gastrite atrofica

Gastrite atrofica: che cos’è, dieta e terapia

Lorenzo Margarone Malattie autoimmuni

La gastrite atrofica è una condizione che colpisce l’organo dello stomaco, tre sono le regioni interessate, la parte superiore denominata fondo, la porzione centrale corpo e l’area inferiore, antrale.

Si differenziano due forme:

  • Gastriti atrofiche del fondo e del corpo ( gastrite di tipo A)
  • Gastriti atrofiche della regione antrale.gastrite atrofica

La gastrite atrofica del fondo e del corpo ha una moderata frequenza, l’introduzione e le migliorie dei metodi diagnostici come la gastroscopia e l’esame istologico della mucosa dello stomaco, ha portato ad un aumento dell’incidenza e prevalenza di questa patologia, di cui precedentemente, le persone rimanevano ignare per via del suo frequente decorso asintomatico, cioè senza sintomi.

Colpisce circa il 25% della popolazione adulta e il 50% della popolazione anziana.

è una tipologia di gastrite che si distingue in tre principali varianti:

 

  • di tipo superficiale
  • atrofica
  • atrofia gastrica

 

 

Il bersaglio di questa patologia è la mucosa gastrica, questa, è formata da due strati, uno che viene sostituito ogni settimana circa, più superficiale, a diretto contatto con la cavità dello stomaco dove passa il cibo, costituito da cellule epiteliali senza ghiandole.

Il secondo strato, il più profondo, presenta un ricambio cellulare più lento e vi sono ghiandole funzionali per la digestione, le quali sono addette alla secrezione gastrica di composti fondamentali come l’acido cloridrico( HCl), gastrina e pepsinogeno.

Nella gastrite di tipo superficiale, l’infiammazione e le reazioni autoimmuni della mucosa colpiscono solo lo strato cellulare superficiale, senza interessamento quindi dello strato profondo e delle ghiandole, si tratta di una forma di lieve interesse, generalemtne non desta preoccupazioni.

Invece, nella gastrite atrofica, le ghiandole sono interessate da infiammazione, si ha un infiltrato di globuli bianchi, plasmacellule e avviene una modifica a livello delle cellule presenti con cellule che secernono muco e cellule simili a quelle presenti nell’intestino, quest’ultimo evento si definisce metaplasia intestinale.

Infine, l’atrofia gastrica è la condizione più grave, sia lo strato superficiale che quello profondo sono modificati a cellule secernenti muco e simil-intestinali.

Sembra esserci un legame tra queste tre varianti e sebbene non vi siano studi che lo confermino con sicurezza, si pensa che dalla forma superficiale, possa esserci una evoluzione verso la forma atrofica e verso l’atrofia gastrica.

Quali sono le cause?

L’eziologia di queste condizioni non sono ancora oggi conosciute del tutto, si sa che nella maggior parte dei casi è coinvolta una reazione auto immunitaria diretta contro alcune cellule della mucosa gastrica ( cellule parietali).

A sostegno di questa tesi c’è anche la presenza associativa con altre malattie autoimmuni come il diabete mellito, la tiroidite di Hashimoto, l’anemia perniciosa e il morbo di Addison.

Non è escluso il ruolo della familiarità, difatti spesso si riscontra nei parenti di soggetti affetti, la presenza di anticorpi anti cellule parietali ( responsabili della malattia).

I pazienti che soffrono di gastrite cronica superficiale, solitamente non hanno grossi problemi, la secrezione acida dello stomaco rimane pressoché uguale o lievemente ridotta.

Invece, nella gastrite atrofica, il numero delle cellule compromesse è maggiore, ma per via di un meccanismo di omeostasi nelle secrezioni gastriche, l’organismo riesce ancora a mantenere un corretto grado di acidità dello stomaco.

In presenza di atrofia gastrica, la secrezione gastrica di HCl e pepsinogeni subiscono un drastico calo, sino alla completa scomparsa, tranne la gastrina che continua ad essere prodotta.

Quali sono i sintomi?

Per quanto riguarda i pazienti con gastrite cronica superficiale o atrofica, la sintomatologia risulta essere assente, per questo motivo molte volte è una condizione ignorata che solo tramite indagini diagnostiche strumentali e istologiche risulta essere presente.

I sintomi nell’atrofia gastrica, in conseguenza della netta compromissione per via dell’azione autoimmune, delle cellule e della funzionalità gastrica, si presentano con stati di inappetenza che portano spesso all’anoressia, nausea, dolore, pesantezza soprattutto dopo i pasti.

Altri effetti di questa condizione sono la presenza di anemia perniciosa e/o sideropenica ( carenza di Ferro in seguito all’assenza di produzione di HCl) e un alterato assorbimento della vitamina B12, che in condizioni fisiologiche, una sostanza normalmente prodotta dalla parete dello stomaco, ne induce l’assorbimento.

Diagnosi della malattia

L’esame di elezione per la diagnosi di gastrite cronica è di tipo strumentale, tramite gastroscopia, associata all’esame istologico grazie alla biopsia (prelievo di una piccola porzione di mucosa gastrica) durante l’indagine.

Le indagini di tipo radiologico hanno poco riscontro ai fini della valutazione patologica.

Viene effettuato inoltre lo studio della secrezione gastrica basale e, dopo stimolazione, tramite l’utilizzo di una sostanza (pentagastrina).

Nelle condizioni di diminuita, o assente secrezione di HCl, un’altra indagine che viene effettuata, la gastrinemia, risulta elevata.

Gli esami di laboratorio che si effettuano solitamente sono :

  • Emocromo citometrico
  • Sideremia
  • Transferrina
  • Ricerca di anticorpi anticellule parietali gastriche.

La diagnosi di gastrite cronica, data la sua evoluzione asintomatica, solitamente viene diagnosticata già in fase avanzata. La prognosi solitamente è buona, le complicazioni, come l’anemia perniciosa e sideropenica possono andare a gravare sul quadro complessivo.

Inoltre, la gastrite cronica atrofica è considerata una lesione precancerosa, circa il 10% dei pazienti affetti, sviluppa carcinoma gastrico .

Qual’è la terapia?

Attualmente, non esiste una terapia specifica, ma soltanto un trattamento sintomatico, cioè mirato a ridurre i sintomi fastidiosi, si punta a correggere la motilità e la secrezione gastrica e tramite la dieta, si cerca di correggere le abitudini che possono risultare lesive come il fumo di sigaretta, il caffè, l’utilizzo di spezie, alcool e alcuni farmaci.

In stati carenziali di vitamina B12 e/o di ferro, è di particolare importanza l’integrazione.

Lorenzo Margarone