linfonodi ingrossati

LINFONODI INGROSSATI

Elisa Danese Linfonodi

Definizione

I linfonodi sono degli organi molto importanti per l’organismo poiché sono sede dei linfociti, ovvero quelle cellule facenti parte del sistema immunitario e deputate alla difesa dalle infezioni.linfonodi ingrossati

Dal punto di vista strutturale essi sono organi ricoperti da una capsula e costituiti da una zona corticale (periferica) costituita a sua volta da follicoli rappresentati da una zona interna (centro germinativo) e una esterna (zona mantellare) e una zona midollare (centrale). Caratteristica è la vascolarizzazione linfatica, la quale è rappresentata da multipli vasi afferenti e un solo vaso linfatico efferente.

Essi sono dislocati in varie sedi nel nostro organismo: si trovano a livello dell’inguine, del collo, della gola, a livello ascellare, sottomandibolare, laterocervicale (cioè lateralmente nel collo), cervicale, occipitale (dietro la nuca), nell’addome (ad esempio a livello mesenterico, cioè nell’ambito di strutture legamentose di sostegno degli organi addominali), nel mediastino (il mediastino è uno spazio delimitato lateralmente dai polmoni ricoperti dalla pleura, inferiormente dal diaframma e superiormente dallo stretto toracico superiore nel quale sono presenti molte strutture importanti come il cuore, l’aorta, i bronchi e, appunto, i linfonodi)

Linfoadenopatie e cause

Con tale termine si intende l’ingrossamento, ovvero l’aumento delle dimensioni, dei linfonodi e, a seconda della profondità, possono essere visibili e facilmente palpabili.

Le cause alla base di un loro ingrossamento sono sostanzialmente due: un’infezione e un tumore (quest’ultimo può essere primitivo e si parla di linfoma, in cui la sede di origine del tumore è il linfonodo stesso oppure secondario, in cui il linfonodo rappresenta una sede di diffusione della neoplasia e, quindi, una metastasi).

Per poter fare diagnosi differenziale tra le due cause ci sono alcuni elementi clinici, ovvero segni e sintomi: in caso di un’infezione i linfonodi interessati risulteranno ingrossati, dolenti, mobili e, se superficiali, la cute sovrastante sarà calda e arrossata (segni di infiammazione); invece, in caso di lesione tumorale i linfonodi risulteranno ingrossati, duri, non dolenti né mobili. Ovviamente, in caso di sospetta neoplasia è indicata una biopsia per fare una diagnosi anatomopatologica.

Linfonodi ingrossati nel bambino

I linfonodi possono essere ingrossati sia nell’uomo adulto sia nei bambini nei quali spesso sono riscontrati a livello del collo e spesso sono segno di un’infezione a livello rinofaringeo, che può essere di origine virale o batterica (attenzione all’infezione da Streptococco Beta emolitico di gruppo A) dove tipico è il mal di gola associato all’aumento delle dimensioni dei linfonodi in tale zona, ma la patologia neoplastica non è comunque da sottovalutare, poiché esistono tumori particolarmente frequenti nell’infanzia che possono coinvolgere tali organi. Esiste una scala, la scala di McIsaac, la quale permette di differenziare un’infezione su base batterica o virale, molto importante per la scelta del trattamento terapeutico (farmaci sintomatici in caso di eziologia virale, antibiotici se batterica). Essa si basa su parametri clinici, ovvero: presenza di febbre oltre 38°C, assenza di tosse, tumefazione/essudato tonsillare, linfoadenopatia cervicale dolente, età inferiore a 15 anni. Questi parametri definiscono una probabilità che si tratti di un’infezione da Streptococco Beta emolitico di gruppo A e a seconda dello score si può decidere se intervenire direttamente con la somministrazione di un antibiotico oppure, nei casi più dubbi ma non privi di sospetto, se effettuare un tampone o un test rapido ed intervenire terapeuticamente in base al risultato ottenuto. È molto importante intervenire tempestivamente in caso di tale infezione poiché non priva di complicanze tra cui la glomerulonefrite acuta post streptococcica, la cardite reumatica, le lesioni cutanee sia suppurative sia non suppurative e la sepsi.

Linfonodi ascellari e tumore mammario

È importante, inoltre, prendere in considerazione i linfonodi ascellari i quali rappresentano la sede di drenaggio del tumore a livello mammario. In alcuni casi l’ingrossamento dei linfonodi rappresenta il primo segno che pone sospetto della malattia, in altri casi, invece, viene dapprima identificato il tumore a livello della mammella e poi successivamente viene indagato il cosiddetto “linfonodo sentinella”, ovvero il primo linfonodo che drena la neoplasia. Esso viene identificato iniettando un colorante o un radiofarmaco marcato con tecnezio 99 metastabile in modo tale che possano essere identificate, se presenti, eventuali metastasi a livello di tali linfonodi; in questo modo il chirurgo è meglio orientato sul tipo di intervento da eseguire, ovvero se effettuare l’asportazione anche dei linfonodi o meno; questa scelta è molto importante poiché la dissezione ascellare non è priva di effetti collaterali tra cui il linfedema. Infatti, nel caso in cui il linfonodo sentinella sia privo di lesioni neoplastiche, non è indicata la dissezione degli altri linfonodi poiché, essendo il primo linfonodo raggiunto dalle cellule neoplastiche derivanti dal tumore primitivo, è molto bassa la probabilità che essi siano stati coinvolti dalla malattia.

Le indicazioni all’esecuzione dell’esame del linfonodo sentinella sono rappresentati dalla presenza di un tumore in situ (Tis) con diametro maggiore di 3 cm e cavo ascellare clinicamente indenne, ovvero in cui i linfonodi risultato negativi alla palpazione e alla TC. Le controindicazioni sono rappresentate invece da gravidanza, allattamento ed età avanzata (75 anni) poiché, indipendentemente dall’esito, il trattamento terapeutico non cambia.

Linfonodi addominali

A livello addominale, i linfonodi sono localizzati lungo il decorso dei vasi che irrorano gli organi. La presenza di un loro ingrossamento è, nella maggior parte dei casi, indicativo della presenza di una patologia neoplastica la cui sede primitiva è rappresentata da un viscere, in misura minore, invece, rappresenta la presenza di una malattia infettiva.

All’esame obiettivo, a meno che la sede della linfoadenopatia sia non troppo profonda oppure si tratti di una malattia molto avanzata, i linfonodi non sono riscontrabili. Spesso accade che il sospetto insorga in seguito alla presenza di sintomi derivanti dal contatto del linfonodo stesso con un organo adiacente; ad esempio, esso può andare ad occludere le vie urinarie con conseguente insorgenza di infezioni urinarie oppure di una colica renale per ostruzione ab estrinseco; in altri casi può insorgere una sindrome occlusiva data dall’ostruzione del tratto gastrointestinale. Tutto ciò può essere accompagnato dalla sintomatologia aspecifica ma classica della patologia neoplastica (astenia, anoressia, calo ponderale, febbre, sudorazione).

Solitamente, negli stadi precoci di tumori a carico degli organi del tratto gastroenterico, i linfonodi coinvolti vengono asportati (accompagnati dalla legatura dei vasi corrispondenti), nei casi più avanzati, invece, data la breve aspettativa di vita, la linfoadenectomia non viene eseguita e si procede con un trattamento palliativo.

Linfomi

I linfomi sono la patologia neoplastica primitiva a carico dei linfonodi. Essi sono classicamente suddivisi in: linfomi di Hodgking e linfomi non Hodgking; esistono differenti istotipi in entrambi i gruppi. Essi possono originare dalle diverse cellule del sistema immunitario: i lnfociti T (CD8+ e CD4+), i linfociti B, le cellule Natural Killer e altre. La diagnosi viene eseguita tramite esame istologico eseguito su materiale bioptico e la prognosi varia in base all’istotipo riscontrato.

Dal punto di vista clinico la sintomatologia tipica è rappresentata da febbre, sudorazioni notturne, astenia, calo ponderale e anoressia ed eventuali sintomi secondari dovuti alla sede di insorgenza della patologia (es. tosse, dispnea, dolore al torace)

 

Elisa Danese