settoplastica

Settoplastica: operazione al setto nasale. Tecniche e tempi di recupero

Francesca Rallo Naso

La settoplastica è un intervento chirurgico che mira a correggere eventuali deviazioni del setto nasale.
Queste sono più comuni di quanto si pensi, infatti, è stato stimato che la percentuale di popolazione con il setto nasale deviato va dal 65% all’80%.

Setto nasale deviato e settoplastica

Il setto nasale deviato può essere congenito, causato da un trauma o da inalazione di cocaina (con perforazione ed infezione della cartilagine del setto nasale) oppure può formarsi per effetto dell’invecchiamento, portando nei casi più gravi a patologie respiratorie quali polmonite e sinusite.

La deviazione può essere appena percepibile non provocando alcun tipo di sintomo e/o difficoltà respiratorie oppure più accentuata e sintomatica.

Generalmente i pazienti con deviazione del setto nasale grave ed accentuata, per i quali si rende quindi necessaria una correzione chirurgica, riferiscono:

  • difficoltà a respirare, soprattutto da una narice
  • disturbi del sonno (es. apnee notturne, russamento)
  • epistassi, perdita di sangue dal naso
  • xerostomia, ovvero bocca secca in quanto si respira con essa
  • cefalea

Il paziente che accusa alcuni o tutti questi sintomi si deve recare dal medico specialista, un otorinolaringoiatra.
Costui, durante la visita, farà inizialmente una valutazione di tipo esterno, valutando visivamente l’aspetto del naso e del setto nasale, e poi una valutazione interna delle cavità nasali dotandosi di uno speculo (attrezzo utile a dilatare le cavità nasali) e di un endoscopio (tubicino dotato di un’ottica e collegato ad una videocamera), con il quale è possibile esaminare le strutture interne delle cavità nasali.

Qualora il medico dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni al fine di indirizzare il paziente al tipo di intervento più opportuno potrebbe richiedere una Tac del massiccio facciale con la quale potrà valutare nel dettaglio l’entità della deviazione del setto, eventuali ingrossamenti dei turbinati inferiori, infezione dei seni paranasali e presenza di polipi, o ancora potrebbe richiedere alcuni test utili per dimostrare una difficoltà respiratoria nasale come la Rinometria acustica, che consiste nella propagazione di un impulso acustico nella cavità nasale e, riflesso a seconda delle modificazioni di impedenza acustica.

Il setto nasale è costituito da una lamina ossea e cartilaginea che separa le due cavità nasali. Non vi è quindi altra possibilità di guarigione se non sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Settoplastica “funzionale”

La Settoplastica viene abitualmente associata al termine “funzionale” in quanto lo scopo dell’intervento (puramente terapeutico) è quello di ristabilire la normale “funzione respiratoria”, prescindendo da ogni intervento di tipo estetico.

Trattandosi di un intervento chirurgico richiede un’adeguata preparazione. Nello specifico, dopo avere messo a conoscenza il paziente di come si svolgerà l’operazione, del periodo post-operatorio e di eventuali rischi a cui potrebbe andare incontro,

  • il medico dovrà appurare eventuali allergie a farmaci e/o anestetici, in quanto è probabile che questi vengano usati nel corso dell’operazione;
  • Verranno scattate alcune fotografie del setto nasale del paziente, utili sia come riferimento durante l’intervento, sia per fare un confronto pre e post operatorio;
  • A partire da circa due settimane prima dell’intervento il paziente dovrà evitare l’assunzione di farmaci anticoagulanti (come aspirina e ibuprofene) in quanto potrebbero aumentare il rischio di perdite di sangue dopo l’operazione;
  • Nel caso in cui si decida di procedere con un’anestesia generale (questa si sceglie a seconda dell’età e delle allergie del paziente) il paziente dovrà digiunare dalla sera prima e farsi accompagnare da qualcuno il giorno dell’intervento, in quanto gli effetti della sedazione permangono per alcune ore dopo l’operazione.

Come si esegue la Settoplastica?

La procedura prevede il raddrizzamento del setto nasale e il riposizionamento dello stesso al centro delle cavità nasali.
Sempre sotto guida endoscopica, al fine di non lasciare segni visibili all’esterno del naso, viene fatta una incisione per via endonasale, viene scollata la mucosa che ricopre il setto nasale e quindi asportate le parti ossee o cartilaginee deviate.
Nei casi più difficili si può rendere necessaria l’asportazione dell’intero setto nasale, che verrà frammentato e poi riposizionato allineato al centro delle cavità nasali tramite un’incisione esterna.
La mucosa verrà poi riposizionata in modo da ricoprire l’intero setto e verranno dati dei punti riassorbibili per rimarginare la piccola ferita.
Infine, per assicurare che l’osso si ricostituisca in maniera corretta e per evitare la formazione di ematomi vengono applicate due sottili lamine in silicone (dette “SPLINT”) per circa 15 giorni.
La durata dellintervento varia da unora a due ore.

Così come la preparazione anche il periodo post-operatorio è molto delicato e va seguito con scrupolosità.
Potrebbero essere applicati dei tamponi di spugna o garza, all’interno delle narici, con la funzione di riempire le fosse nasali e spingere la mucosa verso il centro, evitando aderenze e prevenendo emorragie.
Nei due giorni successivi all’operazione verranno effettuate alcune medicazioni, mirate alla rimozione di croste, grumi di sangue ecc… che potrebbero compromettere il processo di cicatrizzazione.

Da dopo la dimissione e fino a quando il medico lo riterrà opportuno (generalmente alcune settimane), il paziente dovrà:

  • Evitare eccessivi sforzi fisici che potrebbero causare un’innalzamento della pressione sanguigna con conseguente aumento di emorragia;
  • Non soffiarsi il naso per nessun motivo;
  • Evitare di esporsi al sole e di fare bagni o docce calde (il calore ha effetti sulla pressione);
  • Non fumare (il fumo rallenta il processo di guarigione dei tessuti);
  • Evitare l’assunzione di farmaci anticoagulanti ( es. aspirina e ibuprofene).

Settoplastica senza tamponi

Per quanto riguarda l’utilizzo dei tamponi, bisogna dire che negli ultimi anni il loro utilizzo è diminuito notevolmente. Su 500 pazienti che hanno subito un intervento di settoplastica circa il 95% non ha avuto bisogno di un tamponamento post-operatorio.

I tamponi, garze o spugne di lunghezza di circa 13cm, infatti una volta inseriti, si ingrossano con sangue e secrezioni nasali, rendendo molto difficoltoso levarli quando smettono di essere utili. Oltre a provocare un certo fastidio al paziente.

Utilizzando una tecnica innovativa che prevede la sutura a materassaio del setto nasale con punti riassorbibili e l’utilizzo di colle biologiche, si può fare a meno dei tamponi.

Settoturbinoplastica

Nel corso di un intervento di settoplastica viene normalmente effettuata anche la riduzione dei turbinati ipertrofici, mediante l’utilizzo di un laser a contatto che agisce sulle molecole d’acqua dei tessuti, vaporizzandole, e determinando quindi una riduzione in volume dei turbinati.

Nei casi più lievi il laser può costituire un’alternativa alla chirurgia tradizionale e quindi essere utilizzato anche per il raddrizzamento del setto nasale deviato (Settoplastica laser assistita)
Il laser viene chiamato infatti “tagliente a caldo” in contrapposizione ai classici bisturi che invece sono “taglienti a freddo”.

Questa metodica (nei casi in cui è possibile farla) presenta notevoli vantaggi:

  • La tecnica è più precisa;
  • Il paziente può tornare a casa dopo 3-4 ore dall’intervento;
  • È sufficiente un’anestesia locale di contatto, senza bisogno di iniezioni;
  • Minor sanguinamento , ridotta infiammazione e migliore cicatrizzazione;
  • Non ci sono particolari precauzioni per i giorni successivi all’intervento;
  • Il paziente non prova dolore ne durante ne dopo l’intervento.

Rinosettoplastica

Se la Settoplastica ha scopo prettamente terapeutico, e la Rinoplastica ha scopo puramente estetico, la Rinosettoplastica contempla i fini di entrambi gli interventi.

Questo intervento viene infatti effettuato in pazienti con setto nasale deviato che essendo scontenti dell’aspetto del proprio naso approfittano per fare due cose in una.
La Rinoplastica può essere fatta scegliendo una tra due tecniche: a cielo aperto (tramite un’incisione esterna) o a cielo chiuso (con una incisione interna).
A seconda della gravità della deviazione del setto nasale e della correzione estetica da effettuare il medico opterà per una o per l’altra tecnica.
Solitamente al termine dell’operazione viene posto un gessetto sul naso, che verrà rimosso dopo circa 5 giorni.
La durata dell’intervento è la stessa di una settoplastica normale, e anche in questo caso a seconda dell’anestesia (locale o generale) cambia il tempo di ricovero.

Rischi della Settoplastica

Trattandosi di un intervento chirurgico si può andare incontro ad alcuni rischi.
Primo fra tutti, l’intervento potrebbe non riuscire, nel senso che potrebbero permanere tutti i sintomi che si lamentavano prima dell’intervento. In questo caso sarà necessario ripeterlo.
Potrebbe verificarsi una diminuizione del senso dell’odorato.
Altresì potrebbe verificarsi una complicanza un po più grave, ovvero una perforazione settale, tipicamente si presenta come un foro rotondeggiante, che può causare una serie di problemi respiratori, emorragie, senso di pressione al naso ecc..
Ancora, il naso potrebbe assumere una forma diversa da quella originaria, magari non affine ai gusti del paziente.
Tutti questi sono elementi da tenere presenti, prima di sottoporsi all’intervento, sapendo anche che si verificano più frequentemente nei pazienti in cui la deviazione del setto è più grave.

Tempi di recupero e costi

La guarigione completa, ovvero la ripresa delle normali funzioni respiratorie e l’assenza di sintomi, si ha dopo qualche mese fino a un anno. Può essere accelerato notevolmente tramite alcune pratiche come l’applicazione (per mezzo di un nebulizzatore) di acido ialuronico, una molecola con azione cicatrizzante, biostimolante e biorivitalizzante.

La settoplastica è gratis! Infatti, trattandosi di “chirurgia mutuabile” quindi atta a ristabilire una funzione fisiologica dell’organismo, il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) se ne fa carico rendendola gratuita.
Rivolgendosi invece alle cliniche private non convenzionate il prezzo è variabile e va da 2500 euro a 7000 euro solitamente in base alla difficoltà dell’intervento.