crisi comiziale

Crisi comiziale: sintomi, cause e terapia

Francesco D'Angelo Neurologia

La crisi comiziale, meglio nota come crisi epilettica, è un fenomeno di origine neurologica, in taluni casi cronico ed in altri transitorio, caratterizzato da perdita improvvisa della coscienza e contrazioni violente dei muscoli, tali da generare movimenti convulsi.

Cos’è la crisi comiziale?

L’epilessia (dal greco ἑπιληψία, sono colpito da qualcosa) descrive una varietà di sintomi neurologici, accumunati da un’improvvisa scarica elettrica. L’insorgenza di una crisi epilettica prevede una alterazione della conduzione elettrica da parte delle cellule nervose, dipendente dall’abbassamento della loro eccitabilità o dalla riduzione di quel valore “soglia” al cui livello la cellula nervosa scarica spontaneamente. La crisi epilettica è alla base di una patologia nota come epilessia, caratterizzata dalla ripetizione periodica e casuale di crisi epilettiche. Nella maggior parte dei casi di epilessia le cause non sono note, motivo per cui si parlerà di epilessia idiopatica ovvero seguita da cause sconosciute, nella restante parte dei casi l’epilessia è ad eziologia conosciuta e sarà detta epilessia secondaria. Per la diagnosi è importante valutare i sintomi e la storia familiare del paziente, accompagnando ai dati anamnestici un tracciato elettroencefalografico (EEG) che esprime le curve di funzionalità elettrica dell’encefalo; essendo l’epilessia caratterizzata da alterazioni elettriche si deduce quanto fondamentale possa essere l’EEG.

Le crisi epilettiche sono spesso controllate tramite l’utilizzo di farmaci, e più raramente si impiega la chirurgia come strategia terapeutica, ovviamente è importante considerare l’epilessia come una patologia reversibile e quindi non permanente, tale da poter sospendere qualsiasi cura farmacologica nell’eventualità si vada in contro a significativi miglioramenti.

Gli attacchi muscolari che si evidenziano durante una crisi epilettica possono essere classificati in base alla loro entità in: mioclonici= lieve entità; tonici= entità moderata; tonici/clonici= spasmi muscolari seguiti da rilassamento degli stessi muscoli, questo susseguirsi di contrazioni e decontrazioni causa le cosiddette convulsioni.

Le crisi epilettiche sono anche diversificate basandosi sul focus epilettogeno, ovvero il punto di inizio, in crisi generalizzate e parziali. Nelle crisi generalizzate l’interessamento è di entrambi gli emisferi, in quelle parziali il focus interessa un solo emisfero.

 

Crisi comiziale generalizzata

Le crisi comiziali generalizzate, sono caratterizzate dal coinvolgimento di ambedue gli emisferi e rappresentano circa il 60% delle crisi più comuni. Le crisi generalizzate possono essere semplici o complesse e sono classificate in varie categorie a seconda del loro effetto:

Crisi tipo tonico-clonico (grande male): sono crisi generalizzate che possono avere sintomi premonitori e iniziano con perdita di coscienza, deviazioni degli occhi in alto per poi continuare con contrazioni muscolari di tipo tonico seguite da contrazioni di tipo clonico ( si dicono contrazioni cloniche per comodità lessicale, ma si intendono dei periodi di rilassamento muscolare). Questo alternarsi di contrazioni-decontrazioni genera le convulsioni, che scemeranno vero la fine dell’attacco. Le crisi durano meno di un minuto, e sono seguite da uno stato confusionale e da senso di stanchezza muscolare, dovuto alle violenti convulsioni che possono causare ferite e traumi.

Crisi di assenza (piccolo male): sono caratterizzate dalla brevissima durata, circa dieci secondi e dall’età di insorgenza, intorno a 8/14 anni. In queste crisi avviene un blocco motorio accompagnato da una mancata perdita di coscienza, anche se comunque il bambino non sarà in grado d rispondere e non ricorderà in seguito l’episodio.

Le crisi generalizzate possono comprendere anche fenomeni di tipo mioclonico di breve durata, accompagnate o non da perdita di coscienza. Sono fenomeni, tuttavia, evidenziabili in pazienti con sindromi epilettiche e/o stati febbrili gravi.

Crisi comiziale parziale

Le crisi parziali, come detto precedentemente, sono quelle crisi in cui il focus epilettogeno è ben localizzato e, almeno inizialmente non vi è il coinvolgimento dell’intera corteccia cerebrale. Purtroppo anche le crisi parziali possono avere un risvolto o un esito di tipo generalizzato, poiché possono espandersi e coinvolgere entrambi gli emisferi. Le crisi parziali sono classificate tenendo in considerazione il livello di alterazione psicomotoria del soggetto in:

Crisi parziali semplici: sono crisi altamente localizzate e non si accompagnano a perdita di coscienza o di memoria. I sintomi sono correlati all’area cerebrale interessata dalla scarica epilettica, quindi se vi sarà il coinvolgimento della corteccia motoria si potranno avere sintomi quali rotazione brusca del capo o degli occhi; si potranno avere ancora alterazioni nella percezione visiva, gustativa, uditiva con l’interessamento delle corrispondenti aree. Un particolare esempio di crisi parziale semplice è la crisi Jacksoniana che coinvolge la corteccia motoria e non si associa ad alterazioni della memoria e della coscienza, tuttavia si associa a contrazioni di tipo clonico che possono essere altamente localizzate o diffondersi a tutta la metà del corpo coinvolta.

Crisi parziali complesse: sono crisi ovviamente localizzate, ma a differenza delle crisi parziali semplici, si presenta un’alterazione dello stato di coscienza per questo sono anche dette crisi “psicomotorie”.

 

Crisi comiziale: cause

Le cause sono le più disparate, innanzi tutto bisogna distinguere le cause in genetiche ed acquisite. La causa genetica è responsabile dell’insorgenza della sindrome epilettica in soggetti di più giovane età, a differenza delle cause acquisite tra cui si annoverano principalmente ictus e traumi cerebrali, responsabili dell’insorgenza di epilessia nei soggetti in età adulta. Le convulsioni possono verificarsi anche in seguito ad altri problemi di salute, come ad esempio l’ingestione di sostanze tossiche o problemi relativi al metabolismo, in questo caso però si tratterà di episodi convulsivi singoli più che di una vera e propria epilessia.

La genetica è fondamentale nell’insorgenza della sindrome epilettica, ma solitamente è l’influenza dei fattori ambientali (con quest’ultimo si intendono fattori acquisiti) con la predisposizione genetica a dare origine a episodi periodici e ripetuti di crisi comiziali. Tra le cause acquisite troviamo ictus, traumi cerebrali, infezioni del sistema nervoso centrale e tumori, questi ultimi se avvengono a livello della regione ipotalamica causeranno un tipo particolare di crisi epilettica, ovvero la crisi gelastica caratterizzata da fasi di riso e pianto.

L’episodio comiziale può anche essere la manifestazione che segue altri problemi medici alla base del malessere del soggetto, e non il problema principale, questo è il caso di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer o dalla sclerosi multipla o ancora dalla sclerosi tuberosa.

Crisi comiziale: sintomi

Le crisi comiziali sono eventi periodici tramite il quale si manifesta l’epilessia, sono causate dalla scarica elettrica di più neuroni che fanno parte della sostanza grigia del cervello. La maggior parte degli attacchi epilettici sono di tipo convulsivo, caratterizzanti crisi convulsive cloniche e toniche, come precedentemente affermato. Una piccola parte invece sono crisi di tipo non convulsivo, nelle quali non sono presenti convulsioni e vi è solo una riduzione della coscienza.

Essenzialmente non vi sono sintomi specifici in grado di far pensare univocamente ad una crisi comiziale, l’unico sintomo che può essere altamente patognomonico per la crisi epilettica è la cosiddetta “aura”, ovvero la percezione di stimoli sensoriali disparati, sia di tipo uditivo che visivo. Tra i sintomi è ancora importante annoverare le famosissime convulsioni, ovvero contrazioni di determinati gruppi muscolari, in grado di diffondersi e coinvolgere gruppi muscolari vicini. La crisi comiziale potrebbe essere causa di scarso impatto con la società, per cui potrebbe essere causa di isolamento e stigmatizzazione del soggetto, dove per stigmatizzazione si intende declassamento o connotazione negativa del soggetto da parte della società.

Crisi comiziale: terapia

La crisi comiziale è solitamente trattata con farmaci, dopo la conferma di periodicità nell’insorgenza degli attacchi, e rappresenta la terapia di elezione; tuttavia considerando la diversificazione dei fasi e dei fenomeni epilettici potrebbe essere consigliata la terapia chirurgica, o tramite l’impianto di un neurostimolatore in grado di inibire la scarica elettrica di uno specifico gruppo neuronale o tramite la rimozione della regione danneggiata.

I farmaci utilizzati principalmente sono farmaci anticonvulsivi, il cui principio attivo varierà al variare della causa e della tipologia di crisi epilettica. Questi farmaci spesso devono essere assunti per tutta la vita del paziente, il che potrebbe generare un rifiuto da parte dello stesso, e sarà compito del personale sanitario e della famiglia cercare di far comprendere l’utilità della somministrazione farmacologica, così da rendere l’integrazione del soggetto nella società il più semplice possibile.

La terapia chirurgica è l’ultima spiaggia, poiché si può effettuare solo dopo il ripetuto fallimento della terapia farmacologica, lo scopo della terapia chirurgica è quello di annullare l’insorgenza della crisi epilettica, evento verificabile nel 60% dei casi. Un esempio di terapia chirurgica è la resezione di parte della regione ippocampica o la rimozione di masse tumorali che possono essere la causa delle crisi convulsive.

La neurostimolazione è invece effettuata in coloro i quali la chirurgia non può essere effettuata, e nonostante la scarsa eventualità che questo accada la neurostimolazione si è dimostrata efficace nella maggior parte dei casi.

Le crisi epilettiche e più genericamente l’epilessia rappresentano un problema serio, e necessitano pertanto di grande considerazione da parte dei pazienti e dei medici, poiché possono compromettere seriamente il benessere delle persone.

Francesco D'Angelo

Francesco D'Angelo