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Calazio: rimedi farmacologici, intervento ed eventuali rimedi naturali

Cristina Leone occhi 1 Comment

Il calazio (o lipogranuloma) è un’ infiammazione cronica granulomatosa di una o più ghiandole sebacee situate all’interno della palpebra (ghiandole di Meibomio), dovuta al ristagno del secreto ghiandolare. Colpisce comunemente la palpebra superiore e con minore frequenza l’inferiore, può essere unico o multiplo e il trattamento è in genere chirurgico.

Il calazio, che si manifesta sottoforma di un rigonfiamento in genere indolore, può insorgere a tutte le età. Fattori favorenti l’insorgenza sono in genere precedenti blefarocongiuntiviti o orzaioli, ma anche fattori ormonali, fattori alimentari, stati carenziali o una scarsa igiene del bordo palpebrale.

Calazio: come si presenta?

Il quadro clinico è caratteristico: la mancata eliminazione del sebo prodotto dalla ghiandola determina la formazione di una cisti sottocutanea dura, rotondeggiante, circoscritta, di dimensioni variabili, poco o nulla dolente. In genere la cute non presenta segni di irritazione; soltanto nell’area corrispondente alla ghiandola infiammata la congiuntiva può presentarsi arrossata.

L’evoluzione del calazio è quanto mai varia: talvolta tende a regredire spontaneamente, anche se non scompare del tutto; spesso resta inalterato per molto tempo; altre volte passa spontaneamente alla fase suppurativa, assumendo le caratteristiche di un vero e proprio orzaiolo interno.

A volte il calazio può presentarsi in forma multipla, con l’interessamento di più ghiandole limitrofe: in questo caso si parla allora di calaziosi. Calazi multipli possono inoltre essere presenti contemporaneamente sia sulla palpebra superiore sia sulla palpebra inferiore o addirittura in entrambi gli occhi (condizione nota come calaziosi multipla bilaterale).

Talvolta la calaziosi può essere associata ad altre patologie quali dermatite seborroica, rosacea, blefarite cronica ma anche stati di immunodeficienza, tutte condizioni che possono richiedere delle indagini più approfondite.

Calazio: quali sono i sintomi?

La sintomatologia è poco accentuata, poiché il calazio in genere non desta dolore, a meno che non raggiunga dimensioni tali da causare fastidio o difficoltà nella motilità palpebrale o disturbi della vista. Se un calazio della palpebra superiore è di grosse dimensioni, può infatti arrivare a premere sulla cornea provocando astigmatismo e visione offuscata.

Qualche volta, oltre alla tumefazione data dal calazio stesso, possono essere presenti i seguenti sintomi:

  • arrossamento e gonfiore della palpebra
  • sensazione di fastidio causato dallo sfregamento
  • sensazione di prurito
  • infiammazione della congiuntiva
  • ptosi palpebrale (abbassamento della palpebra)
  • formazione di croste sul bordo esterno del rigonfiamento
  • offuscamento della vista
  • secrezione oculare
  • dolore (perlopiù associato alla pressione)
  • astigmatismo (dovuto a compressione del calazio sulla cornea)

Calazio: come curarlo?

Può non essere richiesto un trattamento per la cura del calazio, poiché circa un terzo dei calazi si risolve spontaneamente nel giro di 4-6 settimane.

L’applicazione di impacchi caldi, da effettuarsi più volte al giorno per almeno 10-15 minuti, associata a massaggi energici della palpebra, potrebbe accelerare il processo di guarigione, favorendo il drenaggio della ghiandola ostruita.

Se invece ci si trova in presenza di un calazio persistente, gli approcci terapeutici sono essenzialmente tre:

  1. terapia medica: prevede l’uso di pomate con associazione cortisonico/antibiotica;
  2. intervento chirurgico: consiste nella rimozione del calazio ed è indicato soprattutto nel caso di calazi di grandi dimensioni;
  3. iniezione intralesionale di steroidi: diversi studi hanno evidenziato che l’iniezione intracalaziale di cortisone può avere una efficacia sovrapponibile a quella dell’intervento di rimozione del calazio stesso. L’iniezione intralesionale di steroidi sembra però avere maggiore efficacia in caso di calazi di piccole dimensioni, multipli e marginali, mentre in caso di forme di calazio ricche di pus sembra essere evidente una migliore risposta alla terapia chirurgica. In alcuni casi possono rendersi necessarie due iniezioni a distanza di poche settimane, ma in caso di insuccesso della seconda iniezione si deve comunque procedere all’intervento chirurgico.

È consigliabile comunque intervenire con le iniezioni o con la chirurgia solo dopo avere effettuato almeno un mese di terapia conservativa a base di pomate contenenti antibiotici e cortisone. Solo in caso di insuccesso della terapia farmacologica è dunque consigliato intervenire con i metodi soprariportati.

Calazio: in cosa consiste l’intervento?

Il trattamento chirurgico del calazio consiste in piccolo intervento effettuato in anestesia locale. La procedura è semplice e prevede dapprima il ribaltamento della palpebra (eversione della palpebra) con una speciale pinza, dopodiché si effettua una incisione del tessuto palpebrale cui segue l‘asportazione del calazio e la pulizia (curettage del calazio) della ghiandola infiammata. Quasi sempre è necessario apporre dei punti di sutura. Dopo l’operazione, l’occhio viene bendato per qualche ora. I tempi di guarigione sono brevi. Nelle ore post-operatorie è possibile accusare un lieve dolore o fastidio. Il gonfiore palpebrale è quasi sempre presente ed è necessario qualche giorno per la sua riduzione completa. Le complicanze intra-operatorie possono includere l’asportazione incompleta del calazio con necessità di reintervento o il sanguinamento eccessivo della  palpebra, evenienze comunque poco frequenti. Rarissime le lesioni palpebrali. Nei giorni successivi la rimozione del calazio potrà essere necessaria l’applicazione di pomate o colliri antibiotici.

Quando rimuovere il calazio?

Non sempre è necessario rimuovere chirurgicamente un calazio. In alcuni casi, infatti, esso si risolve spontaneamente oppure le sue dimensioni sono tali da non destare alcun fastidio. L’intervento è in genere consigliato nei seguenti casi:

  • in presenza di un calazio di grandi dimensioni
  • se il calazio causa problemi nella visione
  • se il calazio causa dolore o fastidio
  • se tende a infettarsi spesso
  • se tende a recidivare

Calazio: come prevenirlo?

Solitamente la normale pulizia dell’occhio è sufficiente a mantenere puliti i dotti escretori delle ghiandole palpebrali. Tuttavia, in alcune persone particolarmente predisposte all’insorgenza del calazio può rendersi necessaria una pulizia più approfondita. Per prevenire l’insorgenza del calazio si può provvedere mattina e sera a una pulizia più accurata delle ciglia e del margine palpebrale utilizzando dei cotton fioc imbevuti di acqua calda. Alle donne è consigliata inoltre una attenta rimozione del make up. Struccarsi correttamente la sera prima di andare a dormire è un’abitudine necessaria per evitare che eventuali residui di trucco possano ostruire i dotti ghiandolari.

Calazio: alimenti da evitare

Alcuni studi ritengono che ci sia una correlazione tra calazio e alimentazione, e in particolare tra calazio e consumo di cibi grassi, solitamente accusati di aumentare la produzione di sebo. Seguire una dieta povera di grassi, evitando ad esempio gli insaccati e alcuni prodotti caseari, potrebbe quindi rivelarsi utile nel prevenire la formazione dei calazi. Da evitare è anche il consumo eccessivo di dolciumi e fritti, ai quali andrebbero preferite frutta e verdura fresca o cotta al vapore.

Calazio bambini cura

Così come gli adulti, anche i bambini possono andare incontro alla formazione di calazi. Anche in questi casi il calazio deriva da un’ostruzione di una ghiandola sebacea. I sintomi che il bambino può avvertire possono variare, ma in genere si tratta di un fastidio all’occhio che il piccolo può tentare di alleviare sfregandolo, con il rischio di aggravare il problema. Se per un adulto il consiglio di uno specialista può essere opportuno, per i bambini una visita è assolutamente consigliata. Nel frattempo, potrebbe essere utile l’applicazione di impacchi caldo-umidi sulla palpebra colpita dal calazio per favorirne il drenaggio. È bene inoltre far lavare spesso le mani al bambino ed evitare che si sfreghi gli occhi per non causare un peggioramento della situazione.

Come curare un calazio con rimedi naturali

Il rimedio naturale più efficace è indubbiamente il calore. L’uso di impacchi di acqua calda (ma non bollente), da effettuarsi preferibilmente con garze sterili monouso, più volte al giorno, può favorire la fuoriuscita del secreto liberando la ghiandola ostruita.

Un altro rimedio può essere quello di effettuare dei massaggi energici sulla palpebra con movimenti dal basso verso l’alto o dall’alto verso il basso in direzione del bordo palpebrale, a seconda della localizzazione del calazio. Anche in questo caso, l’obiettivo è quello di favorire il drenaggio della ghiandola.

In quanto all’uso di rimedi omeopatici (es. pomate alla calendula o altri prodotti fitoterapici) o impacchi a base di infusi di erbe, quali la camomilla, il consiglio è di richiedere il parere del medico prima di praticarne l’applicazione, poiché potrebbero scatenare delle reazioni allergiche avverse e provocare un peggioramento dell’infiammazione .

Fonti:
J.J. Kanski, Oftalmologia clinica
M. Miglior, Oftalmologia clinica
G.J.B. Simon-N. Rosen-M. Rosner-A. Spierer, Iniezione intracalaziale di triamcinolone acetonide versus incisione e curettage nel trattamento del calazio primitivo: studio prospettico e randomizzato

Cristina Leone

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