miopia degenerativa

Maculopatia miopica: cause, sintomi e nuove cure

Roberta Bartolozzi occhi Leave a Comment

Maculopatia miopica
 La maculopatia miopica o degenerazione maculare miopica o distrofia maculare miopica è una delle principali cause di perdita della vista irreversibile ed è la quarta causa più frequente di cecità nel mondo.

Esiste una stretta relazione tra miopia e maculopatia. In effetti, i pazienti con miopia hanno la tendenza a sviluppare una serie di patologie maculari che, se non trattate, potrebbero portare alla cecità. La neovascolarizzazione coroidale (CNV) secondaria alla miopia patologica è la principale causa di disabilità visiva in pazienti di età inferiore ai 50 anni.

Cos’è la miopia patologica? Quali sono i sintomi?

La miopia patologica o degenerativa è  un errore di rifrazione di almeno 6 diottrie (D) e/o lunghezza assiale maggiore di 26,5 millimetri. Si associa a cambiamenti degenerativi della retina. La diffusione della miopia patologica varia considerevolmente in base alle diverse regioni geografiche e prevale maggiormente nella popolazione asiatica. È causa di alterazioni dovute al cedimento del guscio sclerare responsabili di allungamenti asimmetrici e assottigliamento delle porzioni posteriori del bulbo oculare, in particolar modo della coroide e dell’epitelio pigmentato retinico (EPR).

I principali sintomi della miopia degenerativa sono:

  • difficoltà a vedere gli oggetti a lunga distanza, ma capacità di vedere bene da vicino;
  • strabismo;
  • affaticamento degli occhi;
  • mal di testa.

Per quanto riguarda le cause, la miopia esordisce nell’infanzia e ha cause genetiche: il rischio di ammalarsi di miopia aumenta se i genitori ne soffrono.

È noto che gli individui con miopia elevata hanno un rischio più elevato di contrarre patologie maculari tra cui: stafiloma posteriore, atrofia corioretinica, atrofia dell’epitelio pigmentato retinico, lacker cracks, emorragia maculare, neovascolarizzazione coroidale (CNV), foveoschisi maculare, e foro maculare.

Vediamole in dettaglio.

Maculopatia miopica: foveoschisi maculare

A causa di un eccessivo allungamento assiale del bulbo oculare, si può verificare che i pazienti con miopia elevata sviluppino un rigonfiamento posteriore o un’ectasia del globo, causando uno stafiloma posteriore con conseguenti cambiamenti anatomici nell’interfaccia vitreo-retinica. Per cui i pazienti possono sviluppare patologie maculari, come la foveoschisi maculare e il foro maculare.

La foveoschisi è la separazione degli strati retinici nella macula, che causa un accumulo di liquido intraretinico e sottoretinico nella macula in assenza di un foro maculare (FTMH). I pazienti con foveoschisi, nella fase iniziale della malattia, potrebbero non avvertire particolari sintomi. Nella fase successiva, invece, svilupperanno  un progressivo aumento della metamorfopsia con conseguente perdita della vista. L’esame del fondo potrebbe rilevare soltanto una modesta quantità di fluido sottoretinico nella macula. Per cui è più indicata una tomografia a coerenza ottica (OCT) che può mostrare il distacco della retina neurosensoriale e membrana epiretinica associata a trazione vitreomaculare.

I pazienti con foveoschisi devono, inoltre, essere monitorati regolarmente per verificare un eventuale distacco foveale che va trattato chirurgicamente. La vitrectomia pars plana (PPV), con membrana interna limitante (ILM) peeling (con o senza tamponamento gas) è il principale trattamento chirurgico indicato nei pazienti con metamorfopsia sintomatica e perdita progressiva della vista. L’obiettivo principale della chirurgia è quello di alleviare qualsiasi trazione vitreomaculare anomala (VMT), causa della foveoschisi.

Maculopatia miopica: emorragia maculare miopica

La retina può riportare delle zone più deboli causando le “rotture della membrana di Bruch”. Si tratta di una membrana posizionata all’interno della retina e che si indebolisce progressivamente in presenza di miopia degenerativa grave. si trova nella profondità del tessuto retinico e appare particolarmente debole nelle miopie degenerative elevate. Non è nulla di particolarmente grave dal momento che nella maggior parte dei casi si tratta di di piccole emorragie che vengono riassorbite da sole. Soltanto in alcuni casi lasciano cicatrici che possono portare qualche problema.

Maculopatia miopica: foro maculare

La foveoschisi non curata può progredire ad una fase più avanzata con la formazione di un foro maculare. I sintomi principali di questa patologia sono:

I trattamenti chirurgici da eseguire includono la vitrectomia pars plana (PPV) con gas o tamponamento con olio di silicone. Tuttavia, la recidiva non è rara e il foro maculare può ritornare dopo l’intervento chirurgico. Questo si verifica a causa della perdita di tessuto corioretinico, dell’atrofia dell’RPE e alla forma anomala del globo associata allo stafiloma posteriore. Pertanto, alcuni pazienti richiedono interventi chirurgici multipli per ottenere la chiusura del foro maculare e il riposizionamento della retina.

Maculopatia miopica: neovascolarizzazione coroidale

La neovascolarizzazione coroidale (CNV) sta tra le più pericolose complicazioni della miopia. Si stima che si sviluppa nel 10% dei casi in cui è presente una miopia elevata ed è la causa più comune di CNV nei cinquantenni o più giovani. La probabilità di sviluppare la CNV nell’occhio controlaterale, pertanto bilaterale, è maggiore in questi soggetti. È noto che più del 30% dei pazienti con CNV svilupperà la malattia entro 8 anni. I pazienti con CNV miopica presentano metamorfopsie, scotoma centrale o paracentrale, e ridotta acuità visiva. All’esame oftalmologico, la CNV appare come una membrana sottoretinica grigiastra sotto o in prossimità della fovea con o senza emorragia maculare miopica. La fluorangiografia può altresì essere utile per la  pianificazione del trattamento.

Maculopatia miopica: cure vecchie e nuove

Va specificato che di maculopatia miopica si guarisce, l’importante è scoprirla per tempo. Ricapitoliamo le cure necessarie per combattere la miopia progressiva degenerativa. La miopia grave necessita, infatti,  di trattamenti specifici nel caso delle diverse complicazioni. Sono tre i principali:

  1. Fotocoagulazione laser

    Tecnica che si esegue con il supporto di un raggio laser e di una lente a contatto per bruciare la lesione che attacca la macula. Dura soltanto pochi minuti e vine eseguita in anestesia locale con l’ausilio di un collirio. Oggi si utilizza soltanto per le CNV poichè si trovano a debita distanza dal centro della macula. Questo perchè con la fotocoagulazione si brucia non soltanto la lesione ma anche la parte di tessuto sano.

  2. Terapia fotodinamica

    Si tratta di una nuova procedura che consente di agire sulle lesioni all’interno della fovea. Viene attivata grazie ad un laser una sostanza fotosensibile, la verteporfina, che va a localizzarsi dentro la lesione distruggendo il tessuto malato e preservando il tessuto retinico sano. Pertanto la vista viene preservata e soltanto in pochi casi migliora. Inoltre, non basta soltanto un intervento, bensì varie sedute dopo 4 mesi.

  3. Iniezione intravitreale

Viene utilizzata principalmente per curare la maculopatia miopica  essudativa. Prende il nome di iniezione           intravitreale perchè si inietta dentro il bulbo oculare una sostanza che è in grado di chiudere il neovaso retinico.           La sostanza iniettata può essere di due tipi: di origine cortisonica o un anticorpo anti VEG-F (vessel            endothelial growth factor). Si tratta di una molecola  in grado di favorire la crescita del neovaso alimentandone le cellule delle pareti. La terapia però consta di diversi trattamenti.

Maculopatia miopica: prevenire con alimentazione e stile di vita

Per tutte le tipologie di maculopatia è necessario seguire uno stile di vita sano. Di seguito dei consigli che andrebbero seguiti da chi soffre di degenerazione maculare miopica:

  1. bandire il fumo;
  2. seguire una dieta ricca di sostanze antiossidanti (vitamina C, vitamina E, luteina, zinco),povera di grassi animali e ricca di verdure;
  3. assumere alimenti ricchi di acidi grassi polinsaturi (Omega-3 e Omega-6), tra cui il pesce;

Fonti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22846778

https://www.snec.com.sg/eye-conditions-and-treatments/common-eye-conditions-and-procedures/Pages/myopic-maculopathy.aspx

Roberta Bartolozzi

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