spondilite anchilosante

Spondilite anchilosante: sintomi e possibili cure

Roberta Bartolozzi Malattie genetiche

La spondilite anchilosante è una malattia infiammatoria di causa sconosciuta. È una tipologia di artrite che colpisce la colonna vertebrale. I sintomi principali della spondilite anchilosante sono dolore e rigidita’ del collo soprattutto nella parte bassa della schiena. Le ossa della colonna vertebrale (vertebre) si fondono, provocando la rigidità della colonna vertebrale. Questi cambiamenti possono essere lievi o severi e possono portare ad una postura ricurva. La diagnosi precoce e il trattamento aiutano a controllare il dolore e la rigidità e possono ridurre o prevenire una deformità grave.

Chi è affetto da spondilite anchilosante?

In passato la spondilite anchilosante veniva chiamata anche malattia di Marie-Strumpell o malattia di Bechterew. La spondilite anchilosante colpisce circa lo 0,1%/0,5% della popolazione adulta. Anche se può verificarsi a qualsiasi età, la spondilite colpisce più spesso gli uomini intorno ai 20 anni (nei paesi occidentali 23 con esattezza). È meno comune e generalmente più lieve nelle donne e più comune in alcune tribù di nativi americani. Nel 5% dei pazienti la malattia esordisce dopo i 40 anni.

Spondilite anchilosante: un pò di anatomia

Per comprendere cosa succede alle persone colpite da questa seria malattia, è necessario prima addentrarci nell’anatomia e nei meccanismi che portano ad ammalarsi.

A livello della colonna vertebrale si forma, nella prima fase della malattia, un tessuto infiammatorio di granulazione che si localizza nel punto che congiunge l’anello fibroso all’osso vertebrale. Le fibre più esterne dell’anello cominciano a essere erose fino ad essere completamente sostituite dall’osso. Si viene così a creare un’escrescenza ossea che prende il nome di sindesmofita, che crea un ponte osseo tra vertebre adiacenti.

Questo processo è la causa dell’aspetto “a canna di bambù” della colonna vertebrale.  Altre lesioni della colonna comprendono:

  • osteoporosi diffusa
  • erosione delle vertebre al margine con il disco vertebrale
  • manifestazioni infiammatorie ed erosive del punto di contatto tra disco vertebrale e osseo
  • diminuita densità minerale ossea a livello del femore e della colonna

Quali sono i sintomi della spondilite anchilosante?

I sintomi precoci più comuni della spondilite anchilosante sono:

  • Dolore e rigidità. Il primo sintomo è un dolore sordo a comparsa insidiosa, localizzato in profondità nella regione lombare o in quella glutea, associato a rigidità mattutina lombare che persiste per qualche ora e migliora soltanto con il movimento.  La spondilite spesso inizia intorno alle articolazioni sacroiliache, dove il sacro (la parte più bassa della colonna vertebrale) si unisce all’osso iliaco del bacino nella regione posteriore inferiore. Il dolore può riapparire dopo un lungo periodo di inattività. Entro pochi mesi dall’esordio il dolore diventa persistente e in entrambi i lati del corpo. A volte succede che di notte i dolori peggiorano costringendo il paziente ad alzarsi dal letto. In genere il dolore e la rigidità sono costanti nella parte basse di glutei e fianchi.
  • Fusione delle articolazioni. La spondilite anchilosante può causare una fusione delle ossa. La fusione che colpisce le ossa del collo, della schiena o dei fianchi può compromettere la capacità di una persona di svolgere le normali attività quotidiane. La fusione delle costole nella colonna vertebrale o nel petto può limitare la capacità di una persona di espandere la gabbia toracica quando respira profondamente.
  • Dolore ai legamenti e ai tendini. La spondilite può colpire anche alcuni dei legamenti e tendini che si legano alle ossa. La tendinite (infiammazione del tendine) può causare dolore e rigidità nell’area dietro o sotto il tallone, come nel tendine di Achille che si trova nella parte posteriore della caviglia.

La spondilite anchilosante è una malattia sistemica, il che significa che i sintomi non si limitano soltanto alle articolazioni. Pertanto chi soffre di questa patologia può manifestare i seguenti sintomi:

  • febbre
  • stanchezza
  • perdita di appetito
  • infiammazione oculare (rossore e dolore)
  • In rari casi possono manifestarsi anche problemi polmonari e cardiaci.

Talvolta il dolore toracico è un sintomo di esordio della malattia. Nel 25-35% dei casi si manifesta un’artrite delle anche. Nelle fasi iniziali i segni riflettono il processo infiammatorio. Pertanto si assiste a una riduzione della motilità della colonna vertebrale in particolare quando ci si flette in avanti e lateralmente, e quando si prova ad estendere la colonna lombare, oltre ad una limitazione nell’espansione del torace. Inoltre si può provare dolore quando si palpano le zone infiammate.

La prognosi

Variabile l’andamento: si possono osservare individui con una lieve rigidità e pazienti con colonna totalmente anchilosata, con grave artrite e anchilosi bilaterale delle gambe. Nelle fasi iniziali della malattia i dolori sono persistenti per poi divenire col tempo intermittenti, con un alternarsi di fasi di esacerbazione a fasi di sollievo.

Nel caso non venga trattata, la postura del paziente presenta alterazioni caratteristiche con riduzione della lordosi lombare, atrofia dei glutei, accentuazione della cifosi dorsale.

Per ciascun paziente la velocità di evoluzione del danno è lineare nel corso dei decenni. Nella donna la malattia tende ad avere una minore progressione verso l’anchilosi totale della colonna vertebrale. Nei paesi industrializzati l’artrite periferica è presente in meno del 50% dei pazienti. Durante la gravidanza si assiste ad un miglioramento dei sintomi della malattia.

Le complicanze

  1. Fratture. La complicazione più grave dell’interessamento del rachide è la frattura che può verificarsi in seguito a traumi anche lievi in una colonna osteoporotica e rigida. Nelle fratture il tratto maggiormente coinvolto è quello cervicale inferiore. Le fratture sono generalmente scomposte e possono danneggiare il midollo spinale.
  2. L’uveite acuta anteriore è la manifestazione extraarticolare (che non riguarda le articolazioni) più comune. Si manifesta nel 40% dei pazienti e può precedere l’insorgenza della spondilite. Generalmente è unilaterale, causa dolore, fotofobia, e aumentata lacrimazione.
  3. Cataratta e glaucoma sono sequele abbastanza frequenti.
  4. Lesioni infiammatorie del colon o dell‘ileo (circa il 60%)
  5. Psoriasi nel 10% di casi. In questo caso si parla di spondilite anchilosante psoriasica.

Spondilite anchilosante: cause

Anche se la causa della spondilite anchilosante è sconosciuta, esiste un legame genetico familiare. La maggior parte, ma non tutte, le persone con spondilite portano un gene chiamato HLA-B27.

La diagnosi di spondilite anchilosante

Si basa su diversi fattori, tra cui:

  • Sintomi
  • Esame obiettivo
  • Radiografia della schiena e del bacino
  • Controllo della respirazione
  • Test di laboratorio
  • Test di Schober che permette di valutare l’entità dei movimenti di flessione della colonna vertebrale. Il paziente è posto in posizione eretta con i piedi uniti e si segnano due punti sulla colonna vertebrale  5 cm a di sotto e 10 cm al di sopra della giunzione lombosacrale. Nel paziente con una mobilità lombare normale la distanza aumenta di 5 o più centimetri, mentre la variazione è inferiore a 4 nei casi di riduzione di mobilità lombare.

Come viene trattata la spondilite anchilosante? Le cure

Tutti i protocolli di trattamento della spondilite anchilosante devono includere un programma di esercizio fisico concepito per mantenere la postura e la possibilità di movimento.

Non esiste infatti una cura contro la spondilite anchilosante, ma ci sono trattamenti che possono ridurre il disagio e migliorare le condizioni di vita del paziente.

Gli obiettivi dei vari trattamenti a cui si sottopone il paziente sono:

  • ridurre il dolore e la rigidità
  • mantenere una buona postura
  • impedire la deformità
  • svolgere le normali attività quotidiane. Se trattate correttamente, le persone con spondilite anchilosante possono condurre una vita abbastanza normale. In circostanze ideali, è consigliato un approccio di squadra per trattare la spondilite. I membri del team per il trattamento sono: il paziente, il medico, il fisioterapista e lo psicologo.
  • Nei pazienti con deformità gravi può essere effettuata un’osteotomia e una fusione.
  • Terapia fisica e occupazionale. L’intervento precoce con terapia fisica e occupazionale è importante per mantenere la funzione e minimizzare la deformità.
  • Esercizio. La fisioterapia è fondamentale per aiutare i pazienti. Un programma di esercizio quotidiano inoltre aiuta a ridurre la rigidità, rafforzare i muscoli intorno alle articolazioni e prevenire o ridurre al minimo il rischio di disabilità. Esercizi di respirazione profonda possono aiutare a mantenere flessibile la gabbia toracica. Il nuoto è un’eccellente forma di esercizio per le persone con spondilite anchilosante.
  • Farmaci. Alcuni farmaci aiutano per il dolore e la rigidità e consentono ai pazienti di eseguire gli esercizi nel migliore dei modi. I farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) – come ibuprofene, naproxen e aspirina – sono i farmaci più comunemente usati per il trattamento della spondilite. Nei casi più gravi,  possono essere aggiunti altri farmaci. I farmaci antireumatici che modificano il decorso naturale delle malattie (DMARD), come il metotrexato (Rheumatrex), possono essere utilizzati solo quando i FANS non sono sufficienti per ridurre l’infiammazione, la rigidità e il dolore.
  • Chirurgia. La Chirurgia di sostituzione articolare artificiale può essere un’opzione di trattamento per alcune persone con malattie articolari avanzate che colpiscono i fianchi o le ginocchia.

Spondilite anchilosante: cure biologiche

Oltre ai farmaci tradizionali, sono stati introdotti di recente dei nuovi farmaci cosiddetti “biologici” o in alcuni casi chiamati “naturali”. In particolare capaci di bloccare il mediatore implicato nella genesi della malattia, che prende il nome di Tumor Necrosis Factor alfa (TNF alfa) e prevenire l’anchilosi della colonna vertebrale e i danni alle articolazioni). La prima di queste molecole, sintetizzate mediante tecniche di biotecnologia genetica, è  stata l’ infliximab, un anticorpo monoclonale chimerico. Ma non è l’unico farmaco in commercio. Infatti esistono altri farmaci  anti TNFalfa tra cui l’etanercept  e l’adalimumab.

Spondilite anchilosante: utili consigli

Le persone con spondilite dovrebbero seguire uno stile di vita salutare e non fumare o masticare i prodotti del tabacco perché il fumo aggrava la condizione.

Dovrebbero dormire su un materasso ortopedico e con la schiena dritta. Non è consigliabile neanche dormire su guanciali troppo alti o su più di un cuscino. Allo stesso modo, bisogna evitare di appoggiare le gambe sui cuscini, perché potrebbe portare alla fusione dell’anca o delle ginocchia in posizione piegata.

Dal momento che chi soffre di spondilite anchilosante rischia facilmente di danneggiare il collo. occorre fare particolare attenzione per evitare impatti improvvisi, e non praticare sport particolarmente impegnativi.

Articolo revisionato dal Dott. Giorgio Amico

Fonti:

Harrison – Principi di Medicina Interna Dic. 2016 di Harrison – Fauci – Braunwald – Kasper – Hauser – Longo – Jameson – Loscalzo  • 2016

 

Roberta Bartolozzi