radiografia torace

Radiografia (RX) al torace: a cosa serve? Come si legge?

Lorena Sparacello Radiologia

La radiografia (RX) del torace è un’indagine radiologica semplice, veloce ed efficace che viene utilizzata da decenni per visualizzare alcuni organi vitali come il cuore, i polmoni (compresi bronchi, trachea e pleure), i vasi sanguigni e le ossa della colonna vertebrale e del torace. Ad oggi, nella pratica clinica, rappresenta l’esame a raggi x eseguito più frequentemente.

Radiografia del torace: come si esegue

L’intero esame radiografico del torace si esegue in 15 minuti e non necessita di nessuna preparazione particolare. Verrà semplicemente richiesto di indossare un dispositivo di radioprotezione per proteggere le gonadi, di scoprire la zona da studiare e di rimuovere tutti gli oggetti metallici (gioielli, protesi dentarie, reggiseno, occhiali) poiché potrebbero interferire con le immagini.

L’apparecchio usato per eseguire una radiografia del torace è formato dal tubo a raggi X, dalla cassetta radiografica e dal lettino porta-paziente. I raggi X prodotti dal tubo radiogeno che attraversano il paziente, vengono in parte attenuati dalle strutture più dense come le ossa, ed in parte completamente assorbiti dai tessuti molli come i muscoli, il grasso e gli altri organi. Di conseguenza, sulle immagini, le ossa appariranno bianche, i tessuti molli assumeranno diverse tonalità di grigio e l’aria contenuta nei polmoni sarà di colore nero.

In passato le immagini radiografiche venivano chiamate “lastre” perché si sviluppavano come un grande negativo fotografico, stampandole su pellicola. Oggi, sebbene la maggior parte delle immagini siano file digitali memorizzati elettronicamente, facilmente accessibili e confrontabili, il termine “lastra” è usato ancora dalla maggior parte delle persone nonostante non sia più corretto.

Solitamente la radiografia del torace viene eseguita in posizione eretta effettuando due proiezioni (una frontale e una laterale), tuttavia, se il paziente non è in grado di stare in piedi, si può svolgere anche in posizione supina. In entrambi i casi, per prevenire la sfocatura delle immagini, sarà necessario che il paziente inspiri profondamente e trattenga il respiro per alcuni secondi durante l’acquisizione in modo tale da rimanere il più fermo possibile.

Per eseguire la proiezione frontale, detta proiezione postero-anteriore (P-A), il paziente deve poggiare la parete toracica anteriore alla cassetta radiografica, posizionare le mani sui fianchi e spostare le braccia in avanti per evitare che le scapole si sovrappongano al parenchima polmonare. La proiezione laterale (L-L) viene eseguita facendo poggiare il fianco del paziente alla cassetta e sollevando le braccia.

In base alle circostanze può essere necessario acquisire ulteriori radiogrammi facendo delle proiezioni particolari.

La radiografia del torace è un esame di routine che si esegue, quando serve, anche in ambito pediatrico. Tuttavia, per i piccoli pazienti non collaboranti che piangono o non stano fermi, potrebbe essere necessario utilizzare dispositivi di immobilizzazione (es. sacchetti di sabbia) adeguati all’età del bambino per impedire il movimento al fine di eseguire l’esame correttamente ed in sicurezza evitando possibili cadute.

Inoltre, la maggior parte degli ospedali ed alcune cliniche sono dotate di apparecchi portatili che consentono di fare radiografie del torace anche ai pazienti che non possono muoversi o non possono essere trasportati al reparto di Radiologia. In questo caso si esegue solo la proiezione anteriore.

Radiografia del torace: cosa si vede

Le condizioni cliniche esaminate più frequentemente con una radiografia del torace riguardano il dolore toracico spontaneo o causato da un trauma, la presenza di tosse persistente, la febbre o difficoltà respiratorie (es. fiato corto).

L’esame radiologico del torace consente anche di valutare la posizione del cuore, la sua forma e le sue dimensioni. Tuttavia, a meno che non siano presenti depositi di calcio, la struttura muscolare, i vasi e le valvole cardiache non sono ben distinguibili le une dalle altre e il cuore appare come un’unica massa chiara dai contorni ben definiti chiamata ombra cardiaca. L’ingrandimento di tale ombra o altre variazioni della sua sagoma possono essere fisiologiche, magari dovute ad esercizio fisico intenso e prolungato, oppure indicano la presenza di qualche patologia cardiaca come l’aterosclerosi o l’ipertensione.

Tale l’indagine viene eseguita anche in previsione di un intervento chirurgico o per controllare i pazienti durante/dopo una terapia e per valutare il posizionamento di vari dispositivi medici come drenaggi, cateteri venosi centrali o pacemaker.

Inoltre, è frequente che il soggetto che si sottopone ad una radiografia del torace si chieda se con essa si possa risalire con certezza al fatto che è un fumatore; in realtà ciò non è del tutto possibile poiché i danni causati dal fumo – visibili come un cambiamento della trama polmonare – si vedranno solo con il passare del tempo.

Opacità polmonare: cause

Talvolta, nel referto di una radiografia del torace si possono trovare le diciture “nodulo”, “opacità polmonare” o “addensamento polmonare”, magari seguiti dalla sigla “di n.d.d.” che, spesso e volentieri, vengono semplificate dai pazienti con la frase “ho una macchia nel polmone” destando molta preoccupazione perché si pensa subito ad un tumore.

Innanzitutto occorre precisare che “opacità” o “addensamento” polmonare si riferiscono al fatto che una parte di tessuto polmonare è meno trasparente e risulta più densa e compatta; così come il “nodulo” non è da associare per forza ad una patologia maligna, poiché può essere anche l’esito cicatriziale di un’infiammazione precedente, mentre la sigla “di n.d.d.” significa “di natura da determinare” ed indica la presenza di un’ombra generica, visibile radiologicamente, che deve essere studiata in modo più approfondito con altri tipi di esami diagnostici.

Tuttavia, su una radiografia del torace, ci sono molte condizioni che si possono presentare come “macchie” o ombre sparse. Alcune di queste possono essere:

  • Strutture sovrapposte: nulla di preoccupante, semplicemente a volte una determinata zona può apparire diversa perché alcuni organi o alcuni vasi sanguigni sono in una posizione tale da produrre un’ombra;
  • Lesioni benigne come l’amartoma o l’amartocondroma polmonare.
  • Versamento pleurico (presenza di liquido nello spazio che circonda i polmoni);
  • Edema polmonare (accumulo di liquido nei polmoni a causa di malattie cardiache); a questa condizione sono da associare anche le cosiddette Strie di Kerley, linee di tessuto polmonare denso che radiograficamente appaiono come delle sottili opacità. Possono essere di 3 tipi – A, B e C – e si possono trovare rispettivamente in posizione centrale (disposte in modo obliquo), in posizione periferica (disposte in senso orizzontale) o nella zona mediale dei polmoni.
  • Ernia iatale che origina quando una parte dello stomaco si sposta nella zona del torace;
  • Aneurisma aortico (rigonfiamento permanente che riguarda il tratto di aorta che attraversa il torace);
  • Tubercolosi;
  • Sarcoidosi;
  • Pneumotorace (accumulo di aria nello spazio che separa il polmone dalla parete toracica);
  • Polmonite;
  • Tumore polmonare;

In ogni caso, per chiarire la natura dell’immagine radiologica, è importante affidarsi ad uno specialista pneumologo che saprà consigliare il percorso diagnostico più adatto per risolvere rapidamente il problema.

Radiografia del torace: polmonite

Una delle diagnosi più frequenti fatte con l’esame radiologico del torace è quella della polmonite. Si tratta di una patologia infettiva che può colpire i polmoni e che si manifesta con difficoltà a respirare, dolore toracico, febbre, dolori muscolari e tosse profonda spesso accompagnata da espettorato più o meno abbondante.

Radiograficamente, la polmonite, si presenta con segni tipici quali spazi aerei opachi, consolidamento lobare e opacità interstiziali. Essa è ben distinguibile dalle masse tumorali perché, a differenza di queste, i contorni delle opacità non sono ben definiti.

Nella maggior parte dei casi, la polmonite è altamente trattabile e la radiografia del torace riveste un ruolo importante anche nel monitoraggio della malattia poiché consente di valutare la risposta alla terapia.

Radiografia del torace: tumore al polmone

La radiografia del torace rappresenta il primo esame di routine anche per quanto riguarda la diagnosi di tumore al polmone. Tuttavia, nonostante le neoplasie polmonari possano essere individuate come macchie bianche ben distinte, questo tipo di indagine non permette di fare una diagnosi definitiva poiché non permette di stabilire con precisione la natura delle lesioni, non si possono valutare i rapporti della massa sospetta con le altre strutture del mediastino e non si possono studiare i linfonodi. Inoltre, la precisione della metodica è discutibile perché non permette di stabilire l’estensione della malattia nelle cosiddette “aree buie”, ossia dietro il cuore o dietro la clavicola.

Pertanto, per fare diagnosi di tumore polmonare, l’esame radiografico del torace da solo non basta e occorre ricorrere a tecniche di imaging più specifiche come la TC del torace.

Radiografia del torace: controindicazioni e costi

Nonostante la radiografia del torace non sia pericolosa, dovrebbe essere eseguita solo in presenza di una indicazione clinica sufficientemente precisa poiché c’è sempre una piccola possibilità di danni alle cellule o tessuti dovuti alle radiazioni; tale probabilità è generalmente molto bassa rispetto ai benefici che si possono ottenere facendo l’esame.

In ogni caso, le donne dovrebbero escludere con certezza la possibilità di essere in gravidanza in modo da non esporre il feto alle radiazioni.

I costi di una radiografia del torace possono variare se si sceglie di eseguire l’esame in una struttura pubblica avvalendosi del SSN (Servizio Sanitario Nazionale) o in regime privato. Nel primo caso si paga un ticket che dipende dalla regione e dalla fascia di reddito di appartenenza, mentre nel secondo caso il prezzo si aggira intorno ai 30 – 40 €.

Fonti:

Radiopaedia.org
Clark’s Pocket Handbook for Radiographers by Charles Sloane, Ken Holmes, Craig Anderson and A. Stewart Whitley (2010)
Chest Radiology: The Essentials (II Ed) by Jannette Collins,Eric J. Stern

Lorena Sparacello