frattura costole

Frattura costole: comune lesione del torace

Cristina Leone Traumi 6 Comments

Debilitante e insidiosa, la frattura costale è una delle lesioni più comuni a carico della gabbia toracica. La causa è solitamente un forte trauma al torace in conseguenza di un incidente stradale,  una caduta, attività fisica o, in generale, un urto particolarmente violento. Fratture delle coste possono verificarsi anche durante interventi di chirurgia toracica, ove si renda necessario divaricare le coste, e durante procedure sanitarie d’emergenza come il massaggio cardiaco. Più raramente, una frattura costale può essere la prima manifestazione di una sottostante neoplasia (tumore) primitiva dell’osso o metastatica.

Un piccolo accenno all’anatomia è doveroso per comprendere meglio l’importanza di questi elementi ossei nel contesto della gabbia toracica.

Le coste, più comunemente (ma erroneamente) chiamate costole, sono in numero di ventiquattro, per un totale di dodici paia. Le prime sette coste si articolano posteriormente con le vertebre corrispondenti e anteriormente con lo sterno, andando a formare la gabbia toracica, una robusta struttura scheletrica indispensabile per garantire la protezione di delicati organi come cuore e polmoni. L’ottava, la nona e la decima costa sono dette false, in quanto le loro cartilagini si articolano con la cartilagine della costa posta superiormente e non con lo sterno. L’undicesima e la dodicesima terminano anteriormente libere e sono dette fluttuanti.

Frattura costole: sintomi 

I sintomi delle fratture costali comprendono dolore, gonfiore, ecchimosi, crepitio, difficoltà nei movimenti di torsione e flessione del busto, dolore in fase di inspirazione. Di solito il dolore è immediato. Dolore e gonfiore in genere tendono a ridursi dopo 12-24 ore.

Diagnosi

A causa delle numerose analogie coi  dolori intercostali, il rischio, spesso, consiste nel sottovalutare l’entità del problema. Giungere a una corretta diagnosi può risultare difficile in assenza di adeguati esami strumentali. Effettuare una radiografia del torace in tempi rapidi assicura una diagnosi tempestiva e riduce i rischi di un disallineamento dei capi ossei.

Per la valutazione clinica della lesione, l’RX del torace risulta essere, dunque, lo strumento più indicato, talvolta, però, può rendersi necessaria una TAC o una risonanza magnetica.

Cosa fare in caso di frattura delle costole?

Il trattamento è volto ad alleviare il dolore e prevede l’assunzione di analgesici. Tuttavia, nell’impossibilità di immobilizzare la zona lesa, la raccomandazione più ragionevole è di stare a riposo, evitando sforzi e movimenti bruschi che possano compromettere ulteriormente la stabilità del segmento osseo fratturato. Stare a riposo per almeno quattro settimane dalla comparsa della lesione assicura tempi di guarigione più rapidi e, al tempo stesso, scongiura la possibilità che si verifichino complicanze.

Complicanze

  • Polmonite. È consigliabile attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico curante ed evitare, oltre che gli sforzi eccessivi, gli sbalzi di temperatura, che potrebbero risultare estremamente pericolosi. L’incapacità di respirare profondamente, associata a un’eventuale infezione batterica, può portare all’insorgenza di una condizione clinica piuttosto grave, la polmonite. Segnali di allarme possono essere febbre (generalmente alta), respiro corto, tosse, produzione di espettorato, dolore toracico acuto. Per prevenire l’insorgenza di polmoniti i medici consigliano di compiere respiri profondi una o due volte ogni ora.
  • Pneumotorace. In caso di frattura scomposta, la complicanza più temuta è una lesione o perforazione del parenchima polmonare. La principale conseguenza di una lesione di questo tipo è lo pneumotorace, cioè il collasso del polmone causato dalla penetrazione del moncone osseo nello spazio pleurico e il conseguente accumulo di aria. Altri reperti clinici possono essere versamento pleurico, dispnea, dolore trafittivo (come una pugnalata). Lo pneumotorace traumatico si verifica in più della metà dei casi di trauma toracico con fratture costali.
  • Lesione dell’aorta. Nel caso di frattura scomposta di una delle prime tre coste è possibile che un’estremità acuminata della costa stessa vada a lesionare l’aorta o un altro vaso sanguigno maggiore.
  • Lesioni addominali. Le due coste più basse (fluttuanti) raramente subiscono fratture poiché hanno una maggiore flessibilità rispetto a quelle superiori e a quelle intermedie che sono ancorate allo sterno. Tuttavia, in caso di lesione di una di esse, le estremità fratturate possono causare la lacerazione di milza, fegato o reni.

Queste ultime due evenienze, per fortuna piuttosto rare, costituiscono un’emergenza medico-chirurgica indifferibile.

Tempi di guarigione

La maggior parte delle fratture delle costole guarisce entro 6-8 settimane tramite il rimodellamento osseo, se i livelli di calcio e di vitamina D sono adeguati e il tessuto osseo è sano e i frammenti di frattura sono mantenuti ragionevolmente vicini l’uno all’altro. Un nuovo tessuto, detto callo, si forma nell’arco di alcune settimane e l’osso si rimodella. Infine, il rimodellamento ottimale richiede il ripristino graduale della normale motilità e del carico. Tuttavia, il rimodellamento può essere interrotto e si può verificare una nuova frattura se l’applicazione di una forza avviene prematuramente, motivo per il quale, in assenza di una adeguata immobilizzazione,  lo stato di riposo si rende necessario.

Frattura costole in età pediatrica

Nel caso di frattura costale in età pediatrica, si rende necessario un diverso approccio terapeutico. Le ossa del bambino rispetto a quelle dell’adulto si caratterizzano per la presenza di una cartilagine di accrescimento e per la diversa capacità di rimodellamento, variabile con l’età. Le ossa di un bambino sono più morbide e più flessibili, per cui sono più propense a piegarsi piuttosto che a rompersi completamente. Questa flessibilità può provocare una “frattura a legno verde”. In una frattura a legno verde, l’osso forma delle crepe ma non si rompe del tutto. Le fratture a legno verde, analogamente a quelle dell’adulto, hanno però bisogno di essere immobilizzate in modo da rimodellarsi correttamente, per questa ragione è opportuno tenere il bambino a riposo e, laddove fosse necessario, applicare un bendaggio per limitare i movimenti. Le ossa dei bambini tendono comunque a ripararsi più velocemente rispetto a quelle degli adulti e a ricostituirsi anche in meno di quattro settimane. In generale, comunque, bambini e neonati sono meno inclini alla frattura costale perché le loro ossa sono più elastiche, quindi, se un bambino o un neonato presenta una frattura costale è importante sapere che cosa ha causato il danno. Se non c’è una causa evidente, la possibilità di abusi sui minori dovrebbe essere considerata.

Frattura costole in età avanzata

Gli anziani sono maggiormente predisposti a fratture a causa dell’osteoporosi, a una tendenza a cadere spesso, agli effetti avversi dei farmaci e ai diminuiti riflessi protettivi durante le cadute. Le fratture negli anziani tendono a pregiudicare soprattutto la metafisi (l’area tra l’estremità di un osso e la sua diafisi, cioè la porzione centrale). Lo scopo del trattamento è il rapido ritorno alla normale attività autonoma della vita quotidiana piuttosto che il ripristino del perfetto allineamento. Dato che un’immobilizzazione  ha più probabilità di causare effetti avversi per gli anziani, ad esempio embolie polmonari, la riduzione chirurgica a cielo aperto (ORIF: open reduction internal fixation) è preferita. L’ORIF è una pratica chirurgica tramite la quale si riducono (uniscono) e rendono stabili i frammenti ossei di una frattura tramite l’utilizzo di mezzi metallici. E’ indicato generalmente quando l’immobilità  prolungata (necessaria per la formazione del callo e il rimodellamento) non è auspicabile. L’ORIF fornisce dunque una stabilità strutturale precoce che facilita la mobilizzazione immediata.

Fonti:

http://emedicine.medscape.com/article/395172-overview

http://www.webmd.com/a-to-z-guides/fractured-rib-topic-overview

 

Cristina Leone

Comments 6

  1. Buona sera
    Mi chiamo Manolo.piredda
    A causa di una caduta dalla bicicletta, ho fratturato la 6,7,8 costola nella parte laterale della cassa toracica.
    La caduta è avvenuta il 27 maggio corrente anno,la prima radiografia dove si vedeva la frattura è stata fatta in data 6 luglio, in quella successiva in data 12 agosto si nota un principio di iniziali segni di consolidazione.
    A tutt’oggi qualche dolore ancora persistente.
    Buona serata
    Manolo.piredda@alice.it

  2. Ho 96 anni , sono maldestramente caduto infilandomi i pantaloni e, come conseguenza, avverto dolore sotto lo sterno respirando profondamente.Sicuramente,anche dopo visita medica,trattasi
    di una e/o due lesioni intercostali.Ritengo doveroso lasciare questo mio commento positivo sui validissimi suggerimenti espressi e raccomandati.Vigmar

  3. Buon giorno, ho subito il 4 febbraio 2017 un infortunio sul lavoro, precipitando a schiena nella tromba delle scale in una abitazione in fase di ristrutturazioni. Ho fratturato n.9 coste sul lato destro, la clavicola e un lieve trauma cranico. Ad oggi persistono. Forti dolori che partono dalla colonna vertebrale e si espandono fino allo sterno, dolori anche nel movimento del braccio..la cosa che più mi preoccupa però è ancora la difficoltà respiratoria..inspirando aria non riesco a fare un respiro completo, si nota anche nel parlare che a tratti devo sospendere la conversazione per riprendere aria. Ho 47 anni, non ho mai fumato e bevuto, ho sempre mantenuto una discreta vita fisica sportiva..qualcuno gentilmente mi può dire se questa situazione rimarrà cronica? É passato oltre un mese dall’evento ma la mia situazione mi preoccupa..sono un artigiano autonomo,fermo con i lavori e con l’incertezza di cosa ne consegue da questa tragedia..Ringrazio se qualcuno mi può dare indicazioni su quali approfondimenti medici posso chiedere che mi vengano effettuati. Grazie Degano Sandro

    1. Caro signor Degano, molto probabilmente il dolore è conseguente alle fratture costali. Le consiglio di seguire le indicazioni mediche e le radiografie di controllo. Saluti

  4. buongiorno
    Ho subito nei giorni scorsi ,attraverso una caduta,la rottura della x e XI costola e nonostante gli anti dolorifici e le indicazioni del medico soffro tantissimo nel abbassarmi e sollevarmi . Come faccio a sapere della completa guarigione e calcificazione dell osso senza una tac di controllo la stessa tac che ha determinato la mia diagnosi?

    1. Generalmente è sufficiente un RX torace per appurare l’evoluzione e la rimarginazione della frattura. Se il medico le ha indicato di eseguire la TAC chieda a lui.
      Dott.Amico

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