Cos’è il morbo di Crohn: Sintomi, Cause, Cure e Consigli sulla dieta

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Morbo di Crohn o malattia di Crohn
Patologia facente parte delle cosiddette malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, di cui fa parte anche un’altra nota patologia, la Colite Ulcerosa). Può interessare qualsiasi tratto del canale alimentare, dalla bocca all’ano.

Cos’è il morbo di Crohn

È una malattia più frequente nei paesi maggiormente industrializzati (nord Europa e nord America in particolare) ed interessa con uguale frequenza sia uomini che donne.

La malattia insorge più frequentemente tra i 15 e i 40 anni, sebbene si osservi un secondo picco tra i 50 e i 60 anni. Ultimamente si registra anche un aumento dell’insorgenza della patologia tra i soggetti in età pediatrica.

Rappresenta una patologia che se non correttamente trattata può risultare fortemente invalidante per il paziente, con un calo notevole nella qualità di vita dell’individuo.

Morbo di Crohn: Cause

Le cause del morbo di Crohn sono sconosciute. Le attuali conoscenze ci indicano che, in soggetti geneticamente predisposti, si verificherebbe un’inappropriata risposta da parte del sistema immunitario verso alcune molecole di origine prevalentemente batterica, normalmente presenti all’interno del tubo digerente.
Gli unici fattori individuati come associati all’insorgenza del morbo di Crohn sono:

  • Una predisposizione genetica;
  • Una significativa associazione della malattia al fumo di sigaretta, supportata da un incremento del rischio di insorgenza in pazienti fumatori;
  • Un pregresso intervento di appendicectomia.

Morbo di Crohn: Sintomi

La patologia, come già accennato, può colpire tutto il canale alimentare, ma le sedi più frequentemente interessate sono l’ileo (l’ultimo tratto dell’intestino tenue), il colon e la regione ano-rettale.

Tra i sintomi generici troviamo:

  1. Febbricola, ossia una febbre con un modico incremento della temperatura, in genere non superiore a 37,6-37,8°C;
  2. Astenia, una mancanza di forza del soggetto;
  3. Calo ponderale, una diminuzione del peso corporeo dovuta al deficit di assorbimento delle sostanze nutritive che possono causare le lesioni intestinali.

Tra i sintomi intestinali troviamo:

  1. Diarrea cronica intermittente, ossia l’emissione di feci prevalentemente liquide o poco formate, che si protrae per più di quattro settimane, alcune volte frammista a sangue, muco e pus;
  2. Rettorragia (emissione di sangue rosso vivo dall’orifizio anale);
  3. Tenesmo (sensazione impellente di dover defecare);
  4. Dolore addominale ricorrente, prevalentemente localizzato al centro dell’addome (regione mesogastrica) o in basso a destra (fossa iliaca di destra);
  5. La presenza di una massa addominale dolente, prevalentemente in fossa iliaca di destra, dovuta all’ispessimento della parete del viscere infiammato;
  6. Fistole, cioè delle soluzioni di continuo, dei canali, che si formano partendo dal lume intestinale e si aprono o in altri organi o sulla cute in genere in regione perianale, da cui possono anche fuoriuscire residui fecali, sangue e pus. Sono un sintomo caratteristico della malattia e possono precedere di anni l’esordio.

Tra i sintomi extraintestinali troviamo invece:

  1. Manifestazioni cutanee (eritema nodoso, pioderma gangrenoso);
  2. Manifestazioni oculari (uveite, iridociclite, episclerite);
  3. Manifestazioni articolari (artrite, spondilite anchilosante, sacroileite);
  4. Ippocratismo digitale (dita a “vetrino di orologio”).

Morbo di Crohn: Decorso clinico e complicanze

Il decorso della malattia di Crohn è di tipo cronico-recidivante, con periodi di riacutizzazioni seguiti da periodi di remissione. La probabilità di remissione dopo una fase attiva è molto elevata, cosi come lo è la probabilità di una riacutizzazione.

La presentazione clinica più tipica è la persistenza di alcuni sintomi per più di 4 settimane, ma la malattia può esordire anche attraverso alcune complicanze, ad esempio:

  • Occlusione o sub-occlusione intestinale, rispettivamente un arresto o un rallentamento del transito del cibo nel tubo digerente, a causa di restringimenti dovuti all’infiammazione protratta nel tempo, che esita nell’indurimento della parete dell’intestino (stenosi fibrose). Questi quadri si possono manifestare con dolore e gonfiore addominale, nausea, febbre.
  • Fistole, già precedentemente citate, che possono essere sia interne (tra intestino e vescica, tra intestino e vagina, tra due segmenti intestinali). A volte possono associarsi ad ascessi, ovvero raccolte di pus di forma grossolanamente sferica, e di dimensioni variabili, presenti lungo il decorso di una fistola.
  • Adenocarcinoma dell’intestino tenue, e più frequentemente del colon-retto, è una complicanza rara ma possibile, soprattutto nelle malattia di lunga durata (10-20 anni).

Le cause più frequenti di morte sono le peritoniti e le infezioni generalizzate.

Morbo di Crohn: Diagnosi

La diagnosi di morbo di Crohn è spesso difficile e viene effettuata con ritardo a causa dell’assenza di sintomi specifici.
È quindi fondamentale raccogliere e mettere insieme una serie di dati ed esami:

  • Visita medica da parte di uno specialista Gastroenterologo;
  • Esami del sangue;
  • Endoscopia digestiva, il cui esame standard è rappresentato dalla colonscopia con ileoscopia retrograda (si effettua tramite l’inserimento di una particolare telecamera attraverso l’ano sino agli ultimi quindici centimetri dell’intestino tenue, al fine di visualizzare lo stato della parete e raccogliere dei piccoli frammenti che verranno poi analizzati al microscopio, al fine di dare al paziente una diagnosi di certezza). In caso di sintomi digestivi “alti” viene eseguita invece la gastroscopia;
  • Esami radiologici, quali Tac e Risonanza Magnetica Nucleare.

Morbo di Crohn: Cure

La terapia del morbo di Crohn ha come obiettivi l’induzione della remissione della malattia, il miglioramento della qualità di vita del paziente, il trattamento e la prevenzione delle complicanze della malattia, la terapia di manifestazioni extraintestinali.

La terapia medica in genere si avvale di presidi come:

  • Cortisonici, prednisone e metilprednisolone
  • Immunosoppressori, azatioprina, 6-mercaptopurina, metotrexate
  • Antibiotici, metronidazolo e ciprofloxacina
  • Antiinfiammatori, mesalazina e sulfapiridina

Gli ultimi studi hanno portato alla scoperta di nuovi farmaci per il trattamento della malattia, i cosiddetti farmaci biologici, realizzati mediante l’ingegneria genetica ed in grado di bloccare specifiche molecole chiave della malattia. Essi sono l’infliximab e l’adalimumab.

La terapia chirurgica della malattia di Crohn ha subito negli ultimi anni notevoli cambiamenti. Si è passati infatti da una chirurgia volta ad asportare il tratto malato di intestino ad una volta a “correggere” le eventuali complicanze. Questo poichè si è visto che estese resezioni intestinali peggiorano solo la qualità di vita del malato e non apportano significativi benefici.

L’espressione massima di questo tipo di chirurgia è quella correttiva delle stenosi intestinali, ovvero le cosiddette tecniche di “stritturoplastica”, atte solo ad allargare il tratto di intestino senza asportarlo. I casi più complicati invece, dove le porzioni di intestino malato sono molto ampie o coinvolgono l’intero colon-retto fino alla regione perianale, fino a pochi anni fa venivano trattati con l’asportazione del colon e del retto e l’abboccamento dell’intestino alla parete addominale (la defecazione avviene mediante un sacchetto). Con l’introduzione della terapia biologica, una notevole parte di questi pazienti non va più incontro a tale trattamento ma ad un intervento in due tempi che consente di conservare la normale via di evacuazione.

Negli ultimi vent’anni, inoltre, le tecniche laparoscopiche garantiscono oltre a vantaggi cosmetici per l’assenza di ampie cicatrici, una riduzione del dolore post-operatorio, una più veloce ripresa delle funzioni intestinali e una più precoce rialimentazione che si traducono in una diminuzione dei tempi di degenza in ospedale.

Morbo di Crohn: Bambini

Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole aumento delle diagnosi di malattia di Crohn in pazienti pediatrici, basti pensare che il 20-30% dei soggetti affetti, ha meno di venti anni di età.
Oltre ai classici sintomi, intestinali ed extraintestinali, i soggetti pediatrici possono presentare:

  • Ritardo di crescita
  • Malnutrizione
  • Ritardo della pubertà
  • Demineralizzazione ossea

Morbo di Crohn: Consigli per una corretta alimentazione

La diffusione delle malattie infiammatorie croniche intestinali nei paesi fortemente industrializzati, e l’osservazione che tali malattia sono in aumento in paesi in cui prima l’incidenza era bassa, hanno portato alla conclusione che una serie di fattori possono fungere da fattore scatenante per la malattia o peggiorarne i sintomi. Tra questi fattori, la dieta in particolare sembra avere un ruolo centrale. E’ infatti noto da tempo che consumare una dieta di tipo “occidentale”, cioè ricca in carni rosse, burro, cibi grassi, uova, fritture, carboidrati raffinati e bevande ad alto contenuto calorico, costituisce un fattore di rischio sia per le malattie infiammatorie croniche intestinali, sia per altre patologie come ad esempio l’obesità.

Al contrario, diete come quella Mediterranea, ricca in frutta, verdura, cereali, zuccheri non raffinati, carne bianca e pesce, sono state associate ad un più lungo periodo di remissione clinica della malattia di Crohn e ad un miglioramento dei sintomi in generale. Da recenti studi è stato notato che durante le fasi di riacutizzazione della malattia dovrebbero essere eliminate le fibre e ridotto o eliminato l’apporto di lattosio. Inoltre in tutte le malattie con uno stato infiammatorio dovrebbe essere aumentato l’introito di sostanze antiossidanti.

È altresì importante notare come il 70% dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali, dopo la diagnosi, si autoimponga diete eccessivamente restrittive in periodi di remissione, e ciò non fa altro che peggiorare la loro vita sociale e di relazione.

Sarebbe perciò opportuno evitare diete consigliate da fonti “laiche” e consultare uno specialista in Gastroenterologia che saprà indirizzarvi correttamente verso una dieta sana, completa ed approvata dalle maggiori associazioni di gastroenterologi.

Morbo di Crohn: Gravidanza

Il concepimento e una gravidanza normali sono possibili in donne affette dal morbo di Crohn. Vi è però un aumentato rischio, di aborti spontanei e di parto prematuro.

Sarebbe perciò consigliabile concepire quando la malattia è in stato di remissione. Così facendo, infatti, si riduce il rischio di complicanze fetali, e aumentano le possibilità di avere una gravidanza totalmente normale.
Si è visto inoltre che nel primo trimestre di gravidanza è più elevato il rischio di riacutizzazione della patologia, dovuto alla sospensione dei farmaci per il mantenimento della malattia, e questo può portare ad un aumentato rischio di morte del feto.

Per questi motivi appare giustificata un’attenta sorveglianza ostetrica, con controlli ripetuti più di frequente rispetto ad una situazione normale.

Fonti:
UNIGASTRO, Manuale di Gastroenterologia, Editrice Gastroenterologica Italiana
Food, nutrients and nutraceuticals affecting the course of inflammatory bowel disease, José Antonio Uranga, Visitación López-Miranda, Felipe Lombó, Raquel Abalo
SITOGRAFIA:
Prof. Marco Catani www.marcocatani.it
Medscape www.medscape.com

Luigi Dell'Aira

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