MAL DI GOLA NEI BAMBINI: QUALI SONO I RIMEDI?

Francesco D'Angelo Malattie infettive

 

Con il termine di mal di gola si usa indicare una sintomatologia algica, quindi dolorosa, riferita dal paziente a livello laringeo o più comunemente a livello faringeo, motivo per il quale il mal di gola non è altro che il sintomo riferito dai soggetti con laringite e faringite (con il quale termine si indica l’infiammazione a carico della laringe o della faringe).

 

MAL DI GOLA NEI BAMBINI

Il mal di gola è un sintomo che indica infiammazione delle alte vie respiratorie, è uno dei sintomi più riferiti durante la stagione fredda, anche se non sono le basse temperature a determinarlo, bensì i bruschi sbalzi di temperatura, motivo per il quale è comune riscontrarlo anche durante la stagione calda. Le cause del mal di gola nei bambini sono diverse, si passa da cause ambientali come l’esposizione al fumo di sigaretta o ad ambienti inquinati da smog per esempio, a cause comportamentali che favoriscono la trasmissione di patogeni virali o batterici, come il frequentare comunità quali le scuole o gli asili, luoghi questi fortemente a rischio di esposizione batterica e virale, dovuta soprattutto al passaggio di oggetti infetti quali i giocattoli principalmente.

 

È importante precisare che le infezioni respiratorie in età scolare sono principalmente determinate da virus, che determinano per la maggior parte faringite virale, e nella minore percentuale dei casi il mal di gola è ad eziologia batterica, più comunemente lo SBEA (streptococco beta emolitico di gruppo A), determinando la faringite streptococcica.

Il mal di gola si manifesta come faringite o come laringite, quindi consta dell’infiammazione di laringe, di faringe e delle strutture in esse contenute come le corde vocali, le tonsille e le adenoidi. La sintomatologia è tipicamente dolorosa, per cui è possibile parlare di angina faringea. Il primum movens avviene quando i patogeni vengono inalati e si alloccano sulla mucosa faringea o laringea, questo determina una risposta infiammatoria con conseguente infiltrato infiammatorio, questo momento si caratterizza per l’arrossamento della mucosa, volgarmente detta gola arrossata. La continuazione del processo infiammatorio potrebbe determinare l’ingrossamento delle tonsille, e l’eventuale formazione di una patina biancastra al di sopra delle stesse (le cosiddette placche), questo non è per forza un segno di infezione ma potrebbe essere semplice secrezione delle vie respiratorie. È da sottolineare il fatto che in una modesta percentuale dei casi la faringite non si manifesta solo con dolore e tonsillite, bensì, in particolar modo se l’agente infettivo è di tipo virale, si potrebbe presentare una infiammazione del canale uditivo principalmente del condotto di Eustachio, con associata sintomatologia dolorosa e lieve riduzione dell’udito; ancora il bambino potrebbe presentare una infiammazione congiuntivale, non necessariamente bilaterale, per cui oltre alla sintomatologia da faringite, si aggiungerà l’infiammazione congiuntivale dove non si eliciterà manifestazione dolorosa, a arrossamento oculare e ingente lacrimazione. Spesso in relazione al tipo di agente virale, si potrebbe presentare una linfoadenopatia localizzata (latero-cervicale) determinata ad esempio da citomegalovirus (CMV) o nei casi più gravi di linfoadenopatia generalizzata (sistemica) ad esempio indotta da epstein barr virus (EBV).

 

MAL DI GOLA E FEBBRE

Nei casi di mal di gola è importante valutare il sintomo febbre, il bambino potrebbe presentare mal di gola in assenza di tonsillite, congiuntivite ed otite, ma con manifestazione febbrile. Spesso la febbre induce i genitori a preoccupazione ed alla somministrazione non ragionata né proveniente da alcun personale medico, di antibiotico; a questo punto è necessario affermare che la somministrazione sconclusionata di antibiotico è inutile e soprattutto pericolosa per il bambino. La sintomatologia febbrile può essere o meno a pertinenza batterica, e la somministrazione di antibiotico deve avvenire sotto consiglio medico e solo in quei casi in cui l’agente infettivo sia un batterio; considerando che la febbre non è esclusiva di infezione batterica, bensì può presentarsi in seguito ad infezioni virali (ad esempio da epstein bar virus), essendo inutile la somministrazione di antibiotici per combattere un infezione virale, risulta facilmente intuibile quanto poco auspicabile e assolutamente vietata la somministrazione di antibiotico senza alcuna certezza riguardo l’eziologia infettiva.

Per cui è sempre necessario e fondamentale recarsi dal pediatra per qualsivoglia sospetto, senza iniziare alcuna terapia farmacologica aggressiva sine indicazione medica.

 

RIMEDI PER IL MAL DI GOLA

Il trattamento del mal di gola può basarsi sulla terapia medica, da optare sotto consulto pediatrico, e la fitoterapia, ovvero l’utilizzo di prodotti naturali che rientrano nella cosiddetta categoria dei “rimedi della nonna”.

Il trattamento farmacologico prevede l’utilizzo di antibiotici nel caso in cui l’eziologia sia chiaramente batterica, o di antivirali nel caso in cui il mal di gola fosse epifenomeno di una patologia virale sistemica quale la mononucleosi infettiva. L’utilizzo del paracetamolo può avvenire nei casi in cui si abbia febbre e si voglia supportare la terapia antibiotica, quindi principalmente riferendoci all’effetto antipiretico del paracetamolo, sfruttando anche quell’effetto seppur meno rilevante di antidolorifico che potrebbe sicuramente giovare al bambino, con l’attenuazione del doloro riferito all’atto della deglutizione o durante l’espressione verbale. Bisogna comunque porre cautela alla somministrazione dei FANS, principalmente del paracetamolo, poiché un sovra dosaggio può determinare una “intossicazione da paracetamolo”, che si esplica principalmente a carico del fegato per la spiccata epatotossicità dei metaboliti del paracetamolo stesso, primo fra tutti l’NAPQI, che riducendo la quota di glutatione ridotto (necessario per la sua azione anti ossidante) favorisce l’effetto dannoso indotto dalle specie reattive dell’ossigeno nei confronti delle cellule epatiche, inducendo la lisi dell’epatocita.

Nel caso in cui fosse assente la febbre e si voglia solo trattare la sintomatologia dolorosa, è possibile somministrare ibuprofene per alleviare i sintomi, è importante anche qui avere il parere del pediatra. Il cortisone è assolutamente sconsigliato per il solo trattamento del mal di gola, e il suo utilizzo e la sua prescrizione sono ad esclusivo appannaggio medico.

 

RIMEDI NATURALI PER IL MAL DI GOLA

Il trattamento con sostanze naturali prevede l’utilizzo di miele che contiene delle proprietà antisettiche, antiossidanti ed espettoranti e lievi proprietà sedative è un buon rimedio per il mal di gola, la soluzione migliore sarebbe quella di utilizzarlo per zuccherare bevande calde. Un’altra alternativa sarebbe l’utilizzo di propoli (sostanza fluida che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante) con importanti proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie.

Oltre alle sostanze appena citate è doveroso aprire un capitolo riguardante gli infusi con prodotti di origine naturale, come le tisane con cannella o zenzero che hanno importanti funzioni antinfluenzali ed antinfiammatorie, ed eventualmente aggiungere a questi i chiodi di garofano che possiedono importanti proprietà antisettiche.

PREVENZIONE PER IL MAL DI GOLA

Ovviamente oltre a pensare ai rimedi è corretto cercare di non trovarsi nelle condizioni di doverli applicare, e qui assume un ruolo fondamentale la prevenzione primaria nel mal di gola. Gli accorgimenti principali riguardano innanzitutto le norme comportamentali, per cui sarebbe opportuno evitare di esporsi a repentini sbalzi di temperatura, mantenere intorno le pompe di calore ad una temperatura che sia aggira intorno ai 20 gradi Celsius, eseguire correttamente le procedure di disinfezione e lavaggio delle mani e pulire adeguatamente le narici per scongiurare la permanenza di microrganismi in loco. Importante nella prevenzione è anche l’alimentazione  che deve essere ricca di frutta e verdura, importantissime nella prevenzione di tutte le patologie influenzali e para influenzali oltre che essenziali nella prevenzione di una quantità enorme di ulteriori malattie, ancora l’alimentazione dovrebbe prevedere frequenti spremute d’arancia ricche in vitamina C, e l’assunzione di tutte le verdure e gli ortaggi di colore giallo-arancione come carota e zucca che oltre ad essere ricchi in vitamina C sono fondamentalmente contenitori di vitamina A. infine è importante evitare l’assunzione di bevande eccessivamente calde che potrebbero avere un effetto dannoso irritando le mucose, ed importantissimo è il divieto di esposizione al fumo di sigaretta.

 

BIBLIOGRAFIA

Nelson. Manuale di pediatria; Marcdante, Kliegman, Jenson, Beherman; Elsevier

Dizionario medico Larousse

Dizionario di fitoterapia e piante medicinali; Enrica campanini; Tecniche Nuove