borsite piede

Borsite del piede: sintomi e cura

Raluca Elena strachinariu ortopedia

Anatomia del piede e borsite

Le ossa del tarso insieme a quelle del metatarso e delle falangi formano lo scheletro del piede. Il tarso è un complesso osseo costituito da sette ossa brevi disposte su due file.borsite piede

Sono di estrema importanza:

  • il talo o astragalo che trasmette il peso del corpo sul piede mediante la sua articolazione con tibia e fibula, due ossa che partecipano alla formazione dello scheletro della gamba.
  • il calcagno che costituisce l’appoggio posteriore della volta plantare.

Per quanto riguarda lo scheletro del metatarso, esso è formato da 5 ossa lunghe dette metatarsali, mentre le falangi sono anch’esse 5 e corrispondono alle dita dei piedi.

Tra queste 26 ossa ci sono 33 articolazioni e più di un centinaio di muscoli, legamenti e tendini coinvolti nei movimenti di flessione, estensione, pronazione e supinazione del piede. Il movimento armonico tra le varie articolazioni è reso possibile dalla presenza delle borse articolari che contengono liquido sinoviale, la cui funzione è quella di ridurre l’attrito durante i vari movimenti.

Queste sacche piene di liquido distribuiscono inoltre in maniera omogenea il carico sull’articolazione.

Alcune di queste borse articolari possono infiammarsi e dare origine ad una borsite che a seconda della localizzazione a livello del piede verrà denominata in modo diverso.

A seconda della causa scatenante, la borsite può essere:

  • Traumatica, se la causa è un sovraccarico, un urto o l’eccessivo sfregamento con le strutture circostanti come ad esempio nel caso in cui si indossino scarpe eleganti che hanno la punta stretta e possono far sì che il piede inizi a prendere la forma della scarpa, portando alla formazione della borsite;
  • Chimica, se è provocata da alcune sostanze prodotte a causa dell’infiammazione e degenerazione dei tendini;
  • Settica, se è causata da un’infezione batterica;
  • Emorragica, in caso di traumi che riempiono la borsa di sangue.
  • Associata ad altre patologie come patologie reumatiche (gotta o artrite reumatoide) e collagenopatie (Sindrome di Marfan).

Borsite del calcagno:

conosciuta anche come “borsite del tallone” o “borsite retrocalcaneare”, è un’infiammazione della borsa sierosa che si trova fra il tendine d’Achille e il calcagno, dunque nella parte posteriore e inferiore del tallone, che si riempie di liquido, si ispessisce e va a premere sulle strutture circostanti.

La patologia si manifesta attraverso un dolore intenso, rossore e gonfiore. Va inoltre notato che lo stiramento del tricipite della sura o polpaccio mette in tensione il tendine d’Achille, quindi può provocare delle fitte nei pazienti con borsite calcaneare.

Per diagnosticare la borsite del calcagno è necessario effettuare degli esami ecografici e radiografici perché spesso viene confusa con la sindrome del tendine d’Achille e le tendinosi del piede.

La patologia può essere causata da fattori anatomici come:

  • spina calcaneare: è un’esostosi, cioè una neoformazione benigna di osso, nella zona inferiore del tallone; generalmente, si forma a livello mediale del calcagno, all’origine della fascia plantare ed interessa i pazienti con più di 40 anni;
  • morbo di Haglund: è un’infiammazione dolorosa che colpisce il tallone del piede ed è causata da un’eccessiva prominenza della zona posteriore del calcagno, precisamente dove s’inserisce il tendine d’Achille;
  • piede cavo: è una malformazione, congenita (molto rara) o acquisita della volta della pianta del piede.

Altre cause possono essere:

  • utilizzo di scarpe non adatte come ad esempio con tacco molto alto che esercitano una pressione eccessiva sul calcagno;
  • utilizzo di plantari troppo alti che tendono ad alzare in maniera eccessiva il tallone;
  • allenamenti sportivi intensi, poiché gli atleti che corrono molto sono sottoposti al continuo sfregamento dei tendini durante il movimento della caviglia. Inoltre lo sport su un terreno di gioco duro può costringere il tallone a lavorare in maniera non fisiologica per assorbire gli urti durante la corsa e i cambi di direzione.

Borsite metatarsale:

Si intende un processo infiammatorio instauratosi sulla base di un sovvertimento dell’architettura dell’arco antero-traverso della pianta del piede, quindi sotto il piede (piede piano o piede piatto traverso). Gli esiti si manifestano mediante la caduta di una o più teste dei metatarsi.

L’infiammazione dell’avampiede è più frequente tra le donne che hanno l’abitudine di indossare i tacchi alti, tra gli individui in sovrappeso, tra chi ha piedi con gravi deformità anatomiche, tra chi soffre di artrite reumatoide o di gotta e tra chi pratica sport come la marcia o la corsa.

In questo caso il sovraccarico funzionale può manifestarsi con semplici segni di ipercheratosi, cioè con un ispessimento della cute fino a vere e proprie callosità, che generano fastidio e dolore (metatarsalgia).

Quando il dolore plantare colpisce la zona del terzo e quarto metatarso si è spesso di fronte al neuroma di Morton

che colpisce i nervi interdigitali dei piedi (cioè le terminazioni nervose poste tra i vari metatarsi). In questo caso il dolore è molto più intenso che nel caso di una semplice borsite e spesso si deve intervenire chirurgicamente.

Borsite dell’alluce e del mignolo

Anche le singole dita possono essere colpite da borsite: soprattutto l’alluce e il mignolo.

L’alluce valgo è una deformazione anatomica e/o funzionale del primo metatarso e della rispettiva falange; quest’ultima devia verso l’interno e contemporaneamente il primo osso metatarsale sporge medialmente. Se l’alluce valgo viene trascurato, tende progressivamente a peggiorare finché in casi estremi il primo dito non finisce per posizionarsi sotto o sopra il secondo.

Risulta chiaro che l’anatomia del piede viene così sconvolta, dando origine ad una borsite reattiva dell’articolazione metatarsofalangea che peggiora con lo sfregamento della scarpa. Infatti, la borsite si forma in corrispondenza dell’esostosi, cioè della deformità mediale della testa del primo metatarso. Oltre ai sintomi cardine come il dolore e l’infiammazione cronica, l’alluce valgo può comportare lesioni ossee, ulcerazioni, callosità.

Inoltre con il tempo il disturbo può evolvere in una vera e propria sindrome posturale, poiché l’alluce è impiegato nella deambulazione per spingere in avanti e bilanciare.

Oltre alle cause sopra citate scatenanti la borsite, nel caso dell’alluce valgo si ipotizza che esistano alcuni fattori di ereditarietà connessi alla sua comparsa in età giovane per via di un’anamnesi positiva in famiglia nei confronti della patologia.  

Un ulteriore tipo di borsite che colpisce alcuni soggetti è chiamato tailor’s bunion o quinto dito varo. Questa si forma sull’esterno del piede verso l’articolazione del quinto dito ed è una protuberanza più piccola che si forma a causa del fatto che il quinto dito si sposta verso l’interno.

Come curare la borsite al piede?

Nella fase in cui il dolore è acuto una cura immediata consiste nel mettere il ghiaccio sulla zona infiammata, ma ciò serve a ridurre il dolore temporaneamente.

Sono inoltre necessari il riposo, la correzione della calzatura e l’inserzione di un plantare nella scarpa per migliorare l’appoggio del piede. Inoltre una pomata con un antinfiammatorio naturale come l’arnica può essere un rimedio utile per ridurre i sintomi e favorire lo scorrimento del piede sulla scarpa.

Di solito il medico consiglia l’assunzione di antinfiammatori per via orale oppure in casi in cui il dolore tende a cronicizzarsi servono iniezioni con corticosteroidi.

Altri trattamenti conservativi comprendono l’uso di prodotti concepiti per alloggiare e dare sollievo alla borsite, quali protezioni, assicelle per immobilizzare la parte durante la notte, cerotti per borsite. Per questa patologia si consigliano anche ortesi per fornire maggiore comfort, sostegno e protezione e sedute di fisioterapia per alleviare il dolore.

Ci sono tuttavia anche casi molto gravi in cui l’unica soluzione definitiva è ricorrere ad un intervento chirurgico. Infatti, se il disturbo che causa la borsite è di tipo traumatico, i tempi di recupero sono brevi (2/3 settimane), ma nel caso in cui il sovraccarico sia avvenuto per un periodo prolungato, il disturbo può portarsi avanti per molti mesi prima che venga curato del tutto e in queste situazioni la chirurgia permette una rapida soluzione.

L’intervento chirurgico è preso in considerazione di rado nei casi di metatarsalgia ed è riservata alle deformità dei piedi molto gravi e ai casi di neuroma di Morton, caratterizzati da sintomi severi e di lunga data.

Nel caso dell’alluce valgo, il trattamento chirurgico è raccomandato se le misure convenzionali non riescono a fornire sollievo, se il disturbo provoca molto dolore o se interferisce con le attività quotidiane.

Lo scopo del trattamento chirurgico consiste nel restituire all’alluce la sua posizione anatomicamente corretta. Il tipo di intervento a cui si ricorre più frequentemente è denominato osteotomia ed è eseguita in anestesia locale mediante l’esecuzione di alcuni tagli sull’osso per permettere la correzione della deviazione del metatarso.

L’osteotomia consente un rapido recupero funzionale. Per evitare queste procedure invasive è necessario ricorrere a modalità preventive delle borsiti. Infatti, si consigliano scarpe con punta alta e larga e scarpe con suola arrotondata che scaricano la pressione su tutta la pianta del piede e non su una zona in particolare.

Raluca Elena strachinariu