Mononucleosi: sintomi e cura

Roberta Bartolozzi Malattie infettive

I sintomi della mononucleosi variano in base all’età del paziente. Pertanto faremo una distinzione schematica che consenta di avere un quadro chiaro e dettagliato. Anche la terapia non può essere univoca ma varia di caso in caso.

I primi sintomi della mononucleosi

I primi sintomi della mononucleosi sono simili a quelli dell’influenza, tra cui:

  • Stanchezza
  • Mal di testa
  • Mal di gola, che a volte può essere molto intenso
  • Raffreddore, seguito da una febbre
  • Dolori muscolari

Dopo un giorno o due, alcuni pazienti con mononucleosi possono  anche manifestare:

  • Linfonodi ingrossati
  • L’ittero (colorito giallo della pelle e degli occhi)
  • Un’eruzione cutanea simile al morbillo che si presenta  su tutto il viso o sul corpo. A volte l’eruzione si sviluppa improvvisamente dopo aver preso l’amoxicillina per placare il mal di gola.
  • Piccole macchie rosse o zone livide all’interno della bocca, soprattutto sul palato
  • Milza ingrossata

Sintomi mononucleosi: bambini e adolescenti

Prima della pubertà, la mononucleosi si manifesta solitamente con sintomi simil-influenzali. Non appena individuati, i sintomi tendono ad essere simili a quelli delle comuni infezioni della gola (faringite lieve, con o senza tonsillite).

Nell’adolescenza e nell’età adulta, la malattia presenta una caratteristica triade:

  1. Febbre – di solito 14 giorni
  2. Mal di gola – solitamente intenso per 3-5 giorni, e più lieve nei successivi 7-10 giorni
  3. Ghiandole gonfie mobili; solitamente localizzate intorno alla parte posteriore del collo (linfonodi cervicali posteriori) e talvolta in tutto il corpo.
  4. Placche in gola
  5. Un altro sintomo importante è la stanchezza
  6. Mal di testa: sintomo alquanto comune
  7. Dolori addominali con nausea o vomito.

I sintomi solitamente scompaiono dopo circa 2-4 settimane. Nonostante ciò, la stanchezza e la sensazione di malessere generale possono a volte durare per mesi. La stanchezza dura più di un mese in circa il 28% dei casi. La febbre lieve, le ghiandole gonfie del collo e i dolori del corpo possono persistere anche oltre le 4 settimane. La maggior parte delle persone è in grado di riprendere le proprie attività abituali entro 2-3 mesi.

Il segno più importante della malattia è  la faringite, che è spesso accompagnata da tonsille ingrossate con pus simile a quello osservato nei casi di tonsillite. In circa il 50% dei casi, sulla parte superiore della bocca si possono vedere piccoli punti rossastro-viola chiamati petecchia. Può anche comparire l’esantema palatale, ma è relativamente raro.

L’ingrossamento della milza è comune nella seconda e terza settimana, anche se questo non può essere rilevato nell’esame fisico. Raramente la milza si rompe. Ci può essere anche un ingrossamento del fegato. Mentre l’ittero si verifica solo occasionalmente.

Una piccola minoranza di persone presenta spontaneamente un rash, di solito sulle braccia o sul tronco, che può essere maculare (morbilliforme) o papulare. Sono stati riportati casi occasionali di eritema nodosum e eritema multiforme.

I sintomi della mononucleosi negli adulti e negli anziani

La mononucleosi infettiva principalmente colpisce i giovani adulti. Tuttavia anche anziani possono essere colpiti dalla malattia anche se manifestano segni e sintomi diversi rispetto a quelli suddetti.  Mal di gola e  linfodenopatia sono quasi completamente assenti.  Invece, i più comuni sono:

  • la febbre prolungata
  • la stanchezza
  • il malessere
  • il dolore del corpo
  • l’ingrossamento di fegato, milza e ittero
  • la tendenza a sviluppare malattie più gravi dopo i 40 anni

Quando chiamare il medico?

  1. Se si dovesse presentare un intenso dolore addominale , che può essere un segno della rottura della milza
  2. Se i sintomi non scompaiono dopo 10 giorni o avete un grave mal di gola per più di un giorno o due. In questo caso potrebbe trattarsi di tonsillite.
  3. Se i linfonodi sono gonfi in tutto il tuo corpo
  4. Se avete intensa e persistente cefalea e un collo rigido, che potrebbe essere segno di meningite.
  5. Se si sviluppa un’ eruzione composta da molti piccoli punti rossi (che i medici chiamano petecchie), che potrebbero essere un segno di un basso numero di piastrine o di altre gravi malattie come la meningite.

Mononucleosi: come si cura?

La mononucleosi infettiva è generalmente auto-limitante, quindi vengono utilizzati solo trattamenti sintomatici o di supporto. Si può tornare a svolgere le normali attività quotidiane quando ritornano le forze e si ci sente di nuovo pieni di energia. Tuttavia, per evitare la rottura della milza sarebbe il caso di evitare sport impegnativi che richiedono uno sforzo eccessivo. Soprattutto quelle attività che richiedono una maggiore pressione addominale o la manovra di Valsalva (come nel canottaggio o nella pesistica) dovrebbero essere evitate per almeno le prime 3- 4 settimane di malattia o fino a quando non si risolvono i problemi legati all’ingrossamento della milza.

I farmaci

Paracetamolo (acetaminofene) e FANS, come ibuprofene, possono essere utilizzati per ridurre la febbre e il dolore. L’assunzione di Prednisone, un corticosteroide, che viene usato per cercare di ridurre il dolore alla gola o alle tonsille ingrossate, rimane una pratica controversa a causa della mancanza di prove che sia efficace e dei potenziali effetti collaterali.  I corticosteroidi intravenosi, di solito l’idrocortisone o il desametasone, non sono raccomandati nella maggior parte dei casi ma possono essere utili se esiste un rischio di ostruzione delle vie aeree, un conta piastrinica molto bassa o un’anemia emolitica.

Ci sono poche prove a sostegno dell’uso di farmaci antivirali quali aciclovir e valaciclovir, anche se possono ridurre il rilascio virale iniziale. Gli antivirali non sono raccomandati per le persone con una semplice mononucleosi infettiva, mentre possono essere utili (in combinazione con gli steroidi) in casi più gravi, in presenza di meningite, neurite periferica, epatite o le complicazioni ematologiche.

Anche se gli antibiotici non esercitano alcuna azione antivirale, possono essere indicati per il trattamento di infezioni  batteriche secondarie della gola, come ad esempio lo streptococco (streptococca). Tuttavia, l’ampicillina e l’amoxicillina non sono raccomandati nei casi di rash cutanei.

La splenomegalia è un sintomo comune della mononucleosi infettiva e il medico può prendere in considerazione l’uso di ultrasonografia addominale per controllare l’ingrossamento della milza del paziente. Tuttavia, poiché la dimensione della milza varia notevolmente, l’ecografia non è una tecnica valida per valutare l’ingrossamento della milza e non dovrebbe essere utilizzata in circostanze normali.

Articolo revisionato dal Dott. Giorgio Amico

Roberta Bartolozzi