Rinite vasomotoria: sintomi e cura

Francesco D'Angelo Naso

La rinite vasomotoria è una patologia, come si evince dal nome stesso, a carattere vasomotorio che colpisce le cavità nasali, presentandosi con edema (accumulo di fluidi) e muco a livello della mucosa di rivestimento delle cavità nasali, e presuppone l’instaurarsi di un processo flogistico (infiammatorio) che potrà essere a partenza infettiva, farmacologia ed allergica. L’eziopatogenesi della rinopatia vasomotoria non riguarda solo la causa infiammatoria ma, come in molte altre patologie infiammatorie, esiste una predisposizione soggettiva all’instaurarsi della flogosi nasale, nota come ipereattività nasale, ovvero un meccanismo di risposta da parte delle strutture che compongono la mucosa nasale (epitelio, ghiandole, vasi sanguigni) a stimoli provenienti dall’esterno; si tratta sicuramente di risposte a carattere aspecifico, motivo per cui non saranno evocate da specifici stimoli, ma saranno ugualmente evocate dai più svariati stimoli. Il meccanismo di risposta nella rinite vasomotoria consiste in una esacerbazione della motilità dei vasi sanguigni indotta dal sistema nervoso autonomo, che permette una dilatazione ed un restringimento del lume vasale, consentendo, come definito dalle leggi fisiche sulla meccanica dei fluidi, un aumento o una riduzione del flusso ematico all’interno dei suddetti vasi sanguigni.

Ovviamente se la risposta indotta dal sistema nervoso simpatico fosse esasperata, anche in seguito a stimoli che normalmente evocherebbero risposte di minore intensità o che non evocherebbero affatto risposte, si avrebbero delle variazioni di flusso ingenti, tale da permettere l’aumento della pressione idrostatica (definita come la pressione esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi, pressione che a determinati valori permette la fuoriuscita di plasma sanguigno all’esterno dei vasi e verso l’interstizio) a valori tali da indurre una eccessiva trasudazione di fluido a livello della mucosa nasale e causare un quadro di congestione nasale; quadro che sarà aggravato dall’aumentata funzionalità secernete delle ghiandole mucipare nasali.

Rinite vasomotoria non allergica

La rinite vasomotoria può essere classificata in base alla causa scatenante la risposta nervosa, sicuramente la causa che più determina l’irritazione nasale a carattere vasomotorio è quella di tipo allergico, ma altrettanto importanti e diffuse sono le cause rinitiche di tipo non allergico. La rinite vasomotoria di tipo non allergico non rappresenta una patologia chiara e ben definita, ma rappresenta una serie di quadri clinici tutti accomunati da determinate caratteristiche:

  • eccessiva motilità dei vasi sanguigni
  • assenza di infezioni che giustifichino la sintomatologia rinitica
  • negatività ai test allergici
  • mancata correlazione alle variazioni climatiche stagionali

Rinite vasomotoria non allergica: cause

La rinite non allergica è stato detto, rappresenti un insieme di diverse patologie indotte da diversi meccanismi patogenetici, tra le riniti di tipo non allergico rientreranno sicuramente rinopatie che non prevedono un eccessivo rilascio o cospicua presenza di IgE (anticorpi presenti e caratterizzanti tutte quelle manifestazioni di tipo allergico), bensì rientreranno all’interno della sopracitata categoria le riniti di tipo virale, le riniti di tipo atrofico, di tipo medicamentoso e la rinite vasomotoria non allergica.

Ognuna delle manifestazioni di tipo non allergico presenterà delle specifiche cause eziopatogenetiche, per la rinite virale la causa sarà l’infezione da parte di virus respiratori a determinare la sintomatologia infiammatoria, per la rinite atrofica la causa della flogosi nasale sarà determinata da un assottigliamento ed irrigidimento dei turbinati (strutture osteomucose presenti all’interno delle cavità nasali), per la rinite medicamentosa la causa sarà iatrogena, quindi determinata dall’utilizzo di determinati farmaci quali spray decongestionanti nasali, oppure potrebbe essere dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti, quali la cocaina, per via nasale. Le cause della rinite vasomotoria sono sconosciute, o meglio è corretto parlare di fattori di rischio tosto che cause, perché si conosce il meccanismo patogenetico (la vasomotilità precedentemente spiegata) ma non si conosce con certezza cosa è in grado di determinarlo, si conoscono una serie di fattori (fumo di sigaretta, vernici, alterazioni della temperatura esterna, alcool, cibo piccante, stress) con i quali è stata evidenziata l’insorgenza della rinopatia vasomotoria. Con il progresso delle tecniche diagnostiche, la comunità scientifica è riuscita a correlare i diversi quadri di rinite vasomotoria, con un particolare background cellulare, responsabile della manifestazione clinica; in particolare questo vale per la rinite non allergica, la quale si presenta con sintomatologia molto simile alla rinite allergica, similitudine giustificata dall’intervento di specifiche cellule, tutte appartenenti al grande gruppo dei volgarmente detti “globuli bianchi”. A tal proposito oggi distinguiamo riniti vasomotorie non allergiche associate a Neutrofili, a Mastociti, a Eosinofili, e riniti con contemporanea infiltrazione di Mastociti ed Eosinofili. La produzione ed il rilascio di specifiche molecole da parte di ciascuno di questi gruppi cellulari, evocherà una stimolazione oltre che vasale anche mucosale (con aumento della secrezione da parte delle cellule dell’epitelio nasale) che si esplicherà con la patologia rinitica.

Rinite vasomotoria: sintomi

Considerando la molteplicità di cause che possono indurre una rinite vasomotoria, risulta chiaro come le manifestazioni sintomatologiche siano altrettanto differenti e specifiche in relazione a ciascun agente scatenante; tuttavia è possibile definire un quadro generico che raccoglie parte dei sintomi comuni a tutti o quasi i quadri eziologici. Tra i sintomi più comuni si può nominare sicuramente la congestione nasale, ovvero l’ispessimento delle pareti, con conseguente difficoltà a respirare col naso, ancora si può annoverare la rinorrea, ovvero la massiva ed ingente produzione di muco, che si esplica con il cosiddetto “naso che cola”, ed infine sarà evidenziabile la presenza di starnuti. Quanto detto riguarda la sintomatologia aspecifica, cioè in grado di indurre a pensare ad una rinite vasomotoria di tipo non allergico (soprattutto per l’assenza di prurito nasale, e intenza lacrimazione), ma non in grado di permettere la distinzione dell’agente scatenante; per cercare di comprendere quale sia la causa scatenante esistono una serie di sintomi altamente specifici e correlati ad altrettanto mirati agenti eziologici. La rinite atrofica ad esempio, sarà caratterizzata dalla presenza, oltre che dei sintomi aspecifici sopra descritti, di croste nasali, dalla percezione di odore sgradevole, odore correlato alla presenza della crosta e dalla cosiddetta epistassi ( perdita spontanea di sangue dal naso); la rinite associata a Neutrofili invece, è caratterizzata da intenso bruciore nasale, ed è tipica di soggetti fumatori o che soffrono di reflusso gastro-esofageo; ancora la rinite associata a Mastociti presenta invece prurito e si associa a soggetti che soffrono di patologia asmatica o che presentano polipi nasali, ed è correlata ad apnee notturne. Come si evince da quanto detto, i quadri sintomatologici sono svariati, motivo per il quale se si pensa di soffrire di rinite vasomotoria, è consigliato recarsi dallo specialista.

Rinite vasomotoria: diagnosi

La diagnosi è una pratica altamente specialistica, e quindi attuabile soltanto dallo specialista otorinolaringoiatra, egli si avvarrà della propria capacità deduttiva, con lo studio ei segni e dei sintomi, ed eseguendo uno specifico esame obiettivo, oppure potrà avvalersi delle indagini diagnostiche di laboratorio (come le comuni analisi del sangue) o il Prick test (noto come test di stimolazione cutanea, utile per evidenziare una predisposizione allergica del paziente) o il Patch test (stesso principio del prick test, ma con l’utilizzo di cerotti piuttosto che punture). Inoltre lo specialista si può avvalere della cosiddetta TAC per la diagnosi di rinite atrofica, o del rinocitogramma, esame che consiste nel prelievo di una piccola parte di mucosa nasale, e nella conseguente visualizzazione al microscopio.

Rinite vasomotoria: cura

Anche le cure, sono molto diverse in relazione alla causa scatenante, innanzitutto è importante distinguere se la rinite vasomotoria in questione sia allergica o meno; per la rinite allergica la terapia verterà all’eliminazione di allergeni, alla profilassi con l’uso di antistaminici e farmaci di supporto come i decongestionanti spray. Per la rinite non allergica la terapia sarà dipendente dalla causa, per le riniti virali la terapia è sconsigliata perché tende a guarigione in poco tempo, al massimo si può usare un decongestionante; per la rinite atrofica sono consigliati i lavaggi nasali, ma spesso si verte verso la terapia chirurgica; la rinite vasomotoria si cura usando anticolinergici e antistaminici come terapia di base, sulla quale potranno essere instaurate aggiunte o modifiche in relazione alle caratteristiche del tipo di rinite vasomotoria.

Bibliografia
Dizionario medico Dorland
Trattato di Otorinolaringoiatria Cesarini,Pignataro

Francesco D'Angelo

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