Tumore di Warthin della ghiandola parotide

Roberta Bartolozzi tumori

Il tumore di Warthin, noto anche come cistoadenoma papillare linfomatoso, è un tumore benigno delle ghiandole salivari, principalmente le parotidi e i linfonodi periparotidei. Prende il nome dal patologo Alfred Scott Warthin, che fu il primo a individuarne due casi nel lontano 1929.

Tumore di Warthin

Tumore di Warthin: i sintomi

Il tumore di Warthin colpisce soprattutto i sessantenni e i settantenni. Secondo dei recenti studi, gli uomini sembrano essere più colpiti rispetto alle donne. Questo tipo di tumore cresce lentamente e non provoca dolori. Di solito compare nella punta della ghiandola parotide, nelle vicinanze dell’angolo della mandibola.

Nel 5-14% dei casi, il tumore di Warthin è bilaterale, ma le due masse di solito si manifestano in momenti diversi. Va detto che è elevata la probabilità che da benigno si trasformi in maligno.

Dove compare?

La ghiandola più colpita è la parotidea. Infatti, è l’unico tumore che colpisce quasi sempre questa ghiandola salivare. Sebbene sia molto meno diffuso dell’adenoma pleomorfo (altro tumore che colpisce le parotidi), il tumore di Warthin è il secondo tumore benigno più comune delle ghiandole parotidee.

Tumore di Warthin: le cause

La causa è tutt’ora sconosciuta nonostante pare vi sia una forte correlazione con il fumo di sigaretta, come fattore di rischio. I fumatori infatti hanno un rischio 8 volte maggiore di ammalarsi rispetto i non fumatori.

Tumore di Warthin: come si dignostica?

L’aspetto di questo tumore al microscopio è unico. Ci sono spazi cistici circondati da due file di cellule epiteliali con nuclei picnotici centrali. Gli spazi cistici hanno un epitelio con infiltrazioni papillari.

Prima della diagnosi è necessario escludere la presenza del linfoadenoma sebaceo o dell’oncocitoma.

Tumore di Warthin: l’ecografia

L’ecografia delle ghiandole salivari è solitamente il primo esame che si effettua. Va eseguito tramite una sonda di superficie ad alta frequenza. L’ecografia serve anche a diagnosticare le forme neoplastiche primitive benigne tra cui il tumore di Warthin e le forme maligne. Fornisce anche delle indicazioni per effettuare l’agoaspirato e i controlli dopo l’intervento chirurgico.

Tumore di Warthin: la terapia

Il trattamento di rimozione del tumore è principalmente chirurgico. Si esegue tramite parotidectomia parziale.
Vi sono due diverse tipologie di incisione:

  1. L’incisione più comune consiste in un taglio dietro l’orecchio fino al lobo per poi risalire nella parte posteriore proseguendo con un incisione nel collo;
  2. La suddetta incisione può essere combinata con quella da ritidectomia (lifting): a differenza della precedente incisione, va fino all’attaccatura del cuoio capelluto per poi discendere, per permettere così la copertura del taglio con i capelli.

L’intervento chirurgico

L’incisione è generalmente ampia, intorno ai 9 cm. L’incisione eseguita dinnanzi all’orecchio risulta essere quella che  cicatrizza meglio diventando col tempo invisibile. Sarà comunque il chirurgo a scegliere la modalità di intervento più idonea, soprattutto in base alla porzione di tumore da rimuovere.

La parotidectomia solitamente richiede un’anestesia generale. Si asporta la parte della ghiandola che contiene il tumore. La chirurgia parotidea è piuttosto complessa poichè questa all’interno di questa ghiandola decorre il nervo faciale che è di fondamentale importanza per la mimica facciale, le espressioni del volto. Dunque prima di eseguire l’intervento è necessario cercare prima il nervo faciale e isolare le sue branche per evitare di comprometterlo durante la rimozione del tumore.

L’intervento dura in genere 90 minuti, anche se si può protrarre fino alle 3 ore. Questo dipende dalla localizzazione del tumore. Alla fine dell’intervento si posiziona un drenaggio per 4 giorni. Prima delle dimissioni, verrà rimosso.

Complicanze e conseguenze dell’intervento

Essendo un intervento chirurgico eseguito in anestesia generale, possono sempre esserci delle complicazione legate a:

  • reazioni allergiche ai farmaci
  • possibili sanguinamenti
  • infezioni
  • lesione del nervo faciale
  • la parte restante della ghiandola parotide continua a produrre della saliva che non trovando  uno sbocco verso il cavo orale tende ad accumularsi nel collo
  • sindrome di Frey:  sudorazione della pelle della guancia e del collo durante i pasti. Si tratta di una malattia che guarisce spontaneamente nella maggior parte dei pazienti.

Articolo revisionato dal dott. Giorgio Amico

Roberta Bartolozzi