linfonodo reattivo

LINFONODI REATTIVI: COSA SONO E COSA SIGNIFICANO?

Francesca Cesaratto Linfonodi

Nell’immaginario comune, i linfonodi sono spesso associati a diverse patologie ed in particolar modo a quelle neoplastiche. Tuttavia, essi svolgono funzioni fisiologiche molto importanti per il nostro organismo e, nella maggior parte dei casi, la loro attivazione è da considerarsi un bene, perché indica che il nostro sistema immunitario sta svolgendo il proprio dovere.linfonodo reattivo

Cosa sono i linfonodi e qual è il loro ruolo?

I linfonodi infatti sono considerati dei veri e propri organi appartenenti al sistema linfatico, il principale protagonista delle reazioni immunitarie del nostro organismo. Gruppi di linfonodi sono distribuiti lungo tutto il corpo e si comportano come delle sentinelle, alle quali è stato assegnato un determinato distretto corporeo da sorvegliare. Complessivamente se ne contano circa 800, i quali drenano costantemente i liquidi interstiziali del territorio di loro competenza. Grazie a questa attività di filtraggio, i linfonodi possono individuare la presenza di agenti esterni (come batteri, virus o funghi), ma anche elementi interni al nostro organismo. Quando ciò accade, aumentano il loro volume (linfoadenopatia), destando così il timore di avere qualcosa di grave: in realtà, nella maggior parte dei casi, i linfonodi stanno solo partecipando all’attivazione del sistema immunitario.

Ad esempio, quando un linfonodo riconosce un agente patogeno che è riuscito a penetrare nel nostro corpo, esso si allerta e reagisce, predisponendo il sistema immunitario a contrastarne l’infezione. Nel gergo clinico, quindi, viene definito reattivo quel linfonodo che risponde ad un’infezione.

Tuttavia i linfonodi possono attivarsi non solo in risposta ad un’infezione: è importante sapere che un linfonodo può risultare reattivo anche per altre cause infiammatorie, come le malattie autoimmuni, quando cioè il sistema immunitario si attiva in modo anomalo contro una molecola normalmente presente nelle cellule del nostro stesso organismo.

Come si presenta un linfonodo di tipo reattivo?

Generalmente all’esame ecografico un linfonodo reattivo è iperplastico, ovvero risulta ingrossato. Esso aumenta di dimensioni perché al suo interno avviene una proliferazione di cellule della risposta immunitaria (linfociti): spesso è questo ingrossamento che spinge le persone a rivolgersi ad un medico.

Inoltre, in caso di infezioni, un linfonodo reattivo attiva anche un processo flogistico, ovvero si scatena una risposta infiammatoria per indurre e sostenere la risposta immunitaria. La presenza di flogosi può causare dolore, in particolare al tatto, ma può dare anche arrossamento e sensazione di calore a livello della cute soprastante il linfonodo ingrossato.

È bene precisare, inoltre, che vi è la possibilità che una linfoadenopatia sia dovuta ad una patologia tumorale, sebbene questa rappresenti una piccola percentuale di casi. In queste situazioni, il linfonodo che è sede di malattia neoplastica non è reattivo: esso aumenta di dimensione a causa della presenza delle cellule tumorali, ma raramente si accompagna ad una vera e propria reazione immunitaria e flogistica. Di conseguenza, generalmente non causa dolore o arrossamenti, ed al tatto esso risulta essere indurito e poco mobile, mentre un linfonodo reattivo tende a mantenere una certa mobilità rispetto ai tessuti circostanti.

Come sono distribuiti i linfonodi nell’organismo? Ogni sede ha un significato

Come già accennato precedentemente, gruppi di linfonodi sorvegliano specifici distretti corporei di loro competenza. Di conseguenza, sulla base della localizzazione del linfonodo reattivo possiamo avere delle indicazioni sulla sede di patologia e quindi anche sull’approccio terapeutico, sebbene ulteriori indagini siano fondamentali per definire con chiarezza la diagnosi. Ad esempio, un linfonodo reattivo ascellare avrà un significato diverso da un linfonodo reattivo nel collo. Vediamo allora come è possibile classificare i linfonodi, raggruppandoli in quattro distretti differenti in base alla loro posizione nel nostro organismo:

  • linfonodi di testa e collo,
  • linfonodi dell’arto superiore e della parete toracica,
  • linfonodi dell’arto inferiore e della parete addominale,
  • linfonodi viscerali.

Vi sono tuttavia patologie di tipo infettivo o infiammatorio che causano l’ingrossamento generalizzato di linfonodi, ovvero in tre o più sedi: si tratta generalmente di malattie sistemiche virali (AIDS, varicella, morbillo, etc) o autoimmuni (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, connettiviti, sarcoidosi).

I linfonodi di testa e collo

Più di un terzo di tutti i linfonodi umani è localizzato tra la testa ed il collo, indice della particolare importanza che ha il sistema immunitario in questa sede, dove l’organismo interagisce più che in altre zone con l’ambiente esterno tramite naso, bocca, occhi e orecchie.

Più in dettaglio, l’insorgenza di un linfonodo reattivo laterocervicale potrebbe essere segno di un’infezione dal virus Epstein-Barr (EBV), che causa la mononucleosi penetrando nel corpo per via orale. Quando lo stesso linfonodo è ingrossato ma non reattivo, potrebbe invece essere sintomo di una patologia neoplastica, come il linfoma di Hodgkin o una metastasi di tumori oro-faringei. Anche altri agenti virali potrebbero dare linfoadenopatie in questa zona, tra i più comuni ricordiamo il citomegalovirus (CMV) ed i virus di morbillo, varicella ed herpes. Se invece è reattivo un linfonodo parotideo, molto probabilmente si tratta di infezioni a carico della zona auricolare, come ad esempio la parotite oppure un’otite. Infine, vi sono anche infezioni di natura batterica, come la tubercolosi, o parassitaria, come la toxoplasmosi, che possono causare reattività dei linfonodi del collo.

La presenza di un linfonodo mandibolare o sottomandibolare reattivo, invece, può segnalare flogosi delle ghiandole salivari, infezioni gengivali in atto o rappresentare una conseguenza di precedenti interventi dentistici.

Quando invece viene riscontrato un linfonodo tiroideo reattivo, è indicazione che è la tiroide ad essere infiammata. Le cause possono essere molteplici, dalle infezioni virali (tiroidite di de Quervain) alle malattie autoimmuni (tra le più comuni ricordiamo il morbo di Hashimoto e il morbo di Graves).

I linfonodi dell’arto superiore e della parete toracica

La zona composta da braccia, torace e parte inferiore del collo è posta sotto la sorveglianza di una serie di linfonodi che fa capo ai linfonodi ascellari. La presenza sulle braccia di tagli cutanei, graffi di animali, punture di zecche può facilmente comportare l’insorgenza di una linfoadenopatia, che si manifesta proprio con un linfonodo reattivo del gruppo ascellare. Ad esempio, il graffio di un gatto su una mano o un braccio può portare ad una infezione da Bartonella henselae e quindi alla cosiddetta Malattia da graffio di gatto.

Soprattutto nelle donne, in caso infiammazione della ghiandola mammaria (mastite), si possono riscontrare linfonodi reattivi nella zona del seno o dell’ascella. La situazione è diversa, invece, nel caso di cancro alla mammella: come già spiegato in precedenza, i linfonodi ascellari possono essere ingrossati se sede di metastasi (i cosiddetti “linfonodi sentinella”), ma non sono reattivi.

I linfonodi dell’arto inferiore e della parete addominale

Questo gruppo di linfonodi, la cui sede principale è localizzata a livello inguinale, drena l’area che comprende le gambe, i genitali esterni e la parte inferiore della parete addominale. L’individuazione di un linfonodo reattivo in sede inguinale, quindi, può essere più comunemente la conseguenza di lesioni cutanee o morsi d’insetto su gambe o addome, ma anche indicazione di infezioni più gravi di tipo venereo: tra queste, le infezioni da Candida, da Herpes simplex 2 (l’herpes genitale), da Clamidia (il linfogranuloma venereo), da Haemophilus ducreyi (l’ulcera molle o venerea) o da Treponema pallidum (la sifilide).

I linfonodi viscerali

Sono i linfonodi più profondi, e per questo non palpabili, che si occupano di intestino, fegato, pancreas, stomaco, esofago, polmoni, cuore, reni, vescica, uretere ed organi dell’apparato riproduttore. Infezioni virali o batteriche in una di queste sedi daranno pertanto un ingrossamento dei linfonodi di loro pertinenza, visibile solamente all’ecografia o ad altre indagini strumentali.

Ad esempio, quando il fegato è infiammato, come nelle epatiti (virali, batteriche o infiammatorie), sono reattivi i linfonodi di pertinenza del fegato stesso.  Una delle stazioni di drenaggio principali di quest’organo è il gruppo di linfonodi dell’ilo epatico: se in questa sede uno o più linfonodi risultano reattivi, generalmente si ricercano infezioni dai virus dell’epatite B (HBV) o C (HCV).

Un discorso simile si può estendere ai vari organi interni sopracitati: linfonodi reattivi al polmone indicheranno quindi infezioni polmonari, mentre al tratto gastrointestinale saranno indice di gastriti, gastroenteriti o malattie infiammatorie come il morbo di Crohn, la celiachia e così via.

Come bisogna comportarsi?

Quando al tatto ci si accorge di avere un linfonodo ingrossato, è bene rivolgersi sempre al proprio medico. L’esame ecografico determinerà se il linfonodo è reattivo o meno e in alcuni casi saranno richiesti ulteriori approfondimenti diagnostici, come la biopsia del linfonodo, per inquadrare meglio l’origine della linfoadenopatia. Tuttavia, in alcuni casi, le cause possono essere non specifiche, ovvero non imputabili ad una particolare condizione. È possibile quindi che i linfonodi vengano tenuti solamente sotto controllo, senza che si renda necessaria una terapia.

Francesca Cesaratto