pap test positivo

Cosa fare in caso di Pap test positivo?

Roberta Bartolozzi Screening 1 Comment

Si parla comunemente di Pap test positivo nel caso in cui venissero riscontrate nella cervice uterina delle alterazioni che col tempo potrebbero trasformarsi in un tumore. Esami più approfonditi, tra cui la colposcopia e la biopsia, confermano la presenza o meno di lesioni precancerose con la loro conseguente asportazione. Non vi sono particolari sintomi tipici di lesioni precancerose.

L’importanza del Pap test

Per comprendere cosa significhi l’espressione “Pap test positivo” è di fondamentale importanza sapere ciò che si verifica quando viene si effettua un Pap test. Il più importante esame diagnostico per il tumore del collo dell’utero, che ogni donna dovrebbe fare ogni tre anni dopo aver compiuto i 25 anni di età, o comunque dopo il primo rapporto sessuale. Cinquanta anni fa il tumore del collo dell’utero rappresentava la principale causa di morte per tumore nelle donne statunitensi. Oggi invece, sostanzialmente grazie alla prevenzione tramite Pap test, si trova soltanto all’ottavo posto riducendo la mortalità di circa due terzi.
Si esegue durante la visita ginecologica in cui viene prelevato un campione del muco dalla cervice uterina, per analizzare in laboratorio le cellule epiteliali e verificare la presenza di eventuali lesioni che col tempo possono evolversi in tumore del collo dell’utero. Nel caso venga identificata la presenza di anomalie si parla di Pap test positivo.
Non tutte le anomalie devono creare ansia e fare preoccupare. Spesso si tratta di alterazioni con cellule squamose atipiche di significato non determinato (ASC-US), ossia la più frequente anomalia che si può riscontrare in un Pap Test positivo. Possono semplicemente essere infiammazioni, ma per esserne sicuri va eseguita la colposcopia e l’eventuale biopsia. Il medico può anche optare per un DNA HPV Test, per accertarsi che non si tratti di Papilloma Virus.

Esami diagnostici più approfonditi: colposcopia e biopsia

La colposcopia è una procedura diagnostica effettuata tramite l’utilizzo di un colposcopio, strumento ottico che ingrandisce la cervice uterina consentendo di osservare meglio le eventuali lesioni del collo dell’utero.
La biopsia consiste nel prelievo di un frammento di tessuto dell cervice uterina per poi essere seguito l’esame istologico.
Nel caso di biopsia negativa si tratta sicuramente di un’infiammazione o flogosi e dunque non c’è da preoccuparsi. Se la biopsia rivelasse la presenza di HPV si effettuerebbe un intervento che prende il nome di conizzazione per rimuovere le lesioni della cervice uterina.

Il virus HPV, causa del tumore del collo dell’utero

Con il Pap test si mira a rintracciare la presenza del virus HPV. Grazie a numerosi studi di epidemiologia, patologia clinica a genetica molecolare è stato scoperto che la causa principale del carcinoma cervicale è il virus HPV, trasmesso per via sessuale. Gli HPV si suddividono in gruppi ad alto o basso rischio di manifestare un carcinoma della cervice uterina.
L’HPV ad lato rischio oncologico è stato altresì individuato in altri tipi di tumori:

  • carcinoma squamocellulare della vagina;
  • carcinoma vulvare;
  • carcinoma peniale;
  • carcinoma anale;
  • carcinoma tonsillare;
  • carcinoma orofaringeo.

Gli HPV a basso rischio sono invece causa di:

  • condiloma acuminato vulvare;
  • condiloma perineale e perianale.

I virus HPV ad alto rischio oncologico sono 15 ma per quanto riguarda il tumore della cervice i virus responsabili sono:

  1. HPV 16, nel 60% dei casi
  2. HPV 18, nel 10% dei casi.
  3. Altri sieritipi, nel 5% dei casi.

Pap Test positivo a virus HPV

I principali fattori di rischio del tumore del collo dell’utero sono:

  1. diversi partners sessuali
  2. rapporti sessuali precoci
  3. terapia immunosoppressiva
  4. sottotipi HLA, geni del sistema immunirario
  5. contraccettivi orali
  6. fumo                                                                                                                                                                                                                                                                         

 Nonostante risultasse un Pap test positivo a virus HPV, non bisogna necessariamente allarmarsi poichè le infezioni da HPV sono molto frequenti e la maggior parte è transitoria, asintomatica, non progredisce in lesioni precancerose, e non si rileva con il Pap Test. Circa la metà delle infezioni da virus HPV scompare entro pochi mesi e il 90% dei casi entro 2 anni. Un’infezione persistente fa aumentare il rischio di sviluppare lesioni precancerose causa del carcinoma del collo dell’utero.Il virus HPV infetta le cellule basali immature dell’epitelio squamoso o le cellule squamose metaplastiche immature. Per riscontrare un’infezione da HPV deve essere danneggiato l’epitelio superficiale per consentire al virus di accedere nelle cellule immature nello strato basale di epitelio.

Classificazione delle lesioni precancerose cervicali

Nel caso in cui il Pap test fosse positivo ad HPV, l’anomalia prende il nome di lesione squamosa intraepiteliale (SIL) che può essere di due tipi:

  1. Di basso grado: LSIL, chiamata anche CIN I.
  2. Di alto grado: HSIL, che comprende la CIN II e la CIN III

Le LSIL si associano ad un’infezione da HPV produttiva, ma non mostrano alterazioni significative.
La maggior parte delle lesioni di basso grado regredisce spontaneamente e solo una minima parte evolve in HSIL. Le LSIL non progrediscono direttamente in carcinoma invasivo e per questa ragione non vengono trattate come lesioni precancerose. Nelle HSIL invece il ciclo cellulare viene deregolato a causa del Papilloma Virus che provoca un aumento della proliferazione cellulare e un’interruzione della maturazione epiteliale e un minore tasso di replicazione virale rispetto alla LSIL.

Si verificano delle alterazioni morfologiche che vanno dalla normalità fino alla displasia di alto grado.
La dignosi di SIL identifica

  1. un’atipia nucleare con ingrossamento cellulare
  2. ipercromasia (colorazione scura)
  3. granuli di cromatina grossolani
  4. variazione di forma e dimensione del nucleo
  5. atipia coilocitica (alterazioni nucleari e alone perinucleare)

Le alterazioni di alto e basso grado, HSIL e LSIL si distinguono per l’espansione dello stato di cellule immature dalla loro normale posizione.

LSL: le cellule squamose immature atipiche sono confinate al terzo inferiore dell’epitelio.
HSIL: le cellule squamose immature atipiche si espandono fino a occupare i due terzi dello spessore dell’epitelio.

Più dell’80% delle lesioni di basso grado e il 100% delle lesioni di alto grado si associa a Papilloma Virus ad alto rischio oncogeno. L’HPV 16 è il virus più comune in ambedue le tipologie di lesioni. Anche se la maggior parte delle lesioni di alto grado si sviluppano partendo dalle HSIL, vi è una piccola percentuali di casi in cui le lesioni di alto grado nascano ex novo senza relazione alcuna alle LSIL.
Dunque il rischio di manifestare delle lesioni precancerose non dipende solo dal sierotipo di HPV, bensi incidono anche i fattori ambientali e lo stato immunitario.

Fonti:

https://www.fondazioneveronesi.it/files/5313/7908/2100/10_hpv-1357899109_59-attachment-.pdf 

http://www.iss.it/binary/publ/cont/dieci25WEB.pdf

Roberta Bartolozzi

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