sindrome vagale

Sindrome vagale: cause, sintomi e cura

Andrea Tarantino Neurologia

La sindrome vagale è così chiamata perché causata da un problema nella funzionalità del decimo paio dei nervi encefalici (nervo vago o pneumogastrico), i quali esistono con il nome di destro e sinistro. Entrambi hanno un’origine comune al livello del solco dei nervi misti, presente nella parte più bassa del tronco encefalico (il midollo allungato), per poi formare il nervo più lungo del corpo umano, che si va a distribuire agli organi del torace e dell’addome. Può essere considerato come il componente principale della sezione parasimpatica del sistema nervoso autonomo.

Un pò di anatomia

Il nervo vago fornisce fibre parasimpatiche a tutti gli organi dal collo fino all’addome, ad eccezione delle ghiandole surrenali. Controlla inoltre alcuni muscoli scheletrici, come i muscoli della laringe e i costrittori faringei. Tra le funzioni principali abbiamo quella dei produrre i succhi gastrici e regolare i movimenti peristaltici dell’intestino e dello stomaco durante la digestione. La componente parasimpatica del sistema nervoso autonomo del cuore è fornita dal nervo vago. Il nervo vago di destra innerva il nodo senoatriale e la sua stimolazione porta a bradicardia. Il suo corrispondente sinistro ha effetti più moderati ed è indirizzata principalmente verso le fibre atriali. Una stimolazione sinistra inappropriata può indurre, in alcuni pazienti, ad un blocco atrioventricolare. In conclusione il nervo vago è responsabile (oltre al controllo della frequenza cardiaca, della peristalsi gastrointestinale) della sudorazione, di alcuni movimenti della bocca inclusi i muscoli del parlato e della respirazione (tenendo aperta la laringe). Riceve inoltre sensazioni dall’orecchio esterno attraverso il nervo di Alderman e parte delle meningi. La sindrome, colpendo questo nervo, ne altera la sua funzionalità. La manifestazione più comune è quella di uno svenimento del soggetto.

Due tipologie di sindrome vagale

Ne possiamo riconoscere due tipologie:

  1.  classica: che si caratterizza per sintomi canonici e dalla presenza di un fattore scatenante evidente che ne è causa. Di solito di natura emozionale (spavento, dolore, emozioni, percezione fastidiosa etc.) o di genere ortostatico (permanenza in posizione eretta troppo a lungo).
  2. non classica: che si manifesta senza un motivo chiaro e quindi ha fattori scatenanti misteriosi.

Solitamente la forma classica è associata a persone giovani in buone condizioni di salute, mentre quella non classica interessa maggiormente gli anziani che lamentano dolori dovuti all’età.

 

Cause della sindrome vagale

La sindrome vagale è quindi causata da un’infiammazione del nervo che può derivare da diversi fattori come:

● STRESS
ANSIA
● ALIMENTAZIONE NON CORRETTA
● ARTROSI CERVICALE

I primi due punti di natura prettamente psicologica possono causare tensioni eccessive del nervo provocando così spiacevoli conseguenze che analizzeremo in seguito. Anche un’alimentazione di natura lipidica crea cambiamenti fisiologici del nervo, influenzando le soglie di sazietà e portando all’obesità. Un’alimentazione basata su frutta e verdure e sull’integrazione di vitamine e minerali sembra aver dimostrato una protezione contro l’infiammazione del nervo vago. L’artrosi cervicale che in genere colpisce adulti al di sopra dei 50 anni di età, colpisce il rachide cervicale e può portare a spiacevoli conseguenze. Connessi all’artrosi cervicale sono il dolore e la rigidità del collo, che impediscono una corretta mobilità della testa e delle articolazioni. Il trattamento di questa malattia è difficile e mai definitivo e si consiglia riposo e l’uso di corticosteroidi in caso di una grave infiammazione. L’artrosi cervicale tende a diventare cronica, ma nella maggior parte dei casi non è progressiva. Essa può essere causata anche da una postura errata, ovvero se si sta in piedi per lungo tempo senza cambiare posizione o se si sta seduti con un’errata postura del tratto cervicale, si può avere una infiammazione del nervo causato dall’effetto compressivo dei muscoli cervicali.

Sintomi della sindrome vagale

Il nervo vago essendo abbastanza esteso e controllando diversi organi può causare diversi sintomi oltre ad i più pericolosi svenimenti e sincopi. Nelle persone affette da sindrome vagale si può manifestare il sintomo della nausea, soprattutto al mattino; forti crampi intestinali, alla bocca dello stomaco e del piloro; vertigini; tachicardia con aumento della frequenza cardiaca, anche oltre 100 bpm; nevralgia cefalee e più genericamente mal di testa. Questi sintomi sono molto importanti perché possono costituire un campanello di allarme per effettuare un primo soccorso per prevenire lo svenimento, come far distendere la persona e farle alzare e distendere le gambe oppure farle bere d’acqua zuccherata.
La sindrome vaso vagale, si verifica quando il corpo reagisce in modo eccessivo ad alcuni stimoli, come la vista del sangue o estremo disagio emotivo. Questi fattori causano una breve perdita di conoscenza dovuta ad un improvviso abbassamento della pressione arteriosa che riduce il flusso di sangue al cervello portando allo svenimento.

Sindrome vagale: cura

Come le altre patologie che possono avere origine psichiatrica, anche per la sindrome vagale (causata principalmente da stress ed ansia) è molto importante investigare le cause, riconoscerle, ed imparare a gestirle ed evitarle
Uno strumento diagnostico molto efficace è rappresentato dal “tilt test”. Il tilt test consiste nel rilevare battiti cardiaci e pressione arteriosa del paziente sia in posizione eretta che in posizione supina. I dati raccolti da questo test, uniti al manifestarsi dei sintomi prima descritti ed eventualmente di un ECG permettono al medico di diagnosticare o meno la sindrome.
Una volta accertati di trovarci di fronte ad una sindrome vagale il medico può consigliare alcuni trattamenti tra i quali:

  • Manovra di Valsalva utilizzata per stimolare il nervo vago. Questa manovra consiste in una compensazione forzata dell’orecchio ottenuta tappando il naso. In questo modo viene esercitata una forte pressione sul paziente. Essendo una manovra molto delicata, deve essere eseguita da personale esperto altrimenti si rischia di peggiorare la situazione.
  • Massaggio del seno carotideo. Vengono stimolate le fibre simpatiche e parasimpatiche del seno carotideo, inducendo attraverso queste ultime un aumento dell’attività vagale
  • Alimentazione sana ed equilibrata ricca di frutta e verdura
  • Impulsi elettrici. Questo è un trattamento prescritto solo se fortemente necessario, solamente in casi di crisi comiziali o resistenza ad i farmaci. Se stimolato tramite impulsi elettrici, il nervo vago trasmette tali impulsi a specifiche aree del cervello che regolano importanti funzioni quali la regolazione dell’umore, del sonno, dell’appetito, della motivazione e di altri importanti sintomi. La stimolazione del nervo vago attraverso impulsi elettrici (Vagus nerve stimulation) costituisce una vera e propria terapia medica che può risultare efficace nei casi di epilessia e depressione farmaco-resistenti.
  • Farmaci su prescrizione medica. Non esistono farmaci specifici ma solitamente vengono somministrati betabloccanti, cortisonici, simpaticomimetici, antidepressivi.
  • Impianto di pacemaker, ma solo in casi molto rari accompagnati da sincopi ricorrenti.

Tuttavia, manovre terapeutiche come il massaggio carotideo, o Valsalva ripetute sono pratiche che, se usate in modo inappropriato, possono portare il paziente incontro a gravi conseguenze aritmiche, come blocchi atrio-ventricolari o fibrillazioni ventricolari. Pertanto è buona norma lasciare tali pratiche al personale medico e infermieristico, senza mai eseguirle autonomamente

 

 

Andrea Tarantino