meningite

Quali sono i primi 3 sintomi della meningite?

Marco Giglia Senza categoria

La meningite è una malattia del sistema nervoso centrale (SNC) di origine infettiva caratterizzata dall’ infiammazione delle meningi (in prevalenza aracnoide e pia madre), membrane connettivali che avvolgono, proteggono e nutrono l’encefalo e il midollo spinale. La meningite può essere causata da virus, batteri, funghi e protozoi, può essere farmaco-indotta, può essere complicazione di una già presente patologia (ad esempio una neoplasia) o a seguito di interventi chirurgici nel Sistema Nervoso Centrale o lesione traumatica della scatola cranica.

I primi tre sintomi della meningite

I sintomi principali della meningite, sia essa di causa infettiva, farmacologica o traumatica si presentano di solito circa 15-20 ore dopo il contagio e sono soprattutto quelli classici della cosiddetta “triade della meningite”:

  1. Febbre alta, con picchi di temperatura costanti
  2. Cefalea (mal di testa), soprattutto alla nuca e alle tempie
  3. Rigidità nucale, tale che neppure agendo con una certa forza è possibile piegare il mento del paziente sul torace.

Oltre a questi sintomi con diversa frequenza si aggiungono altri quali contratture muscolari, nausea accompagnata spesso da conati di vomito, stitichezza, alterazioni dello stato di coscienza, incapacità di tollerare la luce (fotofobia) ed i rumori (fonofobia), convulsioni ed eruzioni cutanee. La sintomatologia varia a seconda della natura dell’agente patogeno, dallo stato del paziente e dalla velocità di insorgenza della patologia. I sintomi non si presentano sempre tutti contemporaneamente ed inoltre si possono presentare sintomi aspecifici quali irritabilità e sonnolenza (specialmente nei bambini).

La meningite è una patologia altamente contagiosa ed estremamente mortale, nel caso in cui vengano riconosciuti i sintomi della triade o ci sia il rischio di essere stati contagiati è bene rivolgersi immediatamente ad un medico. La diagnosi può essere eseguita tramite puntura lombare, ovvero il prelievo di una modica quantità di liquido cerebrospinale dalla schiena che viene poi analizzato.
Ad oggi è possibile fare prevenzione primaria grazie all’impiego di vaccini mirati a proteggere dai ceppi più diffusi che causano la patologia. Il vaccino è detto tetravalente perché immunizza l’organismo dai ceppi infettivi A, C, Y, W135.

Diverse forme di meningite

La meningite infettiva è una malattia a trasmissione interumana: le vie principali di trasmissione sono sangue, cute e vie aeree; le categorie a maggior rischio di contagio sono tutti coloro i quali frequentano abitualmente luoghi chiusi e poco areati in cui si sta a stretto contatto l’uno con gli altri, ad esempio scuole e discoteche (i più colpiti perciò sono i più giovani, ciò non esclude la possibilità di contrarre la meningite in età più avanzata). La forma più temibile è quella batteria dovuta principalmente a tre batteri: emofilo di tipo B, pneumococco e neisserie. La meningite farmaco-indotta (asettica) è causata da uno squilibrio delle difese immunitarie, provocato da un uso smodato di farmaci immunosoppressori quali antinfiammatori non steroidei (aspirina, ibuprofene), antibiotici e antiepilettici: una terapia massiva e protratta nel tempo a base di questi farmaci causa un abbassamento delle difese immunitarie, con conseguente rischio da parte di batteri fisiologicamente presenti all’interno dell’organismo (neisseria meningitidis e ghonoree) di avanzare in maniera incontrollata fino alle meningi e permettere lo sviluppo della patologia.

Marco Giglia