sintomi della tubercolosi polmonare

QUALI SONO I SINTOMI DELLA TUBERCOLOSI?

Raluca Elena strachinariu Malattie infettive

A seconda degli stadi in cui si presenta la tubercolosi c’è una varietà di sintomi.

Infatti, in seguito all’esposizione alla tubercolosi si manifesta l’infezione primaria con tosse poco evidente. Ci possono essere segni radiologici di ipertrofia (aumento del volume cellulare) dell’ilo polmonare.  Durante l’infezione tubercolare latente non c’è alcuna malattia manifesta, ma si ha una sensibilizzazione dei linfociti T (test della tubercolina o IGRA-Test risultano positivi). Quando invece si ha la malattia tubercolare conclamata si fa una distinzione tra:sintomi della tubercolosi polmonare

  • Tubercolosi primaria in cui si ha lo sviluppo di una malattia poco dopo l’infezione (spesso in persone immunodepresse e prima infanzia) con febbre, tosse, ipertrofia dei linfonodi, versamento pleurico (accumulo eccessivo di liquido nello spazio tra polmoni e cavità toracica, dopo che è stato prodotto in quantità esagerate nella cavità pleurica delimitata dal foglietto pleurico viscerale e dal foglietto parietale che rivestono i polmoni).
  • Riattivazione: Infestazione polmonare e/o extrapolmonare con sintomi analizzati in dettaglio in seguito.
  • Conseguenze tardive della tubercolosi: si possono avere lesioni fibrotiche, bronchiettasie (dilatazioni irreversibili di una porzione dell’albero bronchiale dei polmoni), calcificazioni, cicatrici.

Le cure per la tubercolosi mirano a minimizzare le conseguenze tardive, ma per permettere la completa guarigione è fondamentale una diagnosi precoce. Solo un’attenzione mirata a partire dai primi sintomi permette tutto questo.

Sintomi della tubercolosi post-primaria:

La più comune manifestazione di tubercolosi post primaria (riattivazione) è l’infiltrato precoce di Assman. Si tratta di un processo tubercolare a sede retro o sottoclaveare (dietro o sotto la clavicola); esordisce come nodulo (tumefazione cutanea),  ma può associarsi ad una reazione essudativo-nodulare (formazione nodulare con dentro liquido ad alto contenuto proteico, fuoriusciti dai vari in seguito ad un processo infiammatorio) a carico di tutto il lobo (lobite). I sintomi di esordio sono molto variabili: in alcuni pazienti la patologia si rivela con emottisi solo dopo la formazione di una caverna, in altri precocemente compaiono disturbi simil-influenzali. In caso di lobite il paziente riferisce un tipico dolore toracico sordo e profondo.  Se non trattata, ha un’evoluzione rapidamente fatale. La malattia tubercolare post primaria potrebbe rivelarsi anche come una broncopolmonite a focolai disseminati. I focolai tendono in breve tempo a confluire ed a escavarsi. Ha un esordio acuto con febbre elevatissima, compromissione dello stato generale, tosse, dispnea (difficoltà a respirare) ed emottisi (emissione di sangue mediante tosse).

Sintomi della tubercolosi polmonare:

La tosse è il sintomo più comune della tubercolosi e in questo stadio la TBC si definisce bacillifera o “aperta” poiché caverne tubercolari polmonari, anche di piccolissime dimensioni, sono comunicanti con l’aria ambiente mediante le ramificazioni bronchiali. In questa condizione i bacilli tubercolari vengono emessi all’esterno proprio attraverso la tosse. Poiché la malattia si sviluppa lentamente, il soggetto infetto può inizialmente giustificare la tosse con un recente episodio di influenza, raffreddore o asma. Al risveglio la mattina, generalmente con la tosse si può produrre una piccola quantità di espettorato di colore verde o giallo che, alla fine, può diventare striato di sangue, anche se raramente in grande quantità. Il soggetto può presentare febbre e abbondanti sudorazioni notturne. Lamenta inoltre un malessere generale con perdita di peso e di energie. Si può sviluppare un respiro affannoso con dolore toracico che sta ad indicare un versamento pleurico oppure uno pneumotorace (accumulo di aria nello spazio tra i polmoni e la cavità toracica).

Sintomi di tubercolosi extrapolmonari:

  •        La tubercolosi linfonodale è storicamente la forma di tubercolosi extrapolmonare più frequente. Mentre nei bambini è provocata da non-Mycobacterium tuberculosis come verrà trattato dopo, negli adulti è dovuta a Mycobacterium tuberculosis oppure a Mycobacterium Bovis. Si manifesta, classicamente, con la comparsa di una tumefazione (aumento di volume) non dolente in sede cervicale, ma tutte le stazioni linfonodali periferiche possono essere coinvolte.  Nei pazienti sieropositivi per HIV la linfadenopatia tubercolare si manifesta generalmente con distribuzione multifocale, si accompagna ad astenia, febbre e calo ponderale, coinvolge spesso le stazioni linfonodali mediastiniche ed intraddominali. La linfadenopatia tubercolare periferica può essere suddivisa in cinque stadi:

         Stadio I: linfonodi modicamente aumentati di volume

         Stadio II: grandi linfonodi di consistenza gommosa, fissati al tessuto circostante

          Stadio III: rammollimento della sede centrale dei linfonodi per processo di caseificazione (processo localizzato di morte cellulare tipico della tubercolosi che comporta la formazione nel tessuto di una sostanza anomala, pastosa, di colore biancastro o giallo).

          Stadio IV: sviluppo di ascesso (raccolta di pus dovuta ad infezione).

          Stadio V: formazione di fistole (canali determinati da lesioni traumatiche o processi infettivi che mettono in comunicazione con l’esterno cavità interne) drenanti l’ascesso.

  •        Tubercolosi miliare: sono riscontrabili macroscopicamente i tubercoli miliari a livello dei polmoni e dei vari altri organi colpiti, come piccole lesioni puntate, di colore grigiastro, circolari di grandezza uniforme. Gli organi ad elevato flusso sanguigno, come la milza, il fegato, i polmoni, il midollo osseo, i reni e le ghiandole surrenali, sono più frequentemente coinvolti. Le manifestazioni cliniche sono mutevoli e aspecifiche: spesso la malattia insorge con febbre persistente, calo ponderale, astenia e tosse. Di rado e soprattutto tra i soggetti anziani si ha una presentazione con apiressia (assenza di febbre) ed astenia che mima il quadro di una lesione neoplastica: questa condizione viene descritta con il termine di tubercolosi miliare criptica. La forma acuta diffusa è, invece, la più grave, interessando non soltanto l’intero parenchima polmonare, ma molto spesso anche le meningi, con febbre elevata, continua o remittente, cianosi, frequenti alterazioni sensoriali, accentuata dispnea e spiccata tachicardia.
  •        La pleurite tubercolare è classificata fra le tubercolosi extrapolmonari, nonostante l’intimo rapporto anatomico tra i polmoni e la pleura. Un versamento pleurico può conseguire alla rottura di un focolaio polmonare nell’ambito della tubercolosi post-primaria, cronica e miliare.  Si presenta generalmente come una malattia acuta e la durata dei sintomi varia da pochi giorni a qualche settimana. Per lo più i pazienti lamentano un dolore toracico, tosse non produttiva e dispnea. Il versamento è unilaterale (interessa un solo polmone), tranne nelle forme associate a tubercolosi miliare.
  •        La pericardite tubercolare si sviluppa secondariamente a diffusione dai linfonodi mediastinici, dai polmoni, dalla colonna vertebrale, o dallo sterno oppure durante una disseminazione miliare. La malattia ha un esordio insidioso, manifestandosi con febbre, malessere e debolezza e si manifesta per l’appunto con l’infiammazione del pericardio (membrana che riveste il cuore). I pazienti possono presentare sfregamenti pericardici, indistinto dolore toracico o cardiomegalia (ingrossamento del cuore). Nel 20% dei casi compare in maniera acuta e in alcuni casi la prima manifestazione è quella del tamponamento cardiaco (versamento del liquido pericardico). Dispnea, tosse e perdita di peso sono i sintomi più comuni.
  •        La meningite tubercolare continua ad esercitare un ruolo devastante nei paesi in via di sviluppo ed in quelli industrializzati e costituisce circa il 5% dei casi extrapolmonari di tubercolosi. La malattia insorge con malessere, cefalea intermittente e febbricola seguito, a distanza di due o tre settimane, dalla comparsa di febbre continua, vomito, alterazione dello stato di coscienza e segni neurologici focali per via del fatto che le meningi sono membrane che rivestono il cervello e quindi i sintomi sono collegato a questo.
  •        Tubercolosi ossea: nota come morbo di Pott, è responsabile del 35% dei casi di tubercolosi extrapolmonare e coinvolge tipicamente il rachide (la colonna vertebrale) come risultato di una diffusione ematogena, per contiguità o di una diffusione linfatica a partire da una malattia pleurica. Nei paesi in via di sviluppo colpisce soprattutto i giovani adulti, mentre nelle nazioni industrializzate è una patologia dell’anziano. La regione toracica della colonna è quella più spesso colpita, a seguire il tratto lombare, poi quello cervicale e da ultimo quello sacrale. In genere la tubercolosi non coinvolge altri organi e non ci sono sintomi sistemici, ma c’è dolore localizzato, possibile collasso vertebrale e paralisi delle gambe. Anche le articolazioni possono essere coinvolte (artrite tubercolare).
  •        Tubercolosi gastrointestinale si manifesta soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove la tubercolosi bovina è diffusa. Si contrae attraverso l’ingestione di latticini contaminati non pastorizzati. Quest’infezione può essere asintomatica, ma può anche causare la sindrome del colon irritabile con dolore, diarrea, ostruzione intestinale ed evacuazione di sangue rosso vivo. I tessuti addominali possono gonfiarsi.  Qualsiasi parte del tratto gastrointestinale può essere colpita dalla tubercolosi. Le lesioni intestinali, che coinvolgono più frequentemente ileo e cieco (parti dell’intestino tenue), possono essere ulcerative o ipertrofiche. Le ulcere sono piccole e multiple con margini irregolari e mucosa circostante ispessita; con la progressione della malattia si hanno la formazioni di granulomi, la necrosi caseosa e cicatrizzazione. I sintomi includono dolore addominale, diarrea, sudorazioni notturne, perdita di peso e febbre. Possono anche essere presenti melena (feci nerastre per via di sangue digerito da emorragia del tratto digerente), ematochezia (feci miste a sangue rosso vivo per via di sanguinamento del tratto rettale) e distensione addominale. Una massa nel quadrante inferiore destro è palpabile nel 25 – 50% dei pazienti. La malattia può complicarsi con ostruzione, fistole, ascessi perirettali e fissurazioni anali.
  •        Tubercolosi peritoneale è dovuta alla diffusione di una lesione tubercolare vicina, come può essere un linfonodo mesenterico oppure si sviluppa nel corso di una tubercolosi miliare. Sintomi comuni sono la febbre, il calo ponderale e i dolori addominali. Il liquido peritoneale è di tipo essudativo e contiene da 500 a 2000 cellule, soprattutto linfociti.
  •        Tubercolosi genito-urinaria: può causare febbre, lombalgia e talvolta l’emissione di sangue con le urine. Comunemente, l’infezione si diffonde alla vescica, comportando la necessità di urinare più frequentemente e rendendo la minzione dolorosa. La tubercolosi genitale maschile nell’80% dei casi è associata ad un coinvolgimento renale. L’infezione si diffonde dal rene alla prostata, alle vescicole seminali ed ai testicoli. Sono comuni il riscontro di una massa scrotale e lo sviluppo di persistente oligospermia (emissione di pochi spermatozoi)

Nelle donne, invece la tubercolosi genitale causa dolore pelvico e irregolarità mestruali, e aumenta il rischio di una gravidanza in sede anomala (gravidanza ectopica). Può raggiungere endometrio, ovaie, cervice uterina e vagina.

  •        Laringite tubercolare: è associata ad ulcere dolorose a livello dell’epiglottide, della faringe, delle tonsille, della bocca e dell’orecchio medio. Le lesioni hanno una presentazione variabile (eritema o masse esofitiche). I sintomi comprendono la tosse, l’emoftoe (emissione spettorato rosso per via della presenza di sangue), la disfagia (disturbo della deglutizione), l’odinofagia (deglutizione dolorosa) e l’otalgia (dolore all’orecchio).  

Altre forme di tubercolosi

  • Tubercolosi bovina: causata dal Mycobacterium Bovis è in grado di provocare nell’uomo forme di malattia che risultano non distinguibili per gravità, lesioni e decorso rispetto alla forma causata da Mycobacterium tubercolosis.
  • Tubercolosi aviaria: è una varietà di tubercolosi che colpisce vari volatili, causata dal Mycobacterium Avium. Il contagio umano è estremamente raro e i soggetti preferiti per una infezione manifesta a livello respiratorio sono i pazienti affetti da patologie polmonari croniche e gli immunodepressi anche per infezione da HIV.
  • Pseudotubercolosi ovina è una malattia infettiva cronica debilitante che si manifesta con ingrossamento dei linfonodi coinvolti e possibile formazione di ascessi. In rari casi può essere trasmessa all’uomo. La malattia si trasmette per contatto diretto tra animali. Sono frequenti anche i contagi in presenza di lesioni cutanee, provocate ad es. dalla tosatura, in quanto gli ascessi purulenti contengono l’agente patogeno. La trasmissione può inoltre avvenire per via indiretta attraverso il foraggio, l’acqua e il suolo contaminati. L’agente patogeno è il batterio Corynebacterium pseudotuberculosis, caratterizzato da un’elevata capacità di sopravvivenza: nella carne, negli escrementi, nel pus e nel terreno.

La malattia è molto diffusa nei Paesi che praticano l’allevamento intensivo di ovini come l’Australia, la Nuova Zelanda e l’America del Sud.

  • Tubercolosi atipica è una malattia che è causata dai non-Mycobacterium tuberculosis (NTM), parenti del Mycobacterium tuberculosis, che colonizzano l’ospita e danno origine ai sintomi della tubercolosi.  A volte l’infezione si verifica a causa di un ceppo resistente di NTM che non riesce ad essere debellato con gli antibiotici.

Nei bambini i NTM possono dare origine alla scrofolosi o scrofola, infezione dei linfonodi del collo, conosciuta come adenite tubercolare. Quest’ultima è la forma più frequente (70%) di TBC extrapolmonare nei bambini e si distingue dalla maggior parte delle malattie infettive per l’assenza di infiammazione localizzata (priva di arrossamento), determinando una tumefazione cutanea detta “ascesso freddo”.

Raluca Elena strachinariu