borsite al ginocchio

Borsite al ginocchio: sintomi e possibili rimedi

Alessandra Sorano ortopedia

La borsite del ginocchio come tutte le patologie il cui suffisso è –ite, rappresenta un quadro non fisiologico d’infiammazione che nel caso specifico si manifesta a livello dell’articolazione del ginocchio. E’ conosciuta anche come “infiammazione della lavandaia” perché si tratta di una lesione che insorge molto frequentemente in seguito a stimoli ripetuti a livello dell’arto inferiore; da qui infatti il riferimento alla lavandaia che iconicamente lava i panni poggiando ripetutamente per terra le sue ginocchia.
La borsite può manifestarsi in pazienti di qualsiasi età, anche se più frequentemente interessa il soggetto dalla fase post-adolescenziale in poi; e non ha preferenze di genere.
È considerato  un disturbo transitorio (sebbene esistano forme che hanno un carattere recidivante) e in linea di massima è facilmente trattabile. E’ necessario, però, avere molta pazienza e osservare un adeguato periodo di riposo, in modo da evitare di continuare a sollecitare un’area che è già in preda alla flogosi (infiammazione).

Cenni di anatomia del ginocchio

Il ginocchio è un’articolazione abbastanza complessa da un punto di vista strutturale, la cui funzione è quella di collegare la porzione superiore dell’arto inferiore (femore e anca) con quella inferiore, rappresentata dalla tibia e dal perone (oltre che dalla caviglia e indubbiamente dal piede).
Le componenti ossee che vi prendono parte sono tre e sono: femore, tibia e rotula. Sebbene il contatto tra queste tre strutture permetta un grande margine di movimento della gamba sulla coscia, in realtà l’esteso apparato capsulo-legamentoso-tendineo facente parte dell’articolazione provvede al contenimento dell’escursione articolare.
Uno degli elementi di maggiore importanza per la corretta interazione tra ciascuna di queste componenti ossee, non considerando la cartilagine, sono le borse sinoviali.
Nel dettaglio si tratta di sacche contenenti liquido sinoviale, che in altre parole può essere descritto come un fluido che viene prodotto dalle stesse cellule membranarie di rivestimento, e che viene rinnovato ciclicamente.
La presenza di tali borse, che sono quasi ubiquitarie nel contesto delle articolazioni maggiori del nostro corpo, è fondamentale per limitare l’attrito tra le varie parti che entrano in contatto: il loro ruolo, infatti, è quello di favorire lo scivolamento del tendine o del legamento sull’osso.
A livello del ginocchio possono essere messe in evidenza cinque esempi di borse (ciascuna delle quali, a sua volta, può andare in contro a un processo infiammatorio):
Borsa prerotulea: è posizionata tra la rotula (anche definita “patella”) e la pelle. E’ la borsa che più frequentemente va incontro ad infiammazione perché probabilmente essendo la più esterna, è quella che risente maggiormente di micro trami e traumi ambientali;
Borsa infrarotulea superficiale: è localizzata a livello del punto di inserzione del tendine rotuleo, ed è anteriore rispetto ad esso;
Borsa infrarotulea profonda: si trova tra il corpo adiposo del ginocchio (grasso accessorio) e il tendine della rotula;
Borsa della zampa d’oca: è una borsa che si interpone tra i tendini dei muscoli: gracile, semitendinoso e sartorio. Viene chiamata con tale appellativo perché i tre tendini in questione terminano in una struttura la cui morfologia a tre punte ricorda la zampa di un’oca, appunto;
Borsa del semimembranoso: presente a livello della regione più interna (o mediale) del ginocchio.

Classificazione delle borsiti

Le borsiti possono essere classificate in due grandi categorie:

  • Borsite infiammatoria;
  • Borsite emorragica;
  • Borsite chimica.

Si tratta di macrogruppi che comprendono a loro volta diverse tipologie di borsite, come ad esempio nel caso della borsite settica, che rientra nel quadro delle forme prettamente infiammatorie; o come ancora la “borsite da gotta” che deriva dalla deposizione di cristalli di urato a livello dell’articolazione. Nel secondo gruppo, invece, annoveriamo spesso tutte le forme post-traumatiche che causndo più facilmente la rottura dei vasi sanguigni, inducono in ultimo uno stravaso ematico.

Condizioni che inducono la borsite

Le cause della borsite sono molteplici e hanno come elemento condiviso una sollecitazione continua o imponente a livello articolare.
Entrando più nello specifico, le cause principali sono:
Traumi: l’evento traumatico è forse la causa più frequente di borsite, in quanto determina un insulto diretto a livello della borsa, suscitando un’infiammazione di entità correlabile alla gravità dell’esito traumatico;
Microtraumi ripetuti: perché la sollecitazione sia lesiva, non vi è la necessità che l’impatto traumatico sia acuto e violento; capita spesso, infatti, che movimenti ripetuti che coinvolgono il ginocchio, siano causa di borsite. Questo, però, tende a verificarsi maggiormente in soggetti che risultano meno “resistenti” o per certi versi predisposti;
Patologie a carattere sistemico: un esempio in tal senso è rappresentato dalla gotta (già citata) o dall’artrite reumatoide. Quest’ultima è una malattia su base infiammatoria che colpisce alcune tipologie di articolazioni, alterando la struttura della membrana sinoviale (che riveste la borsa per esempio) e di conseguenza, modificando la composizione e la quantità di liquido sinoviale prodotto.
Spesso, la borsite del ginocchio rappresenta uno dei sintomi di esordio di tale patologia;
Infezioni: la presenza di batteri in sede può essere causa di infiammazione e conseguente eccesso di produzione del liquido ( che in tal caso, per altro, perde la sua sterilità e diventa infetto);
Esposizione lavorativa (o sportiva): esistono alcune categorie di lavoratori e allo stesso modo, alcune tipologie di sportivi, che sono più colpiti dalla patologia perché è più facile che sottopongano la propria articolazione  ad uno stress meccanico. Appartengono, quindi, a queste categorie: giocatori di calcio, giocatori di rugby, pallavolisti, falegnami, posatori, etc.

Quali sono i sintomi con cui si presenta una borsite del ginocchio?

I sintomi sono variabili da individuo ad individuo, per cui è possibile stilare una breve lista dei sintomi più ricorrenti di tale affezione patologica.

Nello specifico, capita che il paziente accusi:

  • Dolore al ginocchio: è accentuato da tutte le manovre che testano l’escursione dell’articolazione (che appare, per altro, ridotta) e dalla pressione locale;
  • Limitazione funzionale: il paziente avverte dolore durante l’utilizzo dell’articolazione e quindi la capacità di muoverla è compromessa;
  • Rigidità articolare: spesso, capita che in presenza di infiammazione i muscoli della regione rispondano alla sollecitazione patologica con una contrazione riflessa, che ha lo scopo di limitare l’utilizzo dell’articolazione e previene quindi ulteriori danni. Quando si verifica tale meccanismo protettivo, però, si evidenza una caratteristica rigidità del complesso articolare;
  • Febbre: non è un sintomo ricorrente, ma potenzialmente può manifestarsi in due occasioni; una è la presenza di un’infezione, che induce una tipica febbre settica (oltre i 38° e con una tendenza a peggiorare nelle ore serali/notturne), e l’altra è la fase post-traumatica, dove più precisamente, però, si tratta di una febriciattola che può insorgere per lo stress.

Accanto a questo ricco corteo di sintomi, è possibile mettere in evidenza la presenza di segni caratteristici. In particolare questi sono:

  • Gonfiore: è un segno che spesso si associa ad un evento traumatico. Talvolta il gonfiore è così manifesto da essere visibile sotto forma di rigonfiamento in corrispondenza della sacca contente sinovia;
  • Rossore localizzato: è uno dei segni caratteristici di qualsiasi condizione di infiammazione;
  • Senso di calore: anche questo è un segno identificativo di una infiammazione locale;
  • Zoppia;
  • Ematoma: è visibile dall’esterno una raccolta di sangue che progressivamente diventerà livida (verde-violacea) e, logicamente, è riscontrabile quando vi è la rottura di vasi con conseguente perdita di sangue a livello della borsa sinoviale;
  • Lesioni cutanee: sono presenti quando la borsite deriva da un trauma, come ad esempio un incidente, che può creare o meno una lesione di continuo. In realtà questa è una situazione che va attenzionata maggiormente, perché la lesione cutanea potrebbe essere fonte di contaminazione batterica.

Diagnosi della borsite del ginocchio

La borsite è un disturbo molto ricorrente nella popolazione generale, che può essere diagnosticata nella maggior parte dei casi, attraverso un semplice esame obiettivo.

L’iter diagnostico prevede un’attenta analisi dei segni e dei sintomi accusati dal paziente, associata all’esame fisico del ginocchio leso, attuato attraverso una serie di manovre che sono volte a testare la dolorabilità, l’entità della lesione e l’eventuale limitazione funzionale che ne deriva.

L’ortopedico (o il fisiatra) potrebbe richiedere esami strumentali, come:

Ecografia: è un’indagine utile per valutare l’entità dell’accumulo di liquido e talvolta può essere usata come guida per il prelievo di una quota di questo fluido, al fine di verificarne la composizione (per escludere, per esempio, che siano presenti batteri in situ);

Radiografia: è un esame utile per la diagnosi differenziale, perché consente di valutare l’integrità dell’articolazione e di escludere, quindi, un’eventuale frattura;

Risonanza magnetica: può essere richiesta quando gli esami precedenti non sono esaustivi;

Esami del sangue: possono essere un supplemento diagnostico utile per escludere la presenza di patologie sistemiche, o ancora per smascherare l’eventuale infezione sottesa dal quadro patologico.

Approccio terapeutico

La terapia dipende dalla causa che ha generato la borsite.

Nel caso più frequente di una borsite traumatica, si attua innanzitutto il protocollo R.I.C.E (R per riposo; I per ghiaccio; C per compressione  , e E per “elevazione” dell’arto). Il ghiaccio viene apposto sulla lesione tramite un panno per intervalli di circa 20 minuti; la compressione è finalizzata a contenere i movimenti e quindi a favorire la guarigione; e infine la elevazione dell’arto è utile per evitare la stasi venosa (che può indurre complicanze in pazienti predisposti).

La fase successiva prevede la possibilità di intervenire tramite infiltrazione di farmaci:

Infiltrazioni di FANS: sono farmaci antinfiammatori;

-Infiltrazioni di corticosteroidi: riducono l’infiammazione, ma possono essere infiltrati dopo aver aspirato il liquido sinoviale contenuto nella sacca.

Antibiotici: sono inseriti in terapia nel momento in cui vi è la certezza che vi sia in atto un’infezione batterica, o eventualmente nel caso in cui c’è un forte rischio di contaminazione delle ferita (a scopo preventivo).

Soltanto in casi estremi e più rari, infine, è possibile intervenire chirurgicamente per asportare totalemnte la borsa sinoviale. E’ un approccio invasivo che richiede il ricovero del paziente.

Riabilitazione fisiatrica

Il percorso terapeutico del paziente prevede la possibilità di affiancare alla sola terapia farmacologica, un protocollo di riabilitazione che consta di due approcci: uno strumentale e uno fisico.

Nel primo caso possono essere proposti strumenti come la laserterapia, la crioterapia, la tecar  o la terapia ad ultrasuoni; nel secondo, invece, sarà il fisiatra a stabilire quali esercizi siano più indicati in base al tipo di lesione.

Dopo quanto tempo avviene la guarigione?

Nel caso in cui la borsite venga trattata tempestivamente e soprattuto nel momento in cui non sopraggiungano particolari complicanze, i tempi di guarigione possono variare da 7 a 15 giorni. E’ da tenere in considerazione però che il percorso riabilitativo dipende dalla causa che ha indotto l’insorgenza dell’infiammazione e pertanto non è possibile definire una tempistica standard; inoltre ogni paziente ha delle caratteristiche individuali che influiscono sull’andamento del quadro.

Approccio non convenzionale: rimedi naturali

La borsite è una patologia ostica in termini di guarigione: insorge spesso in pazienti predisposti (a meno di situazioni traumatiche, ovviamente) e pertanto è fondamentale trattare da subito l’infiammazione per evitare che questa recidivi o che diventi cronica. L’unico approccio curativo e risolutivo è quello farmacologico e strumentale riconosciuto dalla medicina tradizionale.

Ciononostante è possibile mettere in atto una serie di rimedi che sicuramente possono alleviare i sintomi del paziente o il gonfiore. Tra questi citiamo: l’Argilla verde; le creme a base di arnica montana; l’Olio di ricino, etc.

Prevenire la borsite: come si fa?

La prevenzione si basa sui seguenti principi:

Non sovraccaricare il ginocchio: ridurre il sovrappeso, scaricare bene il peso durante la camminata o la corsa, etc

Evitare di stare in ginocchio: se proprio non se ne può fare a meno utilizzare ginocchiere o cuscini morbidi;

Evitare sport di collisione o soggetti ad un continuo rischio di caduta;

-Riscaldare bene i muscoli prima di ogni attività fisica, onde evitare sovraccarichi meccanici a livello articolare.

 

Fonti:

Core Curriculum di Gallinaro, D’Arienzo, Innocenti: Ortopedia e traumatologia;

Trattato di Medicina Fisica e Riabilitazione a cura di N.R Gatto e M. Monticone

 

 

 

 

 

 

Alessandra Sorano