Ptosi palpebrale: cause e rimedi

Roberta Bartolozzi occhi

Quando ti guardi allo specchio, noti che i tuoi occhi sono più stanchi del solito? La palpebra è cadente? Se la risposta è affermativa potresti soffrire di ptosi palpebrale. Questa condizione si verifica quando le palpebre superiori o inferiori si abbassano un pò arrivando quasi a coprire la pupilla.

 Cos’è la ptosi palpebrale?

La ptosi palpebrale si verifica a causa di una disfunzione dei muscoli che sollevano la palpebra o la loro innervazione (il muscolo elevatore della palpebra superiore, innervato dal nervo oculomotore ed il muscolo retto superiore). Può colpire un occhio o entrambi ed è più comune negli anziani, in quanto i muscoli delle palpebre tendono in vecchiaia a deteriorarsi. Si può, tuttavia, anche nascere con la ptosi palpebrale. In questo caso si parla di ptosi congenita. Può essere ereditaria e si manifesta in  tre forme principali. In questo caso le cause della ptosi congenita rimangono sconosciute.

La Ptosi può essere causata da danni al muscolo che solleva la palpebra, danni al ganglio superiore cervicale simpatico o danni al 3° nervo cranico che controlla questo muscolo. Tale danno potrebbe essere un segno di una malattia come il diabete mellito, un tumore cerebrale, un tumore polmonare e malattie che possono causare debolezza nei muscoli o danni ai nervi, come la miastenia gravis o la distrofia muscolare. Anche l’ esposizione alle tossine in alcuni veleni dei serpenti, come quello del mamba nero, può causare questo effetto.

Quali sono i segni e i sintomi della ptosi palpebrale?

Il segno principale: una o entrambe le palpebre cadono. La ptosi palpebrale non è una condizione che provoca dolore, ma può interferire con la vista.  A volte succede che istintivamente senti il bisogno di alzare la testa per poter vedere meglio gli oggetti. Oppure cerchi di inarcare le sopracciglia per riuscire a sollevare le palpebre. Purtroppo nel corso del tempo, questi movimenti innaturali possono causare dei problemi a testa e collo.

Se tuo figlio soffre di questa patologia, potrebbe anche sviluppare nel tempo ambliopia anche detto “occhio pigro“. Ciò accade quando l’occhio non si sviluppa normalmente durante l’infanzia. Infatti se la palpebra si abbassa troppo impedendo una corretta visione, ecco che gli oggetti appaiono sfocati. In questo caso si dovrebbe correggere immediatamente il problema per evitare la perdita della vista in futuro.

La ptosi palpebrale nei vari stadi della vita

Le cause variano anche in base all’età del soggetto colpito. Di seguito troviamo un elenco delle cause in base alle diverse età:

  1. Ptosi congenita. A volte si nasce già così e le cause sono sconosciute. La malattia si verifica nel caso di difetti congeniti, in particolare nello sviluppo dei seguenti muscoli: muscolo elevatore della palpebra, orbicolare dell’occhio e retto superiore. Generalmente è una condizione che perdura nel corso del tempo e non si può risolvere in alcun modo. Inoltre, bambino con ptosi congenita potrebbe anche soffrire di altre patologie oculari tra cui: errori di rifrazione, strabismo, problemi nei movimenti oculari.
  2. Invecchiamento. In alcuni casi, invece, la ptosi palpebrale può verificarsi in vecchiaia: la pelle e i muscoli intorno agli occhi diventano più deboli.
  3. Ptosi in età adulta. In questo caso, gli adulti vengono colpiti da ptosi palpebrale. Ciò si verifica quando i nervi che controllano i muscoli delle palpebre vengono danneggiati. A seguito, ad esempio, di una lesione o una malattia che indebolisce i muscoli e i legamenti che sollevano le palpebre. Anche il diabete può essere una causa, così come l’abuso di farmaci e di oppioidi.
  4. Chirurgia – come la chirurgia LASIK o la cataratta – può causare la ptosi palpebrale.
  5. Tumore oculare

Quali sono le cause della ptosi palpebrale?

La ptosi acquisita ( in età adulta) è più comunemente causata dalla ptosi aponeurotica. Ciò può verificarsi come risultato di senescenza, deiscenza o disinserzione dell’aponeurosi del muscolo levatore.

Inoltre, un’infiammazione cronica o la chirurgia intraoculare può portare allo stesso effetto. Si ritiene anche che l’ uso delle lenti a contatto per lunghi periodi di tempo abbia un certo impatto sullo sviluppo di questa condizione.

La ptosi congenita si crede possa essere causata dalla sindrome di  Claude Bernard Horner, o sindrome oculopupillare. Si tratta di una patologia che si caratterizza per un danno al sistema nervoso simpatico cervicale il quale non può più controbilanciare l’azione del parasimpatico. In questo caso, una ptosi può essere associata, ipopigmentazione dell’ iride e dell’ areola e anidrosi dovuta alla paresi del muscolo del Mueller. La sindrome di Horner acquisita può manifestarsi dopo un trauma, un tumore o una malattia vascolare.

Altre cause di ptosi includono neoplasie palpebrali, neurofibromi o la cicatrizzazione dopo un’ infiammazione o intervento chirurgico. Con l’ invecchiamento può verificarsi una leggera ptosi. Una palpebra calante può essere uno dei primi segnali di una paralisi del terzo nervo a causa di un aneurisma cerebrale, che altrimenti è asintomatico e indicato come paralisi del nervo oculomotorio.

Diverse tipologie di ptosi palpebrali

Vi sono differenti cause responsabili della suddetta condizione. In genere sono di natura miogenica, neurogenica, meccanica o traumatica e a volte può essere associata a varie altre condizioni, come disturbi immunologici, degenerativi, o ereditari, tumori, o infezioni. Vediamoli in dettaglio:

  • Ptosi neurogenica che include la paralisi del nervo oculomotorio, la sindrome di Horner, il fenomeno di Marcus Gunn, la deviazione del terzo nervo cranico
  • Ptosi miogenica che comprende la distrofia muscolare oculofaringea, miastenia gravis, distrofia miotonica, miopatia oculare, ptosi congenita semplice, sindrome da blefarofimosi
  • Ptosi aponeurotica involutiva o post-operatoria
  • Ptosi meccanica che si verifica a causa di edema o tumori della palpebra superiore
  • Ptosi neurotossica che è un classico sintomo di avvelenamento da serpente. La ptosi bilaterale è solitamente accompagnata da diplopia, disfagia e/o paralisi muscolare progressiva. Indipendentemente da ciò, la ptosi neurotossica è un precursore dell’ insufficienza respiratoria e dell’ eventuale soffocamento causato dalla paralisi completa del diaframma toracico. Si tratta pertanto di un’emergenza medica e sono necessarie cure immediate. Allo stesso modo, la ptosi può verificarsi nelle vittime del Botulismo (causato dalla tossina Botulinica) e questo è anche considerato come un sintomo letale.

Ptosi palpebrale causata da altre malattie

La miastenia gravis è una comune causa di ptosi neurogenica che potrebbe anche essere classificata come ptosi neuromuscolare perché il sito della patologia è nella giunzione neuromuscolare. Gli studi hanno dimostrato che il 70% circa dei pazienti affetti da miastenia gravis  soffrono anche di ptosi palpebrale, e il 90% di questi pazienti alla fine svilupperà la ptosi. In questo caso, la ptosi può essere unilaterale o bilaterale e la sua gravità tende ad oscillare nel corso della giornata, a causa di fattori come la stanchezza o l’ effetto della terapia. Questo particolare tipo di ptosi si distingue dagli altri con l’ aiuto del test al Tensilon ed esami del sangue.

Se la ptosi palpebrale non interferisce con una corretta visione, il medico può decidere di non trattarla.

Soprattutto nei bambini, spesso l’unico trattamento possibile consiste nell’assunzione di gocce oculari e occhiali da vista. In questo caso si eseguono controlli periodici, senza la necessità di farmaci o interventi chirurgici. Le visite periodiche dall’oculista mirano soltanto a controllare che la situazione non sia peggiorata. Al massimo l’intervento chirurgico si eseguirà in età più avanzata.

Per gli adulti, la situazione è differente. Infatti,  il trattamento di solito comprende la chirurgia. L’intervento consente al chirurgo la rimozione della pelle in eccedenza, insieme al muscolo responsabile del sollevamento della palpebra.  Oppure il muscolo viene rimosso e riattaccato per conferirgli maggiore forza.

Un’altra soluzione possibile è quella di indossare degli occhiali speciali con una speciale stampella in grado di sollevare la palpebra per permettere la corretta visione degli oggetti. Si tratta di una buona soluzione per evitare l’intervento chirurgico.

Se la ptosi palpebrale interferisce con la guida, la lettura e mentre si cammina, allora sarebbe meglio rivolgersi a un medico che saprà indicare la terapia più idonea. Se vieni colpito da mal di testa allora potresti prendere un antidolorifico. Pensate alla chirurgia se il medico lo suggerisce per la perdita della vista causata dalla ptosi. Per gli adolescenti, la chirurgia può migliorare non solo la visione, ma anche l’autostima. I bambini con ptosi dovrebbero vedere regolarmente un medico oculista.

Ptosi palpebrale: intervento chirurgico

Non sempre l’intervento chirurgico è consigliato. Bisogna valutare caso per caso. Nella ptosi palpebrale congenita, se si tratta di bambini, l’intervento chirurgico si esegue in anestesia generale. Negli adulti invece si esegue tramite sedazione e al massimo in anestesia locale. In genere l’intervento dura al massimo 2 ore. Devono passare circa due settimane prima che i rigonfiamenti alle palpebre con lividi spariscano.

Nella maggior parte dei casi l’intervento chirurgico pone fine al problema e i risultati saranno buoni sia dal punto di vista estetico che funzionale. Soltanto in una bassa percentuale dei casi sarà necessario intervenire nuovamente.

Le bende possono essere rimosse già il giorno successivo l’intervento. Gli adulti possono riprendere a svolgere le normali attività quotidiane già 3 giorni dopo l’intervento. I punti di sutura vengono rimossi dopo 10 giorni al massimo.

 

 

Roberta Bartolozzi