cefalea

Cefalea: cause, sintomi e rimedi

Roberta Bartolozzi Neurologia

Chi almeno una volta nella vita non è stato colpito da un forte mal di testa? Credo tutti! Diverse sono le cause, non sempre identificabili. La cefalea è una patologia da non sottovalutare. Soltanto chi ne soffre può comprendere l’entità del problema. Rappresenta una delle ragioni che spingono più di frequente le persone a rivolgersi al proprio medico. Cefalea è un termine generico e sta ad indicare la sintomatologia dolorosa accompagnata da altri sintomi variabili. Ogni forma di cefalea si manifesta con i propri sintomi e si verifica per tantissime ragioni uniche tra loro. Inoltre, il trattamento non è mai lo stesso e varia da caso a caso. Una volta individuato il tipo di cefalea, il medico potrà indicare il trattamento più idoneo per attenuare i sintomi e addirittura prevenire il suo arrivo.

Quali sono i diversi tipi di cefalea?

Cos’è la cefalea? In tanti si pongono questa domanda. L’International Headache Society (centro specializzato per i problemi legati alla cefalea)  ha fatto una classificazione delle diverse tipologie di cefalea (il cui significato è: che colpisce l’encefalo), suddividendole in forme primitive e secondarie.

  • Le cefalee primitive sono quelle in cui i sintomi rappresentano la stessa malattia;
  • Le cefalee secondarie sono quelle provocate da altre malattie o altre cause.

Ci sono 150 diversi tipi di mal di testa. I più comuni sono:

  • Cefalea tensiva: sono il tipo più comune di mal di testa tra adulti e adolescenti. Causano dolore lieve o moderato e vanno e vengono nel corso del tempo. Raramente si manifestano altri sintomi. E’ una forma cronica caratterizzata da un senso di oppressione bilaterale, a banda. Il dolore ha un esordio lento ed è discontinuo o persistente anche per molti giorni. La causa non è completamente nota. Pare che la componente genetica sia molto rilevante. Il termine cefalea di tipo tensivo indica che il dolore è prodotto da tensione nervosa e muscolare, ma non ci sono prove chiare.
  • Emicrania: questa forma è la seconda più comune causa di cefalea. Colpisce il 15% delle donne e il 6% degli uomini. È invalidante ed è accompagnata da dolori intensi. Questa cefalea è spesso descritta come pulsante. A volte viene preceduta dall’aura, ossia delle sensazioni neurologiche (lampi di luce, scie irregolari) che presagiscono l’arrivo di un attacco. Può avere una durata che va dalle 4 ore fino ad arrivare ai 3 giorni. Di solito si verifica una o più volte al mese. Insieme al dolore, le persone lamentano altri sintomi, come una forte sensibilità alla luce (fotofobia), al rumore o agli odori; nausea o vomito; perdita di appetito; e dolore allo stomaco e al ventre. Quando un bambino soffre di emicrania, appare pallido, lamenta vertigini e ha una visione offuscata, febbre e stomaco in subbuglio. Una piccola percentuale di emicrania dei bambini comprende problemi digestivi, come vomito, che si verificano una volta al mese. Nei pazienti con emicrania il cervello è particolarmente sensibili agli stimoli ambientali e sensoriali. Tale sensibilità è accentuata nelle donne nel periodo mestruale a causa degli squilibri ormonali. Si manifesta un’eccessiva sensibilità alle luci vivide, ai suoni. Anche un’attività fisica intensa può essere causa di emicrania (emicrania da sforzo), e anche i cambiamenti della pressione barometrica, i temporali, le stimolazioni chimiche.
  • Cefalea a grappolo: questo tipo di cefalea è forse il peggiore ma anche il più raro (ha una frequenza  nello 0,1 % della popolazione). Prende anche il nome di cefalea da suicidio proprio per indicarne la gravità. È intensa e si percepisce un dolore bruciante e perforante dietro o attorno ad un occhio, e può essere pulsante o fisso. Il dolore può essere così intenso che la maggior parte delle persone con cefalea a grappolo non riesce a stare fermo durante un attacco. Nel lato del dolore, la palpebra si sgonfia, l’occhio diventa rosso, la pupilla diventa più piccola o l’occhio lacrima. La narice cola. Questa cefalea prende il nome di cefalea a grappolo poichè le crisi vengono in gruppo: due o tre volte al giorno fino a 2 settimane e addirittura 3 mesi.  Ogni attacco di mal di testa ha una durata che va dai 15 minuti alle 3 ore e spesso sveglia il paziente mentre dorme. Le cefalee possono scomparire completamente (andare in “remissione”) per mesi o anni, per poi tornare di nuovo. Gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne.
  • Cefalea da sinusite. Si tratta di una cefalea secondaria poichè la causa scatenante è l’infiammazione dei seni (sinusite). Si sente un dolore acuto, profondo e costante nello zigomo, sulla fronte (cefalea frontale) o sul naso. Si verifica quando le cavità della testa, chiamate seni, si infiammano. Il dolore di solito viene accompagnato da altri sintomi del seno, come ad esempio il naso che cola, sensazione di pienezza dentro le orecchie, febbre e gonfiore nella faccia. La causa scatenante la cefalea è un’infezione virale, a cui si associa perdite di muco giallo, verde dal naso.
  • Cefalea ormonale: le donne possono avere mal di testa a causa di un cambiamento dei livelli ormonali durante il ciclo mestruale (cefalea catameniale o cefalea premestruale), la gravidanza e la menopausa.

Le suddette cefalee sono le più comune. Ve ne sono tante altre tra cui:

  • Cefalea primitiva trafittiva idiopatica. Si manifesta con un dolore trafittivo limitato alla testa, o raramente al volto, che dura per pochi secondi o minuti. I pazienti descrivono il dolore come “da punteruolo per il ghiaccio” o da “colpi di stiletto”. In genere colpisce chi già soffre di un’altra forma di cefalea.
  • Cefalea primitiva da sforzo. Può essere causata da qualsiasi tipo di attività fisica. Spesso ha un carattere pulsante come l’emicrania. Può essere prevenuta evitando sforzi eccessivi , in ambienti caldi o a grandi altezze. Il dolore può durare da pochi minuti a 24 ore, colpisce entrambi i lati ed è inizialmente pulsante.
  • Cefalea primitiva associata ad attività sessuale (cefalea coitale). L’eccitazione sessuale può sfociare in cefalea. Si manifesta con dolore sordo che diventa intenso nel momento dell’orgasmo.
  • Cefalea ipnica (notturna). Si tratta di una sindrome cefalalgica che comincia poche ore dopo l’addormentamento. Dura in genere dai 15 ai 30 minuti. Dopo essersi riaddormentati i pazienti vengono svegliati da un altro attacco dopo poche ora dal primo. I sonnellini pomeridiani potrebbero causare questo tipo di cefalea. Le donne sono le più colpite, in particolare le over 60.
  • Cefalea cervicogenica. Il termine “cefalea cervicogenica” indica una tipologia di pazienti che lamentano sia mal di testa ma anche dolore al tratto cervicale. Rappresenta circa il 15 delle cefalee. Le donne sono le più colpite.
  • Cefalea postprandiale. Si tratta di un tipo di cefalea che si verifica dopo aver mangiato, nella fase della digestione.
  • Cefalea da tosse. La cefalea primitiva da tosse è una cefalea che inizia improvvisamente, dura per alcuni minuti ed è provocato dall’atto di tossire. La si può prevenire evitando la tosse, gli starnuti, il riso o il piegarsi in avanti.

Quali sono le cause?

Il dolore che si sente durante un attacco di cefalea proviene da un insieme di segnali tra il cervello, i vasi sanguigni e i nervi vicini. Le terminazioni nervose dei vasi sanguigni e dei muscoli della testa si attivano e trasmettono segnali di dolore. Ma innanzitutto non è chiaro perché questi segnali si scatenino. La cefalea viene pertanto definita vasomotoria, proprio perchè coinvolge l’attività dei vasi sanguigni. 

Le persone spesso soffrono di mal di testa a causa di:

  • Malattie: un’infezione, il freddo o la febbre. Sono anche comuni delle condizioni come la sinusite (infiammazione dei seni), un’infezione della gola o un’infezione all’orecchio. In alcuni casi, le cefalee possono essere il risultato di un colpo alla testa o raramente, segno di un problema medico più grave.
  • Stress: lo stress emotivo, la depressione. L’uso di alcol. Saltare i pasti. I cambiamenti del sonnoPrendere troppi farmaci. Altre cause includono gli sforzi, i dolori alla schiena e al tratto cervicale (cefalea cervicale) e una postura sbagliata. 
  • Ambiente, compreso il fumo di tabacco  passivo, odori forti provenienti da prodotti chimici per la casa o profumi, allergeni e alcuni alimenti. E ancora inquinamento, rumore, illuminazione e cambiamenti climatici sono altri possibili cause. Le cefalee, soprattutto le emicranie, tendono ad essere ereditarie. La maggior parte dei bambini e degli adolescenti (90%) che soffrono di emicrania hanno anche altri membri della famiglia con lo stesso problema. Se entrambi i genitori hanno una storia di emicranie, c’è una probabilità del 70% che il loro bambino ne venga colpito. Se un genitore soltanto ha una storia di cefalee, il rischio scende al 25% -50%.

I medici non sanno esattamente quale sia la causa delle cefalee. Si pensa che siano causate da un’attività cerebrale insolita, che provoca cambiamenti nei vasi sanguigni. Alcune forme di emicranie sono legate a problemi genetici in alcune parti del cervello. Troppa attività fisica può anche essere una causa di cefalea. 

I sintomi di una cefalea grave

Il paziente che lamenta una cefalea intensa di nuova insorgenza ha bisogno di una diagnosi diversa rispetto a chi soffre di cefalea cronica, o che si manifesta da diversi anni. Nei casi di cefalea di nuova insorgenza la probabilità di trovare una causa grave è maggiore rispetto ai casi di cefalea ricorrente. Tra le gravi cause vi sono:

  • Meningite.  Si manifesta con cefalea acuta, febbre e rigidità nucale. In questo caso si rende necessaria una puntura lombare. A volte il dolore peggiora roteando gli occhi. Spesso si confonde la meningite con l’emicrania dal momento che i sintomi sono simili tra loro: dolore grave, fotofobia, nausea e vomito.
  • Emorragia cerebrale. Nel caso di cefalea intensa e acuta con rigidità nucale ma assenza di febbre, si potrebbe trattare di un’emorragia cerebrale, rottura di un aneurisma, malformazione arterovenosa, emorragia intraparenchimale.
  • Glaucoma. Si può manifestare con una cefalea associata a nausea e vomito. Inizia in genere con un dolore oculare intenso. Si effettua l’esame dell’occhio che è spesso rosso con la pupilla fissa e dilatata.
  • Arterite temporale. Si tratta di un’infiammazione della circolazione carotidea extracranica. Si manifesta in età avanzata e colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini. I sintomi iniziali sono la cefalea, la polimialgia reumatica, claudicatio mandibolare, febbre e perdita di peso.
  • Sinusite purulenta

In questo caso si parla di cefalee secondarie

Quando sono presenti manifestazioni preoccupanti, si rende necessario informare il medico che saprà consigliare la terapia più idonea. La prima cosa da fare è un esame neurologico completo. In particolare una TAC o un RM. Anche lo stato psicologico del paziente assume un’importanza fondamentale, poichè esiste una forte relazione tra cefalea e depressione. Infatti i pazienti con cefalea cronica possono diventare depressi. In questo caso il medico potrebbe prescrivere dei farmaci antidepressivi (laroxyl ad esempio) sia per la cefalea tensiva che per l’emicrania.

La cefalea può manifestarsi anche dopo un intervento chirurgico otorinolaringoiatrico e odontoiatrico. Il tumore è raramente una causa di cefalea. Nella maggior parte dei pazienti con cefalea grave la causa del dolore è benigna.

Qual’è la differenza tra emicrania e cefalea?

L’emicrania è una tipologia di cefalea. Mentre le cefalee hanno come sintomo principale soltanto il dolore, le emicranie invece colpiscono soltanto un lato della testa e manifestano anche altri sintomi tra cui la fotofobia.

La diagnosi

Una volta diagnosticato il tipo di cefalea, si può iniziare il giusto piano di trattamento per attenuare i sintomi. Il primo passo è parlare con il medico che dopo aver effettuato la visita, chiederà di descrivere i vari sintomi e la loro frequenza. È importante essere il più completi possibile nella descrizione. Puoi tenere traccia dei dettagli in un diario del mal di testa per aiutare il medico a diagnosticare il tuo problema. La maggior parte delle persone non ha bisogno di test diagnostici speciali. Ma a volte, i medici suggeriscono una TAC o una risonanza magnetica per cercare se sussistono dei problemi nel cervello che potrebbero causare il mal di testa. Le radiografie del cranio non sono utili. Un EEG (elettroencefalogramma) può essere inutile se non si è persa conoscenza durante gli attacchi. In alcuni casi viene effettuata una puntura lombare (rachicentesi). La valutazione della cefalea acuta deve includere l’indagine sullo stato cardiovascolare e renale attraverso il monitoraggio della pressione arteriosa e l’esame delle urine, così come un’indagine oculistica con l’esame del fondo dell’occhio.

Se i sintomi del mal di testa peggiorano o si verificano più spesso nonostante il trattamento, chiedi al medico di indirizzarti verso un medico specialista dei disturbi legati alla cefalea.

Come curare la cefalea? I rimedi

Il medico può indicare diversi tipi di cura. Potrebbe anche suggerire ulteriori test o consigliare di recarti presso uno specialista. Il trattamento di cui hai bisogno dipenderà da molte cose, incluso il tipo di mal di testa, con quale frequenza avvengono gli attacchi e la sua causa. Alcune persone non hanno bisogno dell’aiuto di un medico. Riescono a gestire gli attacchi tramite i farmaci, i FANS in particolare. I rimedi naturali non sembrano essere efficaci contro la cefalea.

Invece nel caso di cefalea acuta e invalidante vediamo quali sono le cure in base alla tipologia di emicrania:

  1. Cefalea Tensiva: il dolore viene trattato con semplici analgesici come il paracetamolo (tachipirina), acido acetilsalicilico (aspirina) e i FANS. Anche il rilassamento può essere utile.
  2. Cefalea a grappolo: il trattamento migliore è la somministrazione di farmaci per prevenire gli attacchi a grappolo fino a completo superamento della crisi. Negli attacchi acuti può essere utile l’ossigenoterapia, la somministrazione di spray nasali a base di sumatriptan (20mg) e zolmitriptan (5 mg). Se la terapia farmacologica non è sufficiente può essere praticata la neurostimolazione: la stimolazione cerebrale profonda della regione della sostanza grigia dell’ipotalamo posteriore, oppure la stimolazione del nervo occipitale.
  3. Emicrania: la terapia consiste nella somministrazione di indometacina; gli altri FANS non hanno alcun effetto. In particolare l’iniezione intramuscolare di 100 mg di indometacina sembra essere l’unico mezzo diagnostico. Oppure un ciclo di somministrazione orale di indometacina incominciando con 25 mg tre volte al giorno, quindi 50 mg e infine 75 mg tre volte al giorno. Anche il topiramato può essere utile per alcuni pazienti.

Articolo revisionato dal dott. Giorgio Amico

Roberta Bartolozzi