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Citomegalovirus: le IGG e le IGM

Roberta Bartolozzi Malattie infettive

Per comprendere i risultati delle analisi del sangue che le donne incinte eseguono in gravidanza per escludere il citomegalovirus, dobbiamo partire dagli anticorpi IgM e IgG.

Citomegalovirus igg positivo

Le IgM sono gli anticorpi tipici della fase acuta della malattia e sono i primi a comparire; sono presenti per tutta la fase acuta dell’infezione, dopodiché i valori scendono progressivamente, ma la loro presenza continuerà ad essere rilevata nel sangue ancora per 3-4 mesi circa (anche se a volte ci sono casi di persistenza delle IgM per un periodo più lungo).

Le IgG compaiono solo 1-2 settimane dopo che è avvenuta l’infezione, ma resteranno presenti nel’organismo per tutta la vita, come ‘memoria’ dell’infezione, e per questo saranno sempre rilevabili nel sangue.

Il referto

Dopo aver eseguito i test di laboratorio per confermare di aver contratto il citomegalovirus in passato, il referto dovrà esser letto dal medico di base o dal ginecologo nel caso di una gravidanza, che interpreterà il risultato in base al titolo anticorpale. Accanto a questo vi sono i valori di riferimento che ogni laboratorio di analisi utilizza: se si è al di sotto di quel valore di riferimento, il risultato è negativo; se si è al di sopra, il risultato è positivo.

IgM e IgG negative

Se sia le IgM che le IgG sono negative, ossia stanno al di sotto del valore di riferimento del laboratorio di analisi, significa che il paziente non è mai entrato a contatto con il citomegalovirus. Pertanto nel caso di una donna incinta non vi è alcun rischio per il feto. Basta soltanto che faccia particolare attenzione all’igiene, perchè se si contrae il virus in gravidanza esistono pericoli per il feto. Fate attenzione!

IgM negative e IgG Positive

In questo caso il paziente è venuto a contatto con il citomegalovirus in passato  anche se non ha attualmente l’infezione. In questa situazione non vi è alcun pericolo per le donne incinte, dal momento che anche se si venisse a contatto con il virus non dovrebbe esserci alcun pericolo per il nascituro. Infatti le infezioni cosiddette “secondarie” sono le meno pericolose: il sistema immunitario le conosce già ed è pronto a sconfiggere il virus.

IgM positive e IgG negative

Se dovesse risultare questa possibilità significa che il paziente è attualmente infettato dal citomegalovirus. In passato non ne è mai venuto a contatto ma nel presente si. Si tratta di un’infezione acuta. Va detto che è un caso molto raro. Le analisi del sangue sono state fatte proprio negli stadi iniziali della malattia con le IgG non ancora attive. Comunque l’esame andrebbe rifatto in seguito per controllarle nuovamente.In questo caso bisognerebbe evitare una gravidanza.

IgM positive e IgG positive

In questo caso si è stati infettati dal citomegalovirus e si potrebbe essere ancora malati, oppure vuol dire che si è guariti di recente. Infatti le IgM vogliono 3 o 4 mesi all’incirca per trasformarsi in negative. E’ il caso allora di eseguire un ulteriore test che prende il nome di  test di avidità delle IgG. Si potrà così conoscere il periodo in cui si è contratto il virus: un indice di avidità di 60-65% o più significa che l’ infezione risale ad almeno 4 mesi prima, un indice del 30% o meno vuol dire che si tratta di un’infezione recente.

Cos’ è l’IgG? Cosa sono le immunoglobuline?

Le IgG così come le IgM sono delle immunoglobuline. Sono importantissime perchè fanno parte del nostro sistema immunitario. Sono delle molecole glicoproteiche (proteine alla cui catena peptidica è legata una catena oligosaccaridica) ad attività anticorpale, prodotte da linfociti B in risposta a una stimolazione antigenica. Esistono 5 categorie di immunoglobuline:

  1. IgG,
  2. IgA,
  3. IgM,
  4. IgD
  5. IgE

Queste si distinguono per il numero di molecole che le compongono.

Articolo revisionato dal Dott. Giorgio Amico

Roberta Bartolozzi