dieta per ernia iatale

DIETA ED ERNIA IATALE

Victoria Lucine Balian Gastroenterologia

Il termine “ernia” indica la fuoriuscita d’un organo dalla cavità naturale entro cui esso è normalmente contenuto. Nel caso preso in esame, l’ernia iatale per l’appunto, a causa di un rilassamento dello iato esofageo, lo stomaco, comunicante con l’esofago attraverso lo iato sopra citato, protrude in alto verso la cavità toracica dalla quale, in condizioni fisiologiche, è separato grazie al muscolo del diaframma.dieta per ernia iatale

La sintomatologia più frequente è data da reflussi gastroesofagei e gastriti. Nel primo caso, si avverte una sensazione di bruciore a livello della gola per la risalita di materiale gastrico nell’esofago, mentre, nel secondo, il disturbo è riscontrato a livello addominale superiore, causa infiammazione della mucosa dello stomaco.

Il caso più diffuso è l’ernia iatale da scivolamento, che si accentua qualora si assumano particolari posizioni (supina, caricando la zona addominale, raccogliendo oggetti da terra) e per la quale non è necessario ricorrere ad interventi chirurgici, ma basterà osservare una dieta equilibrata e praticare sport, premurandosi di non caricare la zona addominale. Essendo infatti una patologia correlata al sistema digerente, il ruolo dell’alimentazione è determinante.

L’ernia iatale infatti può insorgere in caso di obesità, durante il periodo della gestazione, a seguito di un repentino calo e recupero di peso, stressando così le pareti del canale digerente, che perdono di elasticità; anche faticosi allenamenti a carico dell’addome, stipsi, abiti troppo stretti e fumo possono favorire l’insorgenza della patologia. Prima di definire gli elementi d’elezione di una corretta dieta per l’ernia iatale, bisogna asserire che non esistono cibi pro o contro l’ernia iatale in assoluto, ma, come in tutte le cose, la guarigione del nostro organismo è favorita da una serie di accorgimenti. È bene infatti evitare: pasti abbondanti che appesantiscono lo stomaco; coricarsi subito dopo aver mangiato: bisogna, al contrario, lasciar passare almeno un paio d’ore per permettere l’avvio corretto della digestione, evitando in questo modo la risalita del bolo alimentare; praticare uno stile di vita corretto senza abusare in vizi quali fumo ed alcol.

Cibi da evitare in caso di ernia iatale:

Come sopra ricordato, tra i campanelli d’allarme per la diagnosi di un’ernia iatale ritroviamo il reflusso gastroesofageo e la gastrite, patologie che provocano una sensazione di forte bruciore. Queste due condizioni sono dovute ad un’infiammazione delle mucose rispettivamente esofagea e gastrica, a causa sia del riversamento dei succhi gastrici nell’esofago, sia ad uno squilibrio dei meccanismi di difesa dello stomaco. In primis, in virtù di una rapida guarigione si avrà cura di evitare i cibi piccanti. Questi infatti vanno ad irritare ulteriormente le pareti del tratto digerente, già di per sé compromesse e particolarmente sensibili; la loro assunzione, specie se in dose massiccia, può portare a complicazioni quali ulcere gastriche particolarmente dolorose.

Altro elemento da evitare accuratamente, pur se comunemente amato, è il lipide. I grassi sono infatti alimenti la cui degradazione avviene in passaggi più tardivi della digestione, proprio perché molto difficili da scindere. La loro permanenza nello stomaco, dunque, favorisce la produzione degli enzimi degradativi gastrici, particolarmente acidi, aumentando l’infiammazione cui è soggetta la mucosa dello stomaco e, nel caso di risalita, dell’esofago. I grassi saturi, in particolar modo, sono dannosi in caso di reflusso, gastrite o ernia iatale: sono quindi sconsigliabili latticini, insaccati, fritti.

Da menzionare inoltre come alimenti irritanti il cioccolato, la menta, la caffeina, la teina, gli agrumi e tutti i cibi a base acida che, oltre a infiammare, possono anche rilassare (e questo è il caso dei cibi molto caldi) lo iato esofageo intaccandone l’attività.

Cosa mangiare in caso di ernia iatale

Dopo numerose negazioni e drastiche riduzioni nella dieta, parliamo ora di come arricchire la tavola rendendo la cura piacevole e comunque gratificante, pur nell’intento di non nuocere all’organismo.

In generale sono da consigliati alimenti con azione di riassorbimento come ad esempio l’amido, quindi pasta, patate e riso.

La frutta è come sempre molto importante per mantenere in salute il corpo e quella esotica -ananas, papaya, mango- è costituiti da enzimi che sono fonte di ausilio per la degradazione del cibo introdotto.

Il sale, in modo particolare quello iodato, è indicato per chi è affetto dalla patologia in questione. Ovviamente bisogna tenere conto dell’organismo nella sua totalità e, nel caso si dovesse soffrire di pressione arteriosa molto alta, è sconsigliabile questo ingrediente, che andrà sostituito con degli integratori a base di iodio.

Un cambiamento virtuoso

Il corpo umano è, come ben sappiamo, una grande macchina operativa, le cui parti sono tutte connesse tra loro. Proprio per questo un’accurata osservanza della dieta poc’anzi descritta deve necessariamente camminare parallelamente ad uno stile di vita sano ed equilibrato.

Sempre riferendoci all’alimentazione, è bene evitare: le grandi abbuffate (restringendole a particolari eventi, come le festività); il fumo e l’alcol. È importante inoltre praticare sport per mantenere leggero il corpo, badando di non affaticare l’addome e dormire con qualche cuscino dietro alla nuca per limitare la risalita del materiale gastrico nell’esofago, evitando così spiacevoli risvegli con senso di infiammazione esofagea. Se tutto ciò non è sufficiente, bisogna optare per cure farmacologiche e nei casi più gravi per intervento chirurgico.

Affrontare un cambiamento nella propria vita non è mai semplice ed immediato, specie se viene imposto da uno stato patologico dell’organismo. Questo però non deve essere necessariamente visto come un fattore debilitante, anzi deve essere interpretato come una possibilità per aprire la mente ad abitudini nuove e più salutari. Mens sana in corpore sano ricorda l’antico adagio latino. Bisogna infatti prendersi cura del proprio corpo, capendone le esigenze per poter avere la lucidità di reagire allo stress della quotidianità. La malattia dunque non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una vita più consapevole, sicuramente più controllata, più sana e, perché no, anche più gratificante.

Victoria Lucine Balian