TEST DEL SUDORE

Francesco D'Angelo Malattie autoimmuni

Il test del sudore utilizzato per la prima volta nel 1959, dei metodi che permettono di verificare alterazioni nella concentrazione ionica del sudore. Il test è particolarmente correlato con la Fibrosi Cistica (FC), infatti la positività a codesto test costituisce un criterio diagnostico di FC.

Ma come è possibile riconoscere soggetti affetti da FC con un semplice test del sudore?

Per comprendere questo quesito è importante chiarire in cosa consista la Fibrosi Cistica.

La Fibrosi Cistica è una malattia autoimmune. Una patologia ereditaria trasmessa con meccanismo autosomico recessivo a prevalenza infantile, è considerata una patologia rara poiché colpisce circa 1 neonato ogni 3000 nati sani, dato che risulta più importante se si considera che circa 1 su 30 individui sono portatori sani della mutazione genetica. La mutazione genetica che sta alla base del fenotipo patologico è a carico del gene CTFR situato sul cromosoma 7, gene che codifica per una proteina intercalata in meccanismi di scambio idro elettrolitici riguardando il Cloro ed il Sodio, più precisamente il difetto nell’escrezione di cloro determina un aumento dell’assorbimento, da parte delle cellule, di sodio e acqua con il risultato di un secreto poco fluido e molto denso. Considerando che questa proteina si trova su cellule ghiandolari, principalmente presente in ghiandole salivari, ghiandole sudoripare e ghiandole mucipare è facile intuire la gravità delle manifestazioni cliniche, ma soprattutto è possibile comprendere la correlazione tra il test del sudore e la fibrosi cistica, poiché nei pazienti con FC il sudore, come anche la saliva, risulta alterato nella sua concentrazione ionica.

 

COME SI ESEGUE IL TEST DEL SUDORE

Prima di tutto è importante precisare che il test del sudore non è né un test pericoloso né tantomeno doloroso, anzi è un test dotato di elevata specificità poiché altamente diagnostico per FC.

L’esame consiste nell’applicazione di due elettrodi imbibiti con gel alla pilocarpina nella faccia volare dell’avambraccio, la presenza della pilocarpina è fondamentale poiché essendo un colinergico (stimolatore dei recettori per l’acetilcolina, presenti sulla superficie delle ghiandole sudoripare) induce la secrezione di sudore da parte delle cellule sudoripare, e sarà la corrente elettrica a bassissimo voltaggio prodotta dagli elettrodi a permettere che la pilocarpina raggiunga gli strati più profondi dell’epidermide. Questa fase ha la durata complessiva di circa 5 minuti.

Successivamente si rimuovono gli elettrodi e si lava accuratamente la zona dell’avambraccio, per poi ricoprirla con della carta assorbente particolare, si attenderanno 30 minuti circa per poi rimuovere la carta assorbente, nota come carta capillare che nel frattempo si è imbibita di sudore, per poi misurare la concentrazione di ioni sodio e cloro nel sudore. Il metodo sopra citato corrisponde al metodo di Gibson-Cooke, gli ideatori del test del sudore, quindi il metodo più tradizionale, oggi tuttavia tale metodo inizia ad essere accompagnato dal metodo conduttimetrico. Il metodo conduttimetrico o metodo Wescor si basa sugli stessi principi stimolatori di tipo chimico, quindi sull’uso di pilocarpina, tuttavia l’analisi della concentrazione di sodio e cloro tramite conduttimetria (metodo basato sulla valutazione della concentrazione ionica in relazione alla conducibilità, propria di ogni elemento, in acqua) sarà una analisi qualitativa e non quantitativa come il metodo Gibson-Cook, motivo per il quale il metodo di Gibson-Cook è utilizzato per fare diagnosi certa, il metodo di Wescor è più utilizzato per screening.

 

                                COME INTERPRETARE I RISULTATI

Al termine dell’esecuzione del test gli operatori sanitari necessiteranno di 2-3 giorni lavorativi al fine di ricavare e stadiare i valori ottenuti durante l’esame. I valori ottenuti esprimeranno la concentrazione degli ioni cloro in mmol (millimoli) su L (litro), per valori inferiori a 30 mmol/L il test è considerato negativo, per valori compresi tra 31 mmol/L e 59 mmol/L il test sarà dubbio, ovvero non si esclude la diagnosi per l’assenza di una sicura negatività tuttavia non è possibile confermarla seppur la probabilità di una avere la FC sia bassa; preso in considerazione tutto ciò è importante ripetere per una ulteriore valutazione. Per valori maggiori o uguali a 60 mmol/L il test risulterà positivo, per cui sarà importante eseguire ulteriori indagini per stadiare stavolta la FC, eseguendo rafiografie, tac e risonanze magnetica sia al torace per il coinvolgimento polmonare sia all’addome per il probabile coinvolgimento di altri organi, quali pancreas, milza ecc.

È importante sapere che anche il test del sudore è un test soggetto a falsi positivi, per cui nel caso in cui la positività non si accompagni ad un corteo clinico suggestivo di FC è giusto ripetere il test. Le false positività possono essere dovute a diverse cause, come l’errore nel campionamento o nella raccolta del sudore, o comunque a tutti quei fattori associati a chi esegue l’esame, poiché è un test operatore dipendente; ancora le false positività possono essere determinate da una errata preparazione del paziente all’esecuzione del test, come ad esempio l’ingestione ravvicinata di cibi particolarmente salati che possono momentaneamente alterare l’equilibrio idro-elettrolitico.

Il test del sudore, nonostante pregi e difetti, è comunque un test altamente affidabile per l’elevata specificità e l’elevata sensibilità, è scevro di rischi per il paziente potendo eseguirlo ad adulti e bambini, e non è assolutamente doloroso fastidioso. La durata complessiva del test si aggira intorno alle 2-3 ore.

 

 

 

Bibliografia

Trattato di malattie respiratorie, L.M Fabri, S.A Marsico. Editore: Edises

Rugarli. Medicina Interna Sistematica, Claudio Rugarli, Edra Masson

 

Francesco D'Angelo

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