Labirintite: quali sono i sintomi?

Gabriele De Carlo Malattie infettive

La labirintite è una patologia dell’apparato vestibolare causata dall’infiammazione del cosiddetto labirinto: una regione dell’orecchio interno, ossia una regione dell’orecchio non visibile dall’esterno perché posta molto in profondità, oltre il timpano. L’apparato vestibolare è quell’insieme di strutture anatomiche e funzionali in grado di rendere conto all’organismo della sua posizione nello spazio, del movimento e dell’equilibrio: fanno parte di questo apparato organi come i canali semicircolari, l’utricolo, il labirinto (appunto) ed il cervelletto.

La patologia

La patologia, essendo un’infiammazione, può svilupparsi in diversi modi: può essere causata da fattori esogeni quali traumi vestibolari, infezioni virali, infezioni batteriche (tra cui anche la meningite), un trauma o frattura cranica, otite media, sifilide, tubercolosi o un abuso di alcol; può però essere causato anche da fattori endogeni quali una condizione protratta di ansia che porta ad un accumulo di stress o un senso di affaticamento eccessivo. Da sottolineare più volte, però, è la distinzione tra labirintite e vertigini che, anche se banale a primo impatto, non è sempre fatta dai medici: in questo modo i pazienti possono essere informati sulla loro condizione ed evitare preoccupazioni superflue in caso di un semplice attacco di vertigini: le vertigini sono squilibri del liquido vestibolare che scorre all’interno de canali semicircolari ed è una condizione di fastidio che si può presentare in maniera sporadica o con attacchi frequenti; tuttavia non sono di origine infiammatoria né tantomeno provocano danni permanenti. La labirintite, come abbiamo già detto, è di origine infiammatoria e può causare danni permanenti: le vertigini rappresentano un sintomo di labirintite ma non sono sufficienti per definire la patologia ed inoltre sono un sintomo comune in molte patologie, quindi poco caratteristico. Per una diagnosi completa si raccomanda sempre la visita specialistica otorinolaringoiatrica.

La patologia può presentarsi sotto forma acuta o cronica. La forma acuta è una forma più grave e può essere a sua volta suddivisa in sierosa (se l’infiammazione è “secca”) o purulenta (se presenta infiltrato di globuli bianchi e quindi pus che può causare danni da compressione): la prima si presenta con sintomi  quali nausea, vomito, vertigini, ipoacusia (difficoltà nell’udito) e nistagmo: la prognosi è breve e si risolve senza lasciare ulteriori problemi; la labirintite purulenta presenta la stessa sintomatologia con l’aggravante della maggior ipoacusia che può anche non risolversi nel tempo, lasciando il paziente colpito con sordità totale o parziale dall’orecchio colpito, specie se non curata. La labirintite cronica, che spesso deriva da quella acuta o da un’otite cronica, invece presenta sintomi più lievi anche se per più tempo; dopo tre quattro settimane comunque, il paziente non risente più di alcun sintomo.

I sintomi

La labirintite è una patologia vestibolare ed in quanto tale, presenta un corredo sintomatologico di questo tipo. I sintomi generali della labirintite sono vertigini, di cui abbiamo già parlato ma che in questo caso sono provocate da incongruenze tra la gli stimoli vestibolari di posizione nello spazio e gli stimoli sensoriali che arrivano al cervello tramite gli occhi o i muscoli (feedback): il cervello elabora le informazioni e le manda al cervelletto, se queste informazioni però sono diverse da quelle che comunicano gli organi vestibolari dell’orecchio interno al cervelletto, allora il cervello attua una correzione muscolare, sia per la postura sia per gli occhi, causando i classici movimenti saccadici tipici del nistagmo (che abbiamo visto essere una causa del fenomeno della vista annebbiata in un articolo precedente). Altri sintomi tipici, causati dalla continua discrepanza di informazioni tra cervello e labirinto (e quindi dalle vertigini) sono nausea, vomito, disturbi dell’equilibrio che se gravi possono anche compromettere la statura eretta o la deambulazione (l’atto del camminare) costringendo a letto, per qualche giorno, il paziente che può manifestarsi frustrato da tale condizione, cefalea (mal di testa, spesso forte) e cervicalgia (dolori cervicali) che può essere associata a contrattura dei muscoli cervicali che sono atti al movimento della testa e del collo anche in relazione a riflessi visivi e vestibolari; l’insieme di questi sintomi può anche portare a fastidi nella deglutizione; acufeni (fischi nelle orecchie) che si possono presentare all’esordio se la patologia è acuta o di continuo se è in forma cronica.

Molto spesso, purtroppo, si usa in maniera impropria la definizione labirintite da stress, per definire uno stato continuo di malessere generalizzato legato a vertigini e giramenti di testa associati ad una condizione di stress e stanchezza psichica accumulata: è una definizione impropria in quanto, ricordiamo, la labirintite va intesa come stato infiammatorio spesso infettivo di cui le vertigini sono la manifestazione evidente, non il sintomo primo. Le vertigini, così come la nausea ed il giramento di testa, sono sintomi aspecifici che possono essere causati da una miriade di fattori, quale ad esempio un calo di pressione che può essere dato da anemia o calo di zuccheri. Ma quindi: come si può diagnosticare la labirintite dal momento che i sintomi sono talmente poco caratteristici? Semplicemente non è possibile effettuare una diagnosi di labirintite in ambito domestico ma bisogna sempre rivolgersi ad un esperto, in questo caso un otorinolaringoiatra, che effettuerà i test di laboratorio specifici per determinare la causa prima di tali sintomi e valutare la presenza di uno stato infiammatorio degli organi vestibolari dell’orecchio interno che compromette l’equilibrio con esami obiettivi atti a valutare le capacità di equilibrio del paziente. Per il trattamento di tale patologia sono spesso prescritte antiemetici, benzodiazepine o altri ansiolitici solo per alleviare lo stato di nausea e vertigini se presenti in maniera proibitiva ma solitamente i farmaci più prescritti sono antibiotici finalizzati al risolvimento dello stato infettivo che nella maggior parte dei casi provoca la patologia: il trattamento farmacologico è da attuare solo in caso di ricovero per la gravità dei sintomi o se i danni vestibolari tardano a rimettersi in sesto. In secondo momento non è richiesta nessuna ulteriore terapia.

In conclusione, dunque, la labirintite è una patologia, di solito di origine infettiva, che causa uno stato infiammatorio degli organi vestibolari dell’orecchio interno provocando nel paziente uno stato di malessere generale associato a fastidi nella postura, nella deambulazione, nell’equilibrio e molto spesso dell’udito che se non trattato può essere definitivo. Si raccomanda perciò una visita specialistica per determinare con chiarezza lo stato del paziente ma si raccomanda, ancora più intensamente, di evitare di associare l’idea di malessere generale e vertigini con necessariamente la labirintite in quanto questa è una patologia da non sottovalutare. Detto ciò si sconsiglia l’uso spropositato di ansiolitici od antibiotici se non chiaramente prescritti dal medico, per evitare l’insorgenza di altri sintomi, quali la disbiosi, ossia l’anomala presenza di flora batterica intestinale, anch’essa colpita dagli antibiotici.

Per approfondire

Si consiglia una lettura sull’anatomia dell’orecchio interno, sulla fisiologia della via sensoriale vestibolare e sul funzionamento degli organi vestibolari. Inoltre è sempre utile informarsi sui principi attivi ed eventuali effetti collaterali di ansiolitici ed antibiotici.

Per approfondire i sintomi si rimanda alla lettura sul nistagmo, vertigini ed acufeni. Per approfondire le cause della labirintite infettiva si rimanda a letture su: meningite (neisseria meningitidis), escherichia coli, streptococcus pneumoniae, haemophilus influenzae (per quanto riguarda le infezioni batteriche); virus dell’influenza, del morbillo, della varicella, tubercolosi, dell’herpes simplex, della parotite, il cytomegalovirus, pneumovirus (per quanto invece concerne le infezioni virali).

Patologie simili, che colpiscono l’orecchio interno, possono essere la Sindrome di Menière, la Sindrome di Susac (rara, autoimmune e più grave).

Fonti Bibliografiche:

  • Guyton, Hall: “Fisiologia Medica”
  • La Placa: “Microbiologia Medica “
  • “Enciclopedia Medica” de La Repubblica

Gabriele De Carlo