invariati.
Invece i volontari che avevano passeggiato lungo i sentieri tranquilli e alberati hanno mostrato lievi ma significativi miglioramenti nella loro salute mentale, in base ai punteggi del questionario. Riportavano anche un minor flusso di sangue alla corteccia prefrontale con conseguente quiete e maggior stato di relax. 

Questi risultati suggeriscono che frequentare gli spazi verdi potrebbe essere un modo semplice per migliorare gli stati d’animo degli abitanti delle città.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *