Frattura del piatto tibiale e tempi di recupero

Roberta Bartolozzi Traumi

La frattura del piatto tibiale, chiamata anche frattura prossimale della tibia è una lesione o rottura complessa del ginocchio. La parte superiore della tibia è una delle aree di carico più critiche del corpo umano. L’individuazione precoce della frattura e il trattamento più appropriato  sono essenziali per ridurre al minimo la disabilità del paziente in termini di movimento e stabilità e ridurre il rischio di complicazioni gravi. Può succedere che insieme alla frattura vengano danneggiati anche i tessuti molli, ossia la pelle, i muscoli, i nervi, i legamenti. E’ necessario trattare contestualmente alla frattura anche i tessuti. Nei casi più gravi, si rende necessario l’intervento del chirurgo per ristabilire la stabilità del ginocchio.

Classificazione delle fratture tibiali

Esistono diverse tipologie di fratture o rottura del piatto tibiale. Se l’osso si rompe dritto si parla di  frattura trasversale. Nel caso invece si rompe in tanti pezzi, prende il nome di frattura multipla.

Può succedere anche che le fratture arrivano fin dentro il ginocchio provocando la separazione dell’articolazione in più parti. In questo caso si parla di fratture intra-articolari.

Per entrare più in dettaglio, le fratture tibiali sono classificate secondo il sistema di classificazione Schatzker. Vi sono sei diverse tipologie di fratture del piatto tibiale:

  • Schatzker I: frattura tibiale laterale senza depressione
  • Schatzker II: frattura tibiale laterale con depressione
  • Schatzker III: frattura di compressione del piatto tibiale laterale (IIIa) o centrale (IIIb)
  • Schatzker IV: frattura mediale
  • Schatzker V: fattura tibiale bicondilare
  • Schatzker VI: frattura del piatto tibiale con discontinuità.

Una frattura di tipo I è una frattura pura con fenditura a forma di cuneo del piatto tibiale laterale, con uno spostamento o una depressione inferiore a 4 mm. Per fatture depresse si intende quelle che ricorrono quando l’agente contundente presenta una superficie di impatto piuttosto ridotta (ad esempio, testa di un martello). Le fratture di questo tipo si verificano quando il condilo femorale laterale viene spinto nella superficie articolare del piano tibiale. La tipo II è una frattura con una combinazione e compressione combinata del piatto tibiale laterale, una frattura di tipo I con un componente depresso. Avviene una depressione maggiore di 4 mm. Una frattura di Schatzker tipo III è una frattura di compressione pura del piano tibiale laterale in cui la superficie articolare è depressa e viene portata nella metafisi laterale tibiale da forze assiali. Le fratture di tipo III sono suddivise in due sottogruppi: quelle con depressione laterale (tipo IIIA) e quelle con depressione centrale (tipo IIIB). Il tipo IV è una frattura media platea di tibia con un componente suddiviso o depresso. Queste fratture si verificano come conseguenza delle forze combinate con carico assiale in un ginocchio iperflesso. Le fratture di tipo IV hanno la prognosi peggiore. La frattura di tipo V consiste in una frattura a cuneo dell’altopiano tibiale mediale e laterale, spesso con un aspetto a “Y” invertita. La depressione articolare è tipicamente vista nell’altopiano laterale e potrebbe essere associata a una frattura dell’eminenza intercondilare. Il tipo VI è una frattura bicondilare con una dislocazione della metafisi della diafisi. Questo modello deriva da un trauma ad alta energia e da combinazioni di diverse forze.

Un pò di anatomia

Il ginocchio è una giuntura complessa, esposto a forze che possono superare cinque volte il peso del corpo. Tale giuntura aumenta la mobilità a costo della stabilità. La tibia prossimale è l’osso della gamba. Costituisce uno delle tre ossa che formano l’articolazione del ginocchio, insieme al femore e la rotula. Il contatto avviene con il capo della fibula nel quadrante posterolaterale. La superficie del piatto tibiale ha una porzione mediale e laterale e un’eminenza intercondilare, che è sia non-articolare che non-ponderale. Il piatto mediale è generalmente più grande del piatto laterale. L’eminenza intercondilare fornisce l’attaccamento al menisco mediale e laterale e ai legamenti crociati anteriori e posteriori. Il ginocchio normale è nell’allineamento fisiologico e in valgo. La maggior parte del carico trasmesso attraverso il ginocchio si trasmette al condilo mediale, e quindi il ginocchio ha un tessuto spugnoso più resistente. Poiché il condilo mediale è arrotondato rispetto al condilo laterale, viene esposta una parte della superficie articolare anteriore del piatto laterale, in particolare durante l’estensione. Ciò fa sì che il piatto laterale sia più suscettibile alla lesione ossea e sia il motivo per cui le fratture del piatto laterale sono più comuni di quelle del piatto mediale. Inoltre, la sclerosi del piatto tibiale può essere un sintomo di artrosi del ginocchio.

Le cause della frattura del piatto tibiale


Sono varie le cause che determinano la lesione dei piatto tibiale. Nell’80% dei casi sono causate da incidenti automobilistici e in questo caso le fratture si presentano più gravi . Il resto ( il 25% circa) sono fratture avvenute in occasione di eventi sportivi. I più colpiti coloro che praticano lo snowboard, lo sci e gli sport di contatto. Le lesioni causate dal paraurti o dai parafanghi in occasione scontri stradali costituiscono più del 25% delle fratture del piatto tibiale. Il trauma può essere diretto o può essere correlato a una caduta da un’altezza, un incidente industriale o un infortunio sportivo.

Le fratture del piatto tibiale possono essere sia a bassa energia che ad alta energia. Le fratture a bassa energia si verificano nell’osso osteoporotico e tipicamente sono fratture depresse che colpiscono gli anziani. Anche alcune patologie come il diabete di tipo 2 e patologie come l’osteoartrosi possono essere delle cause frequenti di fratture. Le fratture ad alta energia sono spesso il risultato di un trauma connesso a veicoli a motore, e il modello più comune di frattura in questo gruppo è una frattura di spaccatura.

Nel caso in cui la frattura si verifica all’interno dell’osso viene definita intraspongiosa poichè questa zona è composta da diverse trabecole,  mentre la parte esterna è costituita da ossa compatte

Chi viene colpito dalla frattura del piatto tibiale?

Più del 50% dei pazienti vittime di una frattura o microfrattura del piatto tibiale hanno 50 anni o più. L’aumento della frequenza delle fratture del piatto tibiale nelle signore anziane è dovuto all’aumento dell’incidenza  dell’osteoporosi in questi individui. Le fratture del piatto tibiale nei pazienti più giovani sono generalmente il risultato di lesioni ad alta energia.

Diagnosi differenziale

Le fratture del piatto tibiale sono comuni lesioni intra-articolari per le quali le scansioni di tomografia computerizzata vengono utilizzate abitualmente per la pianificazione preoperatoria. Circa il 50% delle ginocchia con fratture di tibia piatte chiuse presenta anche lesioni dei menischi e dei legamenti crociati che di solito richiedono interventi chirurgici.

Come si dignosticano le fratture del piatto tibiale?

  • Raggi-X. La maggior parte delle fratture del piatto tibiale è facile da identificare con l’ausilio di una radiografia standard del ginocchio, che riesce a mostrare se un osso è rotto o meno , il tipo di frattura e l’esatta posizione. Invece nel caso delle fratture verticali non sempre si riesce a identificarle con semplicità, attraverso una radiografia del ginocchio. Tra la frattura di tipo Schatzker I e II non esiste una chiara differenza visibile sulle radiografie.
    Invece una radiografia anteroposteriore con il ginocchio angolare a 15 ° può fornire una valutazione più accurata della profondità della depressione superficiale del piatto. Le radiografie di trazione forniscono un’immagine più chiara della configurazione della frattura dopo che l’allineamento anatomico viene ripristinato
  • TAC.Spesso è fondamentale perché mostra in dettaglio la frattura. Le scansioni di tomografia computerizzata forniscono informazioni più dettagliate in 3D della frattura. Ciò aiuta nella scelta del miglior trattamento possibile.
  • Risonanza Magnetica. Da eseguire quando vi è il sospetto di un danno del tessuto molle.

Quali sono i sintomi della frattura del piatto tibiale?

I sintomi variano a seconda della gravità della frattura. I principali e più comuni sono i seguenti:

  • dolore intenso nella gamba inferiore
  • difficoltà a camminare, correre o calciare
  • intorpidimento o formicolio nel piede
  • incapacità di sopportare il peso sulla gamba ferita
  • deformità della gamba, del ginocchio, o della caviglia
  • ossa sporgente nel caso di ferita aperta
  • difficoltà a muovere il ginocchio
  • gonfiore e lividi nella gamba

Quando la tibia è fratturata in genere è interessato anche l’altra gamba.

La terapia

La frattura prossimale della tibia può essere trattata chirurgicamente e non. Ci sono benefici e rischi associati a entrambe le forme di trattamento. Nel caso si decida di ricorrere alla chirurgia, è necessario valutare la storia del paziente, compresa l’età.  Quando si pianifica il trattamento, il medico prenderà in considerazione diverse cose, incluse le aspettative, lo stile di vita e le condizioni mediche del paziente. In un individuo attivo, il ripristino del piatto tibiale attraverso la chirurgia è spesso appropriato in quanto ciò massimizzerà la stabilità e il movimento del ginocchio e minimizzerà il rischio di ammalarsi di  artrite. In altri individui, però, la chirurgia può avere un vantaggio limitato. infatti nel casso di un paziente con altre patologie e instabilità fisica, sarebbe meglio evitare di ricorrere alla chirurgia. In questi casi, il trattamento chirurgico può esporre questi individui solo a dei rischi (ad esempio legati all’anestesia e alla possibilità di contrarre un’infezione).

Cure di emergenza

  • Fratture aperte. Se la pelle è lesionata e c’è una ferita aperta, la frattura sottostante può essere esposta a batteri che potrebbero causare infezione. Il trattamento chirurgico precoce pulirà le superfici della frattura e i tessuti molli per ridurre il rischio di infezione. Dopo un incidente, la ferita sulla pelle e il danno ai  tessuti molli possono essere ulteriormente peggiorati dalla chirurgia. In questo caso, viene in genere applicato un fissatore esterno temporaneo per sostenere l’arto fino a recuperare i tessuti molli. Così che l’intervento può essere eseguita in sicurezza.
  • Fissaggio esterno. Se i tessuti molli (pelle e muscoli) attorno alla frattura sono gravemente danneggiati e non so può subito intervenire chirurgicamente per motivi di salute, il medico può applicare un fissatore esterno temporaneo. In questo tipo di operazione, i perni metallici o le viti sono collocati al centro del femore (coscia) e tibia. I perni e le viti sono fissati  all’esterno della pelle. Questo dispositivo tiene le ossa nella posizione corretta fino al momento in cui si interverrà chirurgicamente.
  • Sindrome compartimentale. A volte succede che, ila frattura del piatto tibiale è così grave da minacciare l’approvvigionamento di sangue ai muscoli e ai nervi della gamba e del piede. Questa si chiama sindrome del compartimento e può richiedere un  intervento di emergenza. Durante la procedura, chiamata fasciotomia, vengono eseguite incisioni verticali per rilasciare la pelle e le coperture muscolari. Queste incisioni vengono spesso lasciate aperte e poi cucite giorni o settimane più tardi, quando i tessuti molli si riprendono e il gonfiore sparisce. In alcuni casi, è necessario un innesto cutaneo per aiutare a coprire l’incisione e accelerare la guarigione.

Trattamento non chirurgico

Il trattamento non chirurgico comprende due tipologie di interventi.

  • la ginocchiera ortopedica a sei punti, che serve a immobilizzare la frattura del piatto tibiale.
  • la riabilitazione, oltre al riposo.

Il medico pianifica ulteriori radiografie nella fase di recupero per controllare se le ossa si stanno riposizionando.

Intervento chirurgico

L’ortopedico ha diverse possibilità per ottenere l’allineamento dei frammenti ossei rotti e mantenerli nella corretta posizione mentre si riposizionano.

  • Fissazione interna. Con questo intervento chirurgico, i frammenti ossei vengono prima riposizionati nella loro posizione normale. Sono poi tenuti insieme con l’ausilio di  dispositivi ortopedici, come ad esempio i chiodi intramidollari, piastre e viti. Nei casi in cui il quarto superiore della tibia è rotto, ma il ginocchio non è ferito, può essere inserita una piastra per stabilizzare la frattura. Viene posta una barra nella cavità  al centro dell’osso. Un’altra viene posta sulla superficie esterna dell’osso. Le piastre e le viti sono comunemente utilizzate per le fratture del ginocchio. Se la frattura spinge l’osso verso il basso, può essere necessario sollevare i frammenti ossei per ripristinare la funzione articolare. Sollevare questi frammenti, tuttavia, crea un buco nell’osso spugnoso. Questo foro deve essere riempito di materiale per stabilizzare l’osso fratturato. Questo materiale può essere un innesto osseo dal paziente o viene preso da una banca ossea. Possono essere utilizzati anche prodotti sia sintetici che naturali per velocizzare  la guarigione dell’osso.
  • Fissazione esterna. In alcuni casi, la condizione del tessuto molle è così debole che l’uso di una piastra o di un chiodo potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione. Un fissatore esterno  può essere considerato come il trattamento finale più idoneo. Il fissatore esterno viene rimosso quando la lesione è guarita completamente.

Frattura composta piatto tibiale: tempi di recupero e protocollo riabilitativo

La fisioterapia nei casi di frattura del piatto tibiale varia in base al soggetto e alla severità della stessa. Se si tratta di una frattura composta, spesso si rende necessaria soltanto l’ immobilizzazione con l’ausilio di un tutore.

Contrariamente, se siamo di fronte a una frattura scomposta con lesioni delle articolazioni, allora sarà necessario un intervento di osteosintesi, che consiste nell’applicazione di placche oppure viti.

 

Fisioterapia frattura piatto tibiale

Dopo la rimozione del tutore è di fondamentale importanza svolgere la riabilitazione che consenta di ritornare a camminare e svolgere le attività quotidiane. La fisioterapia consta di esercizi di terapia manuale  è indispensabile iniziare la terapia riabilitativa, che consiste in opportuni esercizi di fisioterapia manuali. Nel periodo di riabilitazione è opportuno affidarsi a professionisti esperti che indicheranno anche gli esercizi da effettuare a domicilio.

Roberta Bartolozzi