cefalea oftalmica

Cefalea oftalmica: cos’è? Sintomi, cause e rimedi

Marco Giglia Neurologia

La cefalea, detta comunemente mal di testa, è uno dei disturbi più frequenti al mondo. Si presenta con una spiacevole sensazione di dolore cranico, che può essere localizzato o diffuso, pulsante o fisso, accompagnato a volte da altri tipi di sintomi.

La cefalea oftalmica (o emicrania con aura) consiste in una particolare forma di cefalea dovuta alla vasocostrizione dei vasi sanguigni dell’organo della vista, ovvero l’occhio e tutte le sue strutture. Può essere causato da semplici vizi refrattivi non corretti (miopia, astigmatismo, ipermetropia) oppure da patologie oculari che rendono difficile la vista (come la cataratta), o ancora può avere un’origine di altro tipo (ad esempio l’infiammazione del nervo cranico trigemino).

La cefalea oftalmica viene preceduta da strani e particolari fenomeni visivi e/o neurologici che prendono il nome di “aura”, della durata in genere di circa 20-30 minuti.

Sintomi della cefalea oftalmica

Nella forma classica la cefalea oftalmica presenta quattro fasi. La prima fase è detta prodromica e si presenta con un senso di leggerezza, di torpore, irritabilità, introversione, difficoltà ad esprimersi verbalmente.

La seconda fase è caratterizzata dalla perdita della percezione della distanza degli oggetti e dall’aura. Essa si presenta come una piccola macchia cieca che appare nella visione centrale con una scintillante luce a zig-zag nel suo interno. Questa macchia si allarga e si sposta di lato, permanendo per un periodo di 20-30 minuti. Quando le sue dimensioni aumentano, la macchia assume la forma di una mezzaluna con all’interno una sorta di luce lampeggiante difficile da ignorare, tanto che alcuni individui temono di stare per subire un infarto cardiaco. In realtà si tratta di un fenomeno innocuo, tranne che in quelle persone in cui successivamente si presenta mal di testa o emicrania. Il fenomeno visivo in genere interessa lo stesso lato della visione in ogni occhio, anche se sembra essere sempre più evidente in un occhio rispetto all’altro. Alcuni riportano differenti sintomi del fenomeno, con il coinvolgimento della visione centrale o descrivendolo come simile al “calore che si solleva da una macchina”. Altri lo descrivono come un effetto simile al “caleidoscopio”, con porzioni di vista mancanti. Tutte queste variazioni sintomatiche rientrano comunque nella definizione di emicrania oftalmica.

Nella terza fase la cefalea si fa acuta, localizzata in genere ad un lato della testa, con perdita di sensibilità alle dita delle mani e al palato, nausea, vertigini, disturbi del linguaggio, nausea e vomito nelle crisi particolarmente forti.

La quarta fase è caratterizzata dalla remissione; permane un senso di svuotamento, di estrema prostrazione fisica e mentale.

Le prime due fasi della cefalea oftalmica durano in media dai 5 ai 20 minuti, generalmente non si protraggono per più di un’ora. Il mal di testa invece ha una lunga durata che varia da 4 ore sino a casi limite di 2 o 3 giorni.

Cause della cefalea oftalmica

Nonostante i molti studi effettuati non sono ancora stati individuate le cause di questo tipo di emicrania, l’unica cosa ormai assodata è che si tratta di una risposta a livello neurologico a stimoli specifici dati da disturbi che sono comuni a quasi tutte le persone colpite; i disturbi sono legati principalmente e a problemi di vista e secondariamente a cause di tipo diverso. Gli studi in merito alle cause di questo disturbo si stanno muovendo in due direzioni, una genetica ed una vascolare.

Cause genetiche: L’aumento dei casi negli ultimi quarant’anni nei paesi sviluppati ha fatto prendere in seria considerazione l’ereditarietà di questo tipo di cefalea, in alcuni casi sono stati infatti isolate e identificate mutazioni genetiche.

Cause vascolari: Questa teoria era quella più seguita prima della teoria sull’origine genetica del disturbo, si ipotizzava che una vasodilatazione extracranica fosse la causa di emicrania oftalmica, ma tale alterazione del flusso sanguigno non era presente in tutti i pazienti studiati.

I disturbi della vista che possono essere causa di cefalea sono molti:

  • Affaticamento visivo (astenopia): è un problema comune a molte persone, si presenta quando i muscoli che muovono il bulbo oculare si sforzano per il troppo lavoro, sia per intensità che durata, è comune quando stiamo troppo tempo davanti il computer, videogames o la televisione.
  • Astigmatismo: quando la cornea non è perfettamente sferica non riesce a formare bene l’immagine di un oggetto sulla retina, la persona colpita da astigmatismo ha problemi di vista sia da vicino che da lontano, sforzandola per mettere continuamente a fuoco un oggetto può facilmente soffrire di cefalea oftalmica.  Ipermetropia: la cefalea in questo caso nasce dal fatto che i raggi di luce si mettono a fuoco oltre la retina, l’occhio per sopperire a questo problema modifica la forma del cristallino contenuto al suo interno, con uno sforzo continuo che provoca stanchezza.
  • Miopia: nella miopia il problema è opposto all’Ipermetropia, infatti in questo caso i raggi luminosi non arrivano alla retina ma vengono messi a fuoco davanti essa e gli oggetti più lontani sono perennemente sfuocati, il continuo sforzo può danneggiare il nervo ottico e provocare una cefalea oftalmica cronica.

Oltre a queste abbiamo anche l’infiammazione del nervo trigemino: si tratta del V nervo cranico, parte praticamente in corrispondenza dell’orecchio e si distende attraverso tutto il volto, un’infiammazione del trigemino può, tra le altre cose, causare emicrania oftalmica

Anche se i casi di cefalea per problemi alla vista sono preponderanti possono esserci altre cause, le più comuni sono:

  • stili di vita stressanti;
  • fattori legati all’ambiente;
  • vasocostrizione, spasmi dei vasi sanguigni dietro il bulbo oculare;
  • cambiamenti ormonali;
  • farmaci;
  • eccesso di sodio nell’alimentazione
  • sonno disturbato.

Cefalea oftalmica cronica

Secondo l’international Classification of Headache Disorders un individuo si può dire affetto da cefalea cronica se questa è presente per più di 15 giorni al mese con caratteristiche emicraniche e/o tensive per almeno tre mesi.             Il trattamento preventivo è consigliato quando il paziente accusa più di due crisi emicraniche al mese, parzialmente o totalmente disabilitanti, della durata complessiva di almeno quattro giorni.

Cefalea oftalmica senza mal di testa

Alcune persone hanno i sintomi dell’aura senza che questa venga seguita da mal di testa, e questo può causare molta preoccupazione nel paziente. Questa forma è detta cefalea oftalmica sine cefalea.

In forma più grave possono comparire anche questi sintomi:

  • perdita delle forze di varia entità;
  • disturbi di fotofobia;
  • disturbi del linguaggio;
  • altri disturbi neurologici.

Rimedi per la cefalea oftalmica

In caso di cefalea oftalmica è bene effettuare subito una visita oculistica molto approfondita. La terapia in caso di cefalea oftalmica prevede un trattamento in cui si va ad agire sui sintomi con farmaci ad azione rapida. Con farmaci aspecifici come i FANS e gli antiemetici si agisce sul dolore (il sintomo principale) e la nausea, con farmaci specifici che appartengono invece alla famiglia dei triptani (sostanze serotoninergiche) si agisce sulle cause neurologiche.

Molto utili in caso di cefalea oftalmica causata da stress sono rimedi naturali quali l’assunzione di infusi di valeriana, camomilla e melissa ad azione calmante, così come la pratica dello yoga.

 

Prevenzione della cefalea oftalmica

La prevenzione è sostanzialmente la prima e la migliore arma che abbiamo contro l’emicrania oftalmica, per esempio:

  • l’uso di occhiali per correggere eventuali disturbi o comunque scongiurare l’affaticamento degli occhi è sicuramente una delle strategie più vincenti nel trattamento di questo disturbo.
  • agire su tutti quelli che possono essere i fattori ambientali (primo fra tutti lo stress) è sicuramente un modo efficace per prevenire l’emicrania oftalmica.

I soggetti affetti da cefalea oftalmica possono trovare giovamento con l’assunzione di sane norme dietetico-comportamentali:

  •  evitare fattori che possono favorire  la comparsa di cefalea come il fumo di sigaretta, gli ambienti fumosi e scarsamente areati, il consumo di alcolici, il caldo eccessivo e i rumori intensi;
  • evitare alimenti che possono contenere molecole come glutammato monosodico, nitriti e lattosio implicati nell’insorgenza di attacchi di emicrania: latticini, formaggi stagionati, cibo cinese, uova, cioccolato, agrumi, pomodoro e altri.
  •  fondamentali sono poi le visite di controllo periodiche presso un oculista di fiducia, proprio per evitare che la mancata consapevolezza di un dato disturbo (miopia, astigmatismo, ipermetropia, etc) possano causare un’emicrania oftalmica o qualsiasi altro tipo di problema.

Terapia chirurgica della cefalea oftalmica cronica

Si tratta del posizionamento di neurostimolatori dei nervi occipitali, una tecnica messa a punto negli ultimi anni per il trattamento di alcune cefalee croniche, tra cui l’emicrania cronica, la cefalea a grappolo cronica e l’emicrania continua.

Nel complesso trigemino-cervicale confluiscono fibre afferenti trigeminali e provenienti dal territorio posteriore di capo e collo; esso gioca un ruolo importante nella fisiopatologia dell’emicrania cronica.

Spesso gli emicranici lamentano dolore anche alle regioni posteriori del capo e del collo, talvolta sotto forma di tensione dei muscoli cervicali (fenomeno che probabilmente è alla base della diffusa credenza popolare che l’artrosi cervicale sia una causa frequente di cefalea). Già alcuni anni fa uno studio condotto tramite PET aveva dimostrato che la SNO è in grado di modulare l’attività neuronale in aree chiave della fisiopatologia dell’emicrania, quali il tronco dell’encefalo e l’ipotalamo (pulvinar); il pulvinar in particolare è un’area che si “accende” quando un dolore cronico viene alleviato.

Sembra che una sovrasaturazione di stimoli sensitivi non dolorosi sia in grado di inibire input dolorifici provenienti non solo dalle regioni posteriori del capo ma anche, a causa della convergenza delle fibre, dai territori innervati dal trigemino.

Fonti:

Dizionario medico Larousse

La Cefalea Oftalmica, del Dott. Duilio Siravo