intervento di cataratta

Intervento di cataratta, un quadro completo

Roberta Bartolozzi occhi 7 Comments

Il modo più efficace di trattare la cataratta, l’offuscamento del cristallino con conseguente riduzione della vista, è la sua rimozione chirurgica.

Cos’è la cataratta?

La cataratta è un annebbiamento del cristallino e provoca un graduale deficit della visione. La maggior parte delle cataratte sono legate all’invecchiamento. In effetti, è molto più comune nelle persone anziane. Per avere una portata del fenomeno, basti pensare che a partire dagli 80 anni di età, più della metà degli americani soffrono di cataratta o hanno subito un intervento di cataratta.

In determinati casi anche i bambini possono sviluppare la cataratta, ai quali viene trasmessa geneticamente dai genitori. In altri casi l’opacità del cristallino nei bambini può scaturire da infezioni durante la fase di gestazione. In questo caso si parla di cataratta congenita. Questa patologia  può colpire uno o entrambi gli occhi ma non può diffondersi da un occhio all’altro.

Quando ricorrere all’intervento di cataratta

Non sempre è necessario l’intervento di cataratta. Nei casi di cataratta precoce o giovanile si può risolvere il problema con l’acquisto nuovi occhiali da vista, occhiali da sole anti-riflesso, oppure lenti di ingrandimento. Se queste misure non aiutassero, la chirurgia si conferma l’unico trattamento efficace. L’intervento di cataratta prevede la rimozione del cristallino opaco e la sua sostituzione con una lente artificiale IOL (Intra Ocular Lens).

Vi sono diversi tipi di IOL con caratteristiche ottiche diverse: cristallini monofocali, bifocali, multifocali, accomodative, toriche, asferiche, apodizzate e con filtri anti U.V.

La cataratta deve essere rimossa solo quando la perdita della vista interferisce gravemente con le attività quotidiane: guidare, leggere o guardare la TV. Spesso, ritardare di molto l’intervento di cataratta può provocare dei danni all’ occhio o rendere l’esecuzione dell’operazione chirurgica alquanto difficile.

Non vi sono particolari controindicazioni associate all’ intervento di cataratta.

Talvolta è necessario rimuovere la cataratta se impedisce l’esecuzione di un esame o di un trattamento all’occhio per altre patologie; ad esempio nel caso di degenerazione maculare senile, retinopatia diabetica o glaucoma.

Nel caso si decida di optare per un intervento di cataratta bilaterale, ossia ad entrambi gli occhi, esso verrà effettuato in tempi diversi. Di solito a quattro settimane l’uno dall’altro.

L’operazione di cataratta è un intervento comune e tra i più sicuri. In circa il 90 per cento dei casi, i pazienti confermano una migliore acutezza visiva dopo la sua rimozione.

Rischi e complicanze

Come per qualsiasi intervento chirurgico, quello di cataratta può comportare degli effetti collaterali, tra cui infezioni e emorragie. Prima della sua rimozione, il medico può chiedere di sospendere temporaneamente l’assunzione di alcuni farmaci che aumentano il rischio di emorragia durante l’intervento chirurgico.

Dopo l’operazione, è necessario tenere l’occhio pulito, lavarsi le mani prima di toccarlo, e utilizzare i farmaci prescritti per ridurre al minimo il rischio di infezione. Infatti, una grave infezione può anche provocare la perdita della vista.

L’intervento di cataratta aumenta leggermente il rischio del distacco della retina. La presenza di altri disturbi oculari, come la miopia, può aumentare ulteriormente il rischio di distacco della retina dopo l’intervento di cataratta. Il primo sintomo di un distacco della retina è la presenza di lampi e corpi mobili che sembrano galleggiare nel campo visivo. Un distacco di retina non provoca nessun dolore. Agire immediatamente è di fondamentale importanza, in caso contrario si rischia la perdita permanente della vista.

Esami preliminari

Di norma, prima dell’intervento vengono richiesti degli esami tra cui:

  • esami di routine (sangue, urine, elettrocardiogramma etc);
  • misurazione della curvatura della cornea;
  • misurazione della lunghezza dell’ occhio per stabilire il potere della lente intraoculare.

Descrizione dell’intervento di cataratta

Vediamo quali sono le fasi pre operatorie di preparazione all’intervento di cataratta:

  1. Vengono inserite all’interno dell’occhio delle gocce per dilatare la pupilla;
  2. La zona intorno l’occhio viene lavata con cura;
  3. Il paziente deve presentarsi a digiuno.


L’operazione, che prende il nome di tecnica di facoemulsificazione/facumulsione o più comunemente faco, si effettua in day hospital, dura meno di un’ora e non è dolorosa. Viene eseguita, di norma, in anestesia locale retrobulbare oppure in anestesia topica con gocce anestetiche, e il paziente rimane sveglio.

Con l’ausilio di una macchina che produce ultrasuoni, il facoemulsificatore, si frammenta ed aspira il nucleo opaco del cristallino, si pone una lente di plastica o di silicone all’interno della capsula lenticolare vuota e si sostituisce il cristallino con quello artificiale.

Decorso post operatorio

Dopo l’intervento si procede con un bendaggio ponendo una benda sopra l’occhio e si lascia riposare un pò il paziente che potrà ritornare a casa il giorno stesso. Avrà soltanto bisogno di qualcuno che guidi la macchina al suo posto.  Possono manifestarsi comunemente sia prurito che lieve disagio. La fuoriuscita di liquido e la lacrimazione sono altrettanto comuni. L’occhio può presentarsi sensibile alla luce e al tatto. I fastidi in genere spariscono dopo uno o due giorni. La convalescenza è piuttosto breve.

Solo nel caso siano presenti alcune patologie, la convalescenza potrebbe essere più lunga. Ad esempio il diabete può rendere il decorso operatorio più complesso a causa di processi infiammatori e lentezza di processi riparativi.

Per un paio di settimane dopo l’intervento chirurgico, il medico può richiedere di utilizzare un collirio per aiutare la guarigione e diminuire il rischio di infezione.

Sarà necessario anche indossare una visiera o occhiali da vista per proteggere l’occhio. Si deve evitare, inoltre, di strofinare l’occhio con le dita.

Di ritorno a casa è meglio evitare di sollevare oggetti pesanti e piegarsi troppo in avanti. Comunque si può tranquillamente camminare, salire le scale, e fare le faccende domestiche però soltanto di giorno. E’ da evitare per almeno 15 giorni di truccarsi.

Nella maggior parte dei casi, i tempi di recupero e di guarigione non vanno oltre le otto settimane. È possibile tornare rapidamente a svolgere le attività quotidiane. Tuttavia, nelle prime settimane la vista può essere appannata. Ci vuole un pò di tempo prima che l’occhio riesca a mettere a fuoco, soprattutto se anche l’altro occhio ha una cataratta. I colori sembreranno molto più luminosi.

Problemi dopo l’intervento di cataratta

Sono piuttosto rari i problemi dopo l’intervento chirurgico, ma possono comunque verificarsi. Di seguito i principali:

  • infezioni
  • emorragie
  • infiammazioni (dolore, rossore, gonfiore)
  • perdita della vista
  • visione doppia
  • alta o bassa pressione oculare.

Se presi in tempo con le adeguate cure mediche, questi problemi possono essere trattati con successo. Non vi è la presenza di postumi ma può succedere che il tessuto oculare che racchiude la lente intraoculare diventi torbido e offuschi la visione. Questa condizione prende il nome di cataratta secondaria e può svilupparsi mesi o anni dopo l’operazione.

In questo caso andrà eseguito un intervento con il quale si esegue un piccolo foro nel tessuto oculare dietro la lente affinché la luce possa passare attraverso. Questa procedura ambulatoriale è chiamata capsulotomia posteriore con YAG laser. Si tratta di un intervento indolore. Come precauzione, il medico può prescrivere un collirio per abbassare la pressione oculare prima o dopo la procedura.

Cataratta, miopia, astigmatismo e presbiopia

Oltre a rimuovere la cataratta, al giorno d’oggi, gli specialisti più esperti sono in grado di correggere contemporaneamente anche altri difetti visivi pre-esistenti:

  • miopia
  • ipermetropia
  • astigmatismo
  • presbiopia

In particolar modo, l’intervento di cataratta permette di correggere la miopia e prende il nome di Faco+IOL, attraverso l’inserimento di una lente intraoculare, ma deve essere eseguito con determinate precauzioni:

  • sarebbe meglio evitare l’anestesia peribulbare
  • prestare estrema attenzione nell’inserimento della lente intraoculare
  • controllare la retina con maggiore attenzione prima e dopo l’intervento

Intervento di cataratta di ultima generazione con femtolaser

L’ultima frontiera dell’intervento di cataratta è il laser a femtosecondi o femtolaser che utilizza una luce infrarossa che viene indirizzata a elevatissima velocità verso varie parti dell’occhio per poi tagliare i tessuti nel punto prestabilito. Il chirurgo gestisce e visualizza tutta la procedura in tempo reale su un computer.

I vantaggi di questo tipo di intervento sono la precisione e l’uso del fascio laser, che consente dei tagli molto precisi sulla cornea per rimuovere il cristallino e permette di  ridurre l’insorgenza di un astigmatismo corneale postoperatorio e la correzione di uno preesistente.

Tuttavia attualmente è ancora necessario avvalersi degli ultrasuoni per completare la frammentazione del cristallino in particolar modo per le cataratte più dure.

Le ultime novità dell’ intervento di cataratta

Come detto in precedenza, oggi esistono nuovi modelli di cristallini artificiali che permettono di correggere oltre alla cataratta anche altre patologie preesistenti (miopia, astigmatismo, presbiopia).

Tuttavia, per l’utilizzo di queste lenti intraoculari è fondamentale una tecnologia diagnostica per identificare i pazienti più idonei a ricevere i nuovi cristallini, il cui costo è superiore rispetto ai cristallini tradizionali. Dunque in genere gli ospedali pubblici e le cliniche convenzionate utilizzano solo i vecchi cristallini che costano più o meno 120 euro, mentre il prezzo della sola lente di ultima generazione è di mille euro.
Altrimenti è possibile operarsi in una clinica privata, spendono circa 4mila euro ma usufruendo delle lenti di ultima generazione.

Fonti:

Atlante di oftalmologia di Richard K. Parrish

http://www.clb.org/wp-content/uploads/2015/02/webcataract.pdf

 

Roberta Bartolozzi

Comments 7

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  6. Mi sono operato di Cataratta e siccome sono molto miope mi hanno inserito un cristallino adatto per correggerlo, ma avendo una retina con molti punti morti.
    Sono passati 15 giorni dall’operazione e vedo annebbiato e la sera vedo dei cerchi concentrici e mi sta dando fastidio, sono molto preoccupato e vorrei sapere se qualcuno mi può dare delle spiegazioni e se con il tempo possa migliorare la mia situazione.
    Ringrazio anticipatamente chiunque mi dia delle delucidazioni a riguardo.

  7. Dopo la rimozione del cristallino causa cataratta da entrambi gli occhi fatta una a dicembre l altra ad aprile sono costretta ad indossare sempre gli occhiali da sole perche la luce anche in giornate senza sole mi fa lacrimare e ho un fastidio agli occhi quale puo essere la causa

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