leuconichia

Unghie bianche o unghie con macchie bianche: cos’è la leuconichia?

Marco Giglia dermatologia

Il termineleuconichia”  deriva dalle parole greche leukos (bianco) e onyx (unghia) e indica un’alterazione della colorazione normale dell’unghia, che appare con macchie o striature biancastre o grigiastre. La leuonichia è meglio conosciuta come “disturbo delle unghie bianche” o semplicemente “unghie bianche”.

Anatomia dell’unghia

L’unghia è costituita dalla lamina ungueale e dai tessuti circostanti, rappresentati da perionichio, eponichio, iponichio, letto ungueale e matrice ungueale.
La lamina ungueale è una formazione cornea, di aspetto ovalare, leggermente convessa, che ricopre la parte dorsale delle falangi distali (parte terminale del dito). Si può suddividere in:

  • un margine libero distale, separato dal polpastrello dal solco sottoungueale,
  • una porzione fissa che aderisce al sottostante letto ungueale; 
  • una parte prossimale che si estende sotto il perionichio (matrice) per circa mezzo centimentro, eccetto che per un breve tratto biancastro arciforme detto lunula.

Il perionichio è una piega cutanea che circonda lateralmente e prossimalmente la lamina ungueale. Dall’apice del perionichio si forma una corta cresta epidermica, l’eponichio, che continua con una sottile lamina cornea di pochi millimetri denominata cuticola (“pellicina”).
L’iponichio è quella parte di cute compresa tra il bordo del polpastrello e il letto ungueale.
La matrice ungueale inizia in corrispondenza della lunula e si estende sotto il perionichio, è composta da un epitelio germinativo dalla cui differenziazione deriva interamente la lamina ungueale. Dalla parte prossimale della matrice originano le cellule cornee, che costituiscono la parte superiore della lamina ungueale, mentre dalla porzione distale (lunula) si sviluppa la parte inferiore della lamina.
Il letto ungueale si estende dalla lunula all’iponichio ed è formato da un’epitelio stratificato squamoso che cheratinizza. Le cellule cornee del letto sono diverse da quelle della lamina, sono però strettamente adese a queste e si muovono insieme a esse verso l’esterno, sotto la spinta proliferative delle cellule della matrice e dei cheratinociti basali del letto ungueale.
Le unghie crescono circa 0,1 mm al giorno, più rapidamente d’estate e in misura maggiore nei bambini rispetto agli adulti.

Normalmente vediamo la l’unghia rosa perché, essendo una lamina trasparente ed essendo il letto ungueale altamente vascolarizzato, il colore è dato proprio dai vasi presenti, ovviamente dei vasi sottilissimi, piccolissimi, presenti a livello del letto ungueale. Quando la lamina ungueale si stacca dal letto ungueale (quindi in corrispondenza dell’iponichio) la lamina ungueale appare biancastra,
bianca (generalmente quella che viene asportata quando si accorciano le unghia).

Caratteristiche della leuconichia

La leuconichia indica la colorazione biancastra dell’unghia. Si posssono distinguere due tipi di leuconichia: una leuconichia vera e una leuconichia apparente (o falsa).

Nella leuconichia vera l’unghia è opaca e biancastra, totalmente  o parzialmente: in base a questo si distinguono una leuconichia totale e una leuconichia parziale.

La leuconichia totale è in genere causata da alterazione delle condizioni cliniche generali di un soggetto. A volte può avere origine genetica, come nel caso della sindrome di Bart o della malattia di Gorlin (in genere a trasmissione autosomica dominante, raramente a trasmissione autosomica recessiva).

La leuconichia parziale può essere causata da malattie dermatologiche (onicomicosi, lichen planus, psoriasi) o da traumi dell’unghia stessa, il tutto causa un’alterazione della maturazione della cheratina (la cheratina è una proteina ricca di zolfo che conferisce durezza all’epitelio). La leuconichia parziale può rappresentare una fase della leuconichia totale.

Si  possono osservare diversi tipi di leuconichia parziale:

  • leuconichia punctata:  comune nei bambini, si formano vicino alla lunula piccole chiazzette biancastre, di 1-3 mm di diametro, che crescono e si muovono distalmente con l’unghia. La causa della leuconichia punctata sembrano essere i minimi traumi ripetuti sulla matrice.
  • leuconichia trasversale: una o più linee longitudinali o trasversali, frequente ai piedi per i traumi continui contro la scarpa o lo stivale di un unghia troppo lunga o di un dito di piede greco (con il secondo dito più lungo dell’alluce), e alle mani a causa dei trattamenti di manicure, che tagliano e spingono indietro la fastidiosa cuticola.

La leuconichia apparente si ha quando l’aspetto biancastro è dovuto a un’onicolisi e ipercheratosi subungueale o a una modificazione della matrice e/o del letto ungueale che dà luogo ad una apparente macrolunula (una lunula più ampia)
Le leuconichie apparenti possono osservarsi in caso di malattia sistemica:

  • in caso di cirrosi epatica possiamo avere le cosiddette unghie di Terry, nella quale l’opacità è uniforme e cancella le lunule oppure è a bande orizzontali (dette bande di Muehrcke), separate l’una dall’altra e dovute a episodi di ipoalbuminemia (causata dall’alterazione della funzionaltà epatica);
  • nell’insufficienza renale si può osservare un’unghia equisegmentata iperazotemica (half and half nail), ovvero una leuconichia prossimale associata a una colorazione rosso-bruno distale da deposito di melanina (oggi rara per l’applicazione della dialisi).

Onicomicosi

Un’altra causa di unghie bianche è l’infezione da funghi o onicomicosi. I colpevoli sono in genere i dermatofiti, dei funghi cheratinofili (proliferano grazie alla cheratina). Avviene frequentemente in soggetti che manipolano verdura, terra, animali infetti. Favoriscono l’infezione:

  • il contatto prolungato con l’acqua, soprattutto calda;
  • il contatto con alcali;
  • l’alterazione della vascolarizzazione della parte distale delle dita (fenomeno di Raynaud).

Le unghie interessate sono in genere quelle del pollice, del mignolo e dell’alluce.

Spesso, come nel caso delle infezioni da dermatofiti, le onicomicosi causano soltanto un difetto estetico; altre volte possono anche causare dolore come nel caso delle candidiasi (infezioni da candida).

L’onicomicosi da dermatofiti è la più frequente, ed è detta Tinea unguium. E’ in genere dovuta a Microsporum, Epidermophyton (floccosum) e Tricophyton (rubrum, tonsuras, megnini). L’infezione comincia ai bordi liberi o laterali della lamina con piccole chiazze giallastre o bianco-grigiastre. La lamina ungueale si ispessisce, diventa deformata e friabile con margine eroso e frastagliato. Nel tempo l’unghia viene ridotta un moncone.

L’onicomicosi da Candida è meno frequente; l’infezione comincia ai bordi laterali della lamina con chiazze che da bianche diventano giallo-verdastre, è sempre accompagnata da perionissi o paronichia subacuta dolorosa (differenza fondamentale). E’ frequente nella donna adulta e si associa spesso ad altre candidosi, cutanee e sistemiche.

La diagnosi è permessa dal prelievo d frammento di lamina (screbbing ungueale) per l’esame di laboratorio (coltura in terreno di Sabouraud) o prelievo con scotch biadesivo ed esame microscopico ( si notano le pseudoife a corona di rosario).

Il trattamento prevede farmaci antimicotici topici e sistemici, oltre ad’una attenta igiene dell’unghia colpita.

Lichen planus ungueale

Il lichen planus è una dermatite papulosa a patogenesi autoimmune a decorso cronico recidivante che interessa cute. mucose, annessi cutanei. Può essere dovuta ad agenti chimici (oro, mercurio, argento, nichel), agenti biologici (HBV, HCV, HPV, HSV), farmaci (beta-bloccanti, ACE-inibitori, penicillina, FANS). A livello ungueale il lichen planus interessa letto ungueale, matrice e eponichio e determina alterazioni strutturali come strie longitudinali, bordo libero frastagliato, ipercheratosi del letto sino a distacco definitivo della lamina dal letto. Il sintomo principale è il prurito e la terapia è volta a ridurlo, utilizzando: corticosteroidi topici e sistemici, antistaminici, ciclosporina A, retinoidi (derivati della vitamina A).

Onicopatia psoriasica

I soggetti con psoriasi hanno nel 10-55% dei casi un coinvolgimento dell’apparato ungueale. La psoriasi è una patologia infiammatoria multiorgano, ha eziopatogenesi multifattoriale a cui concorrono fattori genetici ed ambientali. Quando si ha il coinvolgimento ungueale è probabile che la malattia possa evolvere verso una forma generalizzata più grave. Le alterazioni più frequenti sono:

  • depressioni cupoliformi;
  • chiazze che virano dal bianco al giallo o rosa-salmone;
  • onicolisi ed emorragia;
  • ipercheratosi subungueale;
  • solchi trasversali di Beau.

La terapia prevede l’eliminazione delle squame biancastre e antinfiammatori: cortisonici topici, fototerapia, farmaci biologici.

Rimedi per la leuconichia

Le leuconichie, nella maggior parte dei casi, si possono riscontrare in soggetti sani. In questi casi rappresentano solo un banale difetto estetico dovuto in genere a microtrauma, e può essere eliminato aspettando che la macchia arrivi alla parte terminale dell’unghia per rimuoverla tagliandola via. Quando invece la leuconichia è causata da una patologia sistemica si deve assolutamente pensare alla risoluzione di quest’ultima recandosi dallo specialista più adatto. Ad esempio, se tale segno segnala una carenza alimentare (verificata e non ipotizzata), si deve reintegrare il nutriente mancante (calcio, ferro, zinco, magnesio). Quando sono causate da infezioni fungine, l’applicazione locale  o l’introduzione sistemica di farmaci antimicotici e l’assunzione di corrette abitudini igieniche e comportamentali sono in genere bastevoli per il trattamento e la risoluzione. E’ importante non sottovalutare il problema ed evitare le cure fai-da-te, potrebbero peggiorae il danno all’unghia o ritardare la diagnosi di una patologia sistemica. Può essere necessario rivolgersi ad un medico anche in caso di leuconichia da trauma violento, per curare l’eventuale distacco e prevenire la possibile infezione.

Fonti:

Medicina interna sistematica, Claudio Rugarli.

Manuale di dermatologia medica e chirurgica, Cainelli-Giannetti-Rebora.

Lezioni di Dermatologia della prof.ssa Valentina Caputo, corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’università degli studi di Palermo