borsite olecranica

BORSITE AL GOMITO CON E SENZA DOLORE

Raluca Elena strachinariu ortopedia

Struttura del gomito e borsite

L’articolazione del gomito è una struttura complessa formata da:borsite olecranica

  • estremità inferiore dell’omero, la quale presenta una regione centrale rivestita da cartilagine e costituita dal capo dell’omero e dalla troclea che permette all’omero di articolarsi con il radio e con l’ulna. Su entrambi i lati di questa regione sono individuabili due prominenze ossee: l’epicondilo esternamente e l’epitroclea internamente, sulle quali si inseriscono molti muscoli che permettono i movimenti dell’avambraccio, del polso e della mano.
  • Estremità superiore del radio costituita da una parte più voluminosa ed arrotondata, chiamata capitello o testa del radio e da una parte più ristretta sottostante, detta collo.
  • Estremità superiore dell’ulna, formata da una larga cavità a forma di uncino, detta grande cavità sigmoidea od incisura trocleare, delimitata da due sporgenze ossee, anteriormente la coronoide e posteriormente l’olecrano.

Le tre articolazioni (omero-radiale, omero-ulnare, radio-ulnare prossimale) sono mantenute in contatto tra loro da un manicotto fibroso, la capsula o borsa articolare, rinforzata sui lati dal legamento collaterale mediale o ulnare e dal legamento collaterale laterale o radiale.

La borsa sierosa è una specie di sacco che contiene il liquido sinoviale, la cui funzione è quella di fungere da lubrificante, riducendo così la frizione e l’attrito tra le varie articolazioni, permettendo movimenti più sinuosi ed elaborati.

L’infiammazione della borsa del gomito è conosciuta comunemente come borsite olecranica.

Da cosa è provocata la borsite olecranica?

Il primum movens della borsite può essere di tipo:

  • infettivo (per via di streptococchi o stafilococchi) in seguito a tagli o punture di insetto,
  •  traumatico come cadute o stress meccanici dovuti allo svolgimento di lavori ripetitivi che usurano il gomito come ad esempio l’appoggio prolungato del gomito su una superficie rigida, poiché si esercita una pressione prolungata sulla zona,
  • reumatico in presenza di patologie sistemiche come la gotta che determina un accumulo dell’acido urico a livello articolare o l’artrite reumatoide.

Se la causa scatenante è di natura infettiva si parla propriamente di una borsite settica, mentre nel caso in cui l’infiammazione sia stata provocata da un trauma a volte si è di fronte ad una borsite emorragica, poiché la rottura della borsa può portare all’accumulo di sangue per via della lacerazione dei vasi circostanti, rilevabile esternamente tramite la comparsa di ematomi (lividi).

Va inoltre tenuto in considerazione che con l’aumento dell’età cresce fisiologicamente il rischio di sviluppare una borsite, poiché diminuisce la mobilità delle articolazioni e la quantità del liquido sinoviale.

Sintomi e cura

I fenomeni clinici di qualsiasi infiammazione sono noti dall’antichità classica come calor, rubor, tumor, dolor e functio laesa.

Anche in questo caso la zona infiammata si presenta come gonfia, rossa, emanante calore e dolorante. Inoltre la tumefazione può essere così pronunciata da limitare i movimenti dell’articolazione (come l’estensione o la flessione del gomito) o renderli più difficoltosi per via del dolore, presente quasi nella totalità dei casi.

Per di più le borsiti settiche sono caratterizzate dall’accumulo di pus, essudato che si forma nei tessuti per l’azione di microrganismi patogeni, contenente numerosi leucociti. In questo caso è necessario un intervento tempestivo per evitare la diffusione per via ematica dell’infezione, la quale può avere come conseguenza la febbre e può mettere a rischio la vita del paziente, se non curata.

Le caratteristiche sopra elencate fanno sì che un semplice esame clinico permetta una facile individuazione del problema, ma a volte per poter delimitare l’area interessata dal processo flogistico è importante ricorrere ad esami diagnostici come l’ecografia, la risonanza magnetica oppure la radiografia per escludere la presenza di fratture.

Le analisi del sangue devono essere eseguite in caso di sospetto di borsite settica o nel sospetto di una patologia reumatica.

A seconda dell’eziologia si curano i sintomi nell’immediato oppure si interviene a livello sistemico. Infatti, nel caso in cui la causa sia di tipo traumatico va innanzitutto eliminata la fonte del problema, cessando ad esempio l’attività lavorativa o sportiva da cui scaturisce l’infiammazione. Un sollievo immediato è dato dall’applicazione del ghiaccio sulla zona colpita, poiché ha un effetto antinfiammatorio, analgesico e anestetico.

Se il ghiaccio, applicato più volte al giorno, non risulta una cura definitiva, il medico prescrive di solito antinfiammatori per via orale o topica sotto forma di pomata.

Nel caso in cui neanche questo risolve il problema, può essere necessaria l’infiltrazione di corticosteroidi mediante iniezione con ago, eseguita da personale medico in piena sicurezza.

Tuttavia questa procedura non va eseguita in caso di borsite settica e può danneggiare i tendini vicini all’articolazione, ma a volte risulta fondamentale per evitare che l’infiammazione si cronicizzi.

Di fronte ad una borsite settica è necessario proseguire con un’aspirazione del liquido nella borsa per poter individuare il batterio responsabile dell’infiammazione, da debellare con una mirata terapia antibiotica.

A volte l’aspirazione va eseguita anche come primo step verso la cura, quando la tumefazione ha raggiunto uno spessore notevole.

La persistenza della borsite oppure la tendenza frequente a recidivare richiede come soluzione l’operazione che si esegue mediante un’incisione cutanea che permette di raggiungere la borsa: le pareti inspessite ed il contenuto della borsa vengono rimossi e dopo accurati lavaggi si applica un drenaggio.

In seguito il gomito viene fasciato e posizionato in flessione per alcuni giorni in modo che la cute aderisca bene al piano profondo. Ciò consente di evitare eventuali recidive.

In genere, la fase di recupero dall’intervento non richiede particolari cure fisioterapiche e ha una durata canonica di 3-4 settimane.

Una volta eliminate tramite chirurgia, le borse sinoviali hanno la tendenza a riformarsi nella loro sede originaria dopo vari mesi.

Efficacia dei rimedi naturali

Casi lievi di borsite possono essere trattati in maniera efficace anche grazie ad alcuni rimedi naturali. Infatti, l’aceto di mele ne è un classico esempio, poiché i minerali presenti in esso aiutano a ridurre l’infiammazione, se applicato localmente mediante impacchi.

Anche il massaggio con alcuni oli può portare sollievo, poiché l’olio di cocco combatte il rossore e il bruciore, mentre l’olio di menta contiene mentolo e agisce come antinfiammatorio.

Un’altra cura naturale prevede l’impiego locale di zenzero o di argilla per le loro proprietà analgesiche nel primo caso e antinfiammatorie nel secondo.

Inoltre una dieta equilibrata e ricca di magnesio permette di mantenere in buona salute le articolazioni. Infatti, è proprio l’intreccio virtuoso di uno stile di vita sano unito ad un uso responsabile dell’articolazione del gomito a fare sì che si abbassi la probabilità di sviluppare una borsite.

Raluca Elena strachinariu