Congiuntivite allergica: sintomi e rimedi

Alessandra Sorano occhi

La congiuntivite è un processo infiammatorio che si manifesta a livello della membrana congiuntivale dell’occhio e che può scaturire da cause di natura differente. Una delle forme più frequenti nell’ambito della popolazione generale è la congiuntivite allergica, che sottende un quadro di atopia, ovvero di predisposizione genetica.

Congiuntivite allergica: un quadro generale

Secondo attuali stime sembrerebbe che le allergie oculari colpiscano dal 5 al 30% della popolazione generale, quindi si tratta di un quadro molto diffuso e spesso poco preoccupante da un punto di vista clinico.
La congiuntivite allergica può presentarsi sotto forma di attacchi acuti, talvolta autolimitantesi, o in alternativa con un carattere di cronicità. Nel primo caso tende a manifestarsi più frequentemente o in determinate stagioni dell’anno (si parla, infatti, di congiuntivite primaverile), o in occasione di un’interazione con l’allergene incriminato; mentre nel secondo caso si tratta di una forma che spesso risulta più mite da un punto di vista clinico, e che si presenta in virtù dell’esposizione continua a determinate sostanze che sono presenti nell’atmosfera o nell’ambiente in cui viviamo.

In termini epidemiologici, infine, non si può definire una fascia di età primariamente colpita, perché il quadro interessa sia i più piccoli, che gli adulti. Tipicamente le forme primaverili (stagionali) tendono a colpire più frequentemente i bambini, che nella fase della scuola elementare in particolar modo sembrano vivere un periodo di maggiore criticità. Ciononostante è anche vero che spesso le stesse forme che interessano il bambino nelle fasi più precoci della sua infanzia, tendono a un miglioramento graduale fino a addirittura alla scomparsa della malattia.

Per quanto riguarda la durata del quadro non è possibile definire un range temporale certo, in quanto le caratteristiche della manifestazione dipendono dall’entità della risposta immunitaria che si è verificata. In media, comunque, si tratta di un quadro che può durare da qualche ora (nel caso per esempio delle dermatiti da contatto), fino ad intere stagioni, come nelle allergie primaverili per esempio, dove i sintomi della congiuntivite si manifesteranno in maniera incessante e talvolta anche continuativa.

In ultimo, è utile sottolineare che sebbene le allergie siano una grande capitolo della medicina i cui meccanismi sono tutt’oggi oggetto di studio per la scienza, fare una diagnosi precoce del quadro è fondamentale per limitare la sintomatologia del paziente e migliorare la sua qualità di vita; evitando, per altro, spiacevoli conseguenze dovute ad un fenomeno infiammatorio protratto nel tempo.

Cos’è la congiuntiva?

La congiuntiva è una membrana apparentemente incolore (ci rendiamo conto della sua presenza quando essendo infiammata, si arrossa) che ritroviamo a livello oculare.
Descrivendo il suo percorso, vediamo come se ne distinguano fondamentalmente due porzioni:

  • Congiuntiva bulbare: viene così definita perché si tratta di quella parte di congiuntiva che ricopre la sclera (la parte bianca dell’occhio), parte integrante del bulbo oculare;
  • Congiuntiva palpebrale: rappresenta quella regione della congiuntiva che riveste la parte interna della palpebra (sia quella superiore, sia quella inferiore).

Allergia e atopia

L’allergia è un processo patologico che nasce da una risposta anormale del sistema immunitario nei confronti di una qualsiasi sostanza, di qualsiasi natura, che viene in tale occasione definita come allergene. L’allergene, quindi, può essere descritto come quella sostanza che stimola un’impropria attivazione del sistema immunitario nel paziente che ha una predisposizione genetica (atopia), ma che nel resto della popolazione generale non sortisce alcun effetto negativo.

Perché il sistema immunitario del paziente allergico s’iperattiva?

Il sistema immunitario è un componente fondamentale del nostro organismo che ha come compito principale quello di proteggerci dall’attacco di microorganismi patogeni, sostanze tossiche, e da tutto ciò che in generale possa arrecare un danno al corpo. Nel paziente allergico accade che il sistema immunitario riconosca come potenzialmente nocive, sostanze che in realtà non lo sono; tipici esempi sono, infatti, le allergie nei confronti delle graminacee, della forfora dell’animale domestico, di alimenti, etc.
Queste risposte immunitarie non necessarie sono responsabili di un corteo sintomatologico fastidioso e poco tollerabile che inficia la qualità di vita del paziente allergico.

La congiuntivite allergica è una delle forme più comuni di reazione d’ipersensibilità di primo tipo: in altre parole s’innesca un meccanismo immunologico che implica il contatto tra gli anticorpi (IgE) e frammenti di questi allergeni incriminati. Questo contatto provoca l’attivazione dei mastociti, che sono delle cellule del sistema immunitario che contengono nei loro granuli una serie di sostanze, tra cui l’istamina, che hanno molteplici azioni a livello sistemico.
Perché ci interessa descrivere questo fenomeno? Perché il rilascio di queste sostanze è responsabile dei tipici sintomi che sperimenta un soggetto allergico; inoltre, la conoscenza delle attività di queste stesse molecole è fondamentale per poterle contrastare attraverso l’utilizzo di farmaci costruiti ad hoc (vedi l’utilizzo di antistaminici per bloccare l’istamina).

L’atopia è invece un termine col quale si fa riferimento alla predisposizione su base genetica che ha il soggetto allergico; predisposizione che lo porta a rispondere a stimoli che effettivamente non sono di natura lesiva. L’atopia rende il soggetto più suscettibile, per cui la congiuntivite è solo una delle tante sfaccettature del quadro: spesso si associano la rinite, l’asma, etc.

Classificazione delle congiuntiviti allergiche

  • Congiuntivite allergica stagionale: è la forma di più frequente riscontro nella pratica ambulatoriale e tende a presentarsi più tipicamente nel giovane adulto. Il termine stagionale fa riferimento alla stretta relazione che sussiste tra l’esposizione a una sostanza che è presente in un determinato periodo dell’anno, e la reazione allergica accusata dal paziente.
    Tra le forme stagionali, le allergie primaverili sono in assoluto le più frequenti e in massima parte sono dovute, com’è noto, al contatto con pollini, graminacee, etc.
    Un’altra forma tipica può essere l’allergia presente nei mesi estivi, causata dall’esposizione alle Betulacee o l’Ambrosia.
    In entrambi i casi non si tratta di forme isolate, ma di quadri patologici da includere in un insieme più ampio di malattie: rinite, asma, febbre da fieno, intolleranze alimentari, etc.
  • Congiuntivite allergica perenne: è distinta dalla forma precedente, anche se in realtà per certi versi potrebbe esserne considerata parte integrante. E’ una forma che infastidisce il paziente durante tutto l’anno, anche se spesso si hanno comunque delle esacerbazioni più frequenti in determinati periodi più che in altri.
    Spesso si tratta di allergeni che sono presenti normalmente nell’atmosfera, o per esempio acari della polvere, forfora di animali domestici, spore funginee, etc.
  • Congiuntivite allergica gigantopapillare: un discorso a parte va fatto per la congiuntivite allergica gigantopapillare. Si tratta di un quadro in cui l’infiammazione si manifesta a livello della congiuntiva palpebrale (anche definita tarsale), e che spesso viene associato all’utilizzo di lenti a contatto o protesi oculari. Il meccanismo con cui si innesca questo quadro non è ad oggi conosciuto, anche se si sospetta che sia dovuto al ristagno di materiale sulle lenti a contatto che vengono utilizzate per tempi prolungati, predisponendo all’attivazione della risposta immune. Altri autori ipotizzano, invece, che si tratti di un quadro dovuto al trauma meccanico che deriva dall’introduzione delle lenti a contatto. I segni caratteristici sono: formazioni di papille voluminose nella congiuntiva tarsale, secchezza oculare, bruciore, prurito, intolleranza delle lenti e spesso fotofobia (sensibilità alla luce).

Segni e sintomi della congiuntive allergica

  • Arrossamento dell’occhio (nel gergo medico si parla di “iperemia” congiuntivale);
  • Presenza di secrezioni acquose: si tratta della classica lacrimazione accentuata;
  • Bruciore oculare;
  • Sensazione di corpo estraneo: questo sintomo induce spesso il paziente a strofinarsi l’occhio, peggiorando la sintomatologia;
  • Prurito irrefrenabile: il paziente sente l’impulso di grattarsi in maniera continuativa, stimolando meccanicamente un ulteriore rilascio di mediatori dell’infiammazione (compresa l’istamina). Ciò crea un circolo vizioso in cui più il paziente stropiccia l’occhio, più avverte il prurito;
  • Papille nella congiuntiva palpebrale (soprattutto la superiore): queste papille sono il frutto di un’ipertrofia della stessa congiuntiva, che viene stimolata dall’incessante meccanismo infiammatorio. Sono molteplici e assumono l’aspetto tipico di una mora.
    Spesso le papille sono così voluminose che nei bambini si parla di “aspetto sonnolento”, proprio perché gli occhi sono più gonfi e appaiono semichiusi. Inoltre, la presenza di queste papille per tempi prolungati può indurre un danno relativamente grave a livello della cornea: le papille sfregano ripetutamente sulla cornea, fino a indurre la formazione di un’ulcera;
  • Gonfiore palpebrale;
  • Starnuti;
  • Rinite: si correla al concetto di atopia precedentemente descritto;
  • Mal di testa.

In ultimo si possono mettere in evidenza tre aspetti caratteristici delle congiuntiviti:

  • Assenza di dolore: è un tratto distintivo di qualsiasi congiuntivite non complicata;
  • Esordio dei sintomi (e dei segni) bilaterale: entrambi gli occhi vengono coinvolti contemporaneamente;
  • Non si tratta di una malattia contagiosa.

Diagnosi differenziale

La congiuntivite allergica ha spesso una serie di elementi contraddistintivi che ne rendono la diagnosi e ancor prima il riconoscimento abbastanza semplice.
Nel dettaglio, però, prima di poter esser certi che si tratti di un quadro allergico, bisogna considerare altre ipotesi plausibili. Tra queste consideriamo:

  • Congiuntivite batterica;
  • Congiuntivite virale;
  • Sindrome della secchezza oculare;
  • Infiammazione della sclera: questa parte è ricoperta dalla congiuntiva, per cui talvolta può essere utile fare una differenziale;
  • Cheratite: infiammazione della cornea: difficilmente questi due quadri sono confondibili.

Diagnosi della congiuntivite allergica

La congiuntivite allergica è una manifestazione di un quadro patologico più ampio, che è quello della classica allergia. La considerazione dell’insieme di segni e sintomi che descrive il paziente allergico rappresenta la prima tappa di un processo di ricerca che ha come obiettivo l’identificazione dell’allergene che è alla base di tale manifestazione patologica.
La valutazione del danno oculare può essere fatta da un medico oculista (generalmente la prima analisi viene effettuata dal medico di medicina generale); ma ciò che effettivamente consente di risolvere il caso è la dimostrazione di un quadro allergico conclamato.

La diagnosi della malattia allergica può essere fatta attraverso tre fattori: l’anamnesi (colloquio col paziente volto a conoscerne le caratteristiche e sintomi per cui si reca dal medico), l’esame obiettivo (visita medica che consente al professionista di evidenziare i segni che presenza il paziente) e infine l’esecuzione di test allergici. I sintomi e i segni di una patologia su base allergica sono spesso evidenti e poco equivocabili, per cui l’ausilio dei vari test di riferimento non ha tanto l’utilità di diagnosticare la malattia, quanto di identificare l’allergene o gli allergeni che sono causa di questi quadri patologici.
Il paziente può rivolgersi al suo medico curante, così come può richiedere una visita in un ambulatorio ospedaliero, entrando a contatto con figure come il pneumologo o l’allergologo.

I test

I test a disposizione prevedono:

  • Test cutaneo: è a oggi l’opzione più rapida e al contempo sufficientemente attendibile per la ricerca dei vari allergeni. Si tratta di una metodica poco invasiva che prevede l’esecuzione di una serie di punture sulla faccia interna dell’avambraccio (non è l’unica localizzazione possibile), grazie alle quali si iniettano piccole quantità di vari allergeni (scelti in base a dati statistici). Il test (chiamato anche Prick test) viene eseguito con un controllo positivo e uno negativo; e risulta positivo quando si evidenza nel giro di qualche minuto/ora un segno evidente di reazione immunologica.
  • Test sierologici: si tratta di un test semplice e ripetibile. Consiste nella ricerca di anticorpi attivati nel sangue del paziente.

Due test specifici per la valutazione del quadro allergico a partire dall’interessamento oculare sono:

  • Test di stimolazione congiuntivale: si può esporre la congiuntiva alla sostanza incriminata e aspettare di vedere l’innesco di una reazione allergica, con prurito, gonfiore, bruciore, etc.
  • Ricerca delle IgE (anticorpi): tale ricerca viene fatta a livello delle lacrime raccolte dall’occhio del paziente.

Trattamento della congiuntivite allergica

Il primo passo verso la guarigione prevede l’astensione dal contatto con l’allergene incriminato. In certe circostanze, come ad esempio nelle forme indotte dal contatto con l’acaro della polvere, non è possibile evitare totalmente questo contatto e per tanto è necessario ricorrere all’utilizzo di farmaci di supporto.

Il trattamento dei sintomi oculari prevede diverse tipologie di farmaci che possono placare l’infiammazione, alleviare i sintomi o limitare il rilascio d’istamina.
Nello specifico si possono utilizzare:

  • Antistaminici;
  • Corticosteroidi: spesso si usano cortisonici più blandi come il fluormetolone;
  • Lacrime artificiali.

Nel trattamento delle forme di congiuntivite allergica si usano spesso farmaci ad uso topico (colliri o ungenti specifici); ma in determinati casi, più gravi o dai sintomi più intensi, è possibile che il medico prescriva un farmaco per uso sistemico (preso per esempio per via orale).

Rimedi contro la congiuntivite allergica

I rimedi naturali possono essere considerati come validi alleati nel trattamento sintomatologico della congiuntive allergica. Ciononostante non possono ritenersi dei sostituiti efficaci al classico trattamento medico proposto.
Esempi di impacchi o sostanze utili sono:

  • Impacchi di camomilla: utili per lenire e ridurre il gonfiore oculare;
  • Ribes nigrum: può essere assunto sotto forma di gocce e può ridurre il rilascio di istamina da parte dei mastociti;
  • Impacchi di Malva: può essere lenitiva e può ridurre il bruciore e il senso di corpo estraneo;
  • Reishi: può essere assunto sotto forma di compresse in qualità di modulatore del sistema immunitario.

Consigli pratici per un paziente allergico

  • Pulire sempre le mani;
  • Evitare di strofinare gli occhi o toccarli con le mani sporche;
  • Testare nuovi prodotti come per esempio cosmetici o anche colliri, in piccole quantità, prima di utilizzarli. Esiste infatti una particolare forma di congiuntivite allergica che prende il nome di “dermatocongiuntivite da contatto”. E’ un quadro complesso indotto sempre da un’intolleranza nei confronti di sostanze innocue (come cosmetici o appunto colliri). Spesso ha una sintomatologia più intensa e che fatica a regredire a seguito di trattamenti blandi con antistaminici.
  • Pulire il più possibile l’ambiente di casa/ufficio: evitare tutti quegli oggetti che possano essere un ricettacolo di polvere per esempio;
  • Evitare il contatto con animali se vi è un’allergia conclamata.

 

Fonte: Manuale di oftalmologia, Minerva Medica.