ipercheratosi

Ipercheratosi: di cosa si tratta? Come si cura?

Francesco D'Angelo dermatologia

Per ipercheratosi si intende una condizione nella quale vi sia un aumento della proliferazione dei cheratinociti, ovvero le cellule più superficiali dell’epidermide, il cui nome deriva dalla proteina che essi contengono: la cheratina. In campo medico, tuttavia, con questo termine si possono intendere condizioni patologiche cutanee quindi dermatologiche, o condizioni patologiche riguardanti l’apparato genitale femminile quindi dermatologiche.

Cos’è l’ipercheratosi?

La cute è un organo fondamentale per il nostro organismo perché svolge diverse funzioni, prima fra tutte la funzione immunologica poiché è in grado, se integra, di impedire l’accesso a tutti quei patogeni chimici, fisici e biologici all’interno del nostro organismo sempre nei limiti di tollerabilità. Altre funzioni della cute sono: la regolazione termica, il controllo dell’evaporazione (fenomeno che impedisce la disidratazione dell’organismo) e la sensibilità (per la presenza di numerosi recettori nervosi). Tra le alterazioni cutanee più comuni troviamo l’ipercheratosi.

Tendenzialmente il fenomeno ipercheratosico si viene a verificare come condizione di risposta ad un insulto esterno, come ad esempio l’ipercheratosi plantare che si può presentare sotto forma di calli o duroni in seguito ad un errato posizionamento del piede e quindi per un eccessivo stress indotto su quella porzione cutanea; in questo caso si tratta di un fenomeno benigno, come anche tutti quei casi in cui l’ipercheratosi sia indotta da fenomeni di sfregamento ripetuto sulla cute. In un’altra buona percentuale dei casi l’ipercheratosi è l’espressione di processi patologici importanti quali infiammazione, infezione (da papilloma virus), può inoltre essere l’effetto di difesa a seguito di esposizione cronica a radiazioni solari o a prodotti chimici irritanti. L’ipercheratosi può infine essere geneticamente determinata, ma fortunatamente questo avviene in una bassissima percentuale dei casi, e l’espressione ipercheratosica di tipo genetico è la variante epidermolitica; patologia assai rara ed assai grave.

IPERCHERATOSI FOLLICOLARE

La cheratosi pilare è un disturbo cutaneo abbastanza diffuso, che altera gli orifizi dei bulbi piliferi in determinate aree cutanee. La causa è sconosciuta, si pensa sia genetica, e colpisce i bambini intorno al quarto/quinto anno di età tendendo spontaneamente alla risoluzione. La manifestazione si presenta più frequentemente nelle stagioni fredde, e tende a regredire nelle stagioni calde, motivo per cui si pensa vi sia un ruolo lenitivo dai raggi solari. La cheratosi follicolare è una manifestazione asintomatica, essendo soltanto caratterizza dall’ostruzione dello sbocco pilare da parte dei cheratinociti, tuttavia è esteticamente compromettente per la formazione di papule di piccolissime dimensioni le quali donano alla cute un aspetto ruvido e puntiforme. Il trattamento è di basso costo e molto semplice, consiste nell’applicazione di sostanze cheratolitiche quali l’acido salicilico, con l’aggiunta di vitamina A.

 

IPERCHERATOSI PLANTARE

L’ipercheratosi plantare, come si evince dal nome stesso, è quella che coinvolge la pianta del piede. Si può manifestare in diverse varianti, per cui avremo l’heloma caratteristico per la presenza di un nucleo centrale traslucido, e riguarda un’area circoscritta; ed avremo il tiloma che sarà localizzato oppure diffuso e non presenterà un nucleo centrale traslucido. La causa dell’ipercheratosi plantare è attribuibile allo stress meccanico da errato posizionamento della pianta del piede (più frequente nelle done che indossano spesso tacchi alti), è inoltre causata da alterazioni vascolo-nervose periferiche (tipiche nei diabetici) ed infine vi è la causa infettiva che potrà essere batterica, fungina o virale (tipiche le verruche plantari determinate da infezione da HPV o Human Papilloma Virus). Per il trattamento dell’ipercheratosi plantare è importante prima determinare la causa alla base, perché il trattamento potrà essere in questo modo il più possibile mirato. Nella maggior parte dei casi ci si rivolge ad un podologo, che eseguirà in buona parte dei casi la rimozione della callosità; per l’ipercheratosi posturale è invece consigliabile l’uso di plantari anatomici. Vi sono dei trattamenti invece meno cruenti rispetto alla rimozione, che consistono in emollienti (pomate che ammorbidiscono la cute), o ancora in metodi più tradizionali come l’uso di pietra pomice (si applica dopo pediluvi di acqua calda e bicarbonato, sfregando la pietra sulla regione interessata). Infine sarà sicuramente sconsigliato l’uso di calzature scomode.

IPERCHERATOSI CUTANEA

Comprende tutti i fenomeni ipercheratosici, ad esclusione di quelli mucosali (caratteristici della cervice uterina), compresi l’ipercheratosi follicolare e l’ipercheratosi plantare precedentemente trattati, motivo per il quale non verranno ritrattati nuovamente. L’ipercheratosi cutanea si presenta in varie forme:

VERRUCHE: protuberanze cutanee dovute a esagerata proliferazione cellulare determinata da infezione da HPV o papilloma virus. Il virus si trasmette per contatto diretto con persone che presentano già una verruca (si consideri che l’infezione avviene solo se vi sono lesioni cutanee, condizione che favorisce la penetrazione dell’HPV fino agli strati più profondi della cute), oppure può trasmettersi per contatto con superfici contaminate (camminando a piedi scalzi) come le piscine o le palestre. Sono assolutamente benigne, ed il trattamento è funzionale quando eseguito con azoto liquidi o rimozione laser, oppure rimozione chirurgica.

CHERATOSI SEBORROICA: neoformazione benigna cutanea, si presenta come una proliferazione nero-bruno dalla superficie frastagliata e ruvida. La causa della loro formazione è sconosciuta, ma si pensa sia altamente predisponente una condizione genetica favorevole; tuttavia si tratta di una manifestazione ipercheratosica benigna che può presentarsi al volto, al palmo delle mani ed al tronco che non necessita di alcun trattamento, se non la rimozione chirurgica consigliata solo per effetti estetici.

IPERCHERATOSI UNGUEALE/SUBUNGUEALE: si viene a formare nel letto ungueale, o nello strato cutaneo sottostante il margine libero dell’unghia. Le cause determinanti questo tipo di cheratosi sono patologie come la psoriasi o l’infezione micotica; l’unghia si presenterà giallo-verde o giallo-bruno e la conseguenza del non trattamento della patologia è inevitabilmente l’onicolisi (distacco dell’unghia dal letto ungueale). È una patologia che può essere più o meno grave poiché se trattata in tempo vi saranno blande conseguenze, a se trattate tardivamente o non trattate il processo infiammatorio potrebbe coinvolgere la matrice ungueale e determinare la perdita definitiva dell’unghia. Per il trattamento si consiglia sempre di rivolgersi al proprio medico per determinare la causa a monte, poiché oltre alle sopracitate potrebbero esservene altre.

CHERATOSI ATTINICA: è una lesione benigna precancerosa, si utilizza questo termine per meglio definirla poiché un non trattamento potrebbe permetterne l’evoluzione in cancro della pelle. La causa è attribuibile alla cronica esposizione ai raggi ultravioletti, motivo per il quale è conosciuta anche come cheratosi solare. Si presenta con lesioni rosso-brunastre tipicamente localizzate alle regioni foto esposte, ed è per questo più frequente in quei soggetti che eseguono lavori che includono la fotoesposizione cronica. Per il trattamento è importante rivolgersi al proprio medico.

IPERCHERATOSI GINECOLOGICA

È quando le cellule ipercheratosiche si presentano a livello dell’apparato genitale femminile a livello vulvare o vaginale ed a livello della cervice uterina. La patogenesi è determinata dall’infezione del virus HPV e la trasmissione è prettamente sessuale, motivo per il quale il soggetto infetto potrà presentare una ipercheratosi a livello dei genitali o a livello orale (linguale o gengivale). Ovviamente tra le cause di ipercheratosi ginecologica troviamo la causa infettiva già esposta, vi sarà anche l’uso eccessivo del diaframma (dispositivo anticoncezionale) che potrebbe indurre un’irritazione cronica della vagina. È chiaro che l’evenienza da evitare e trattare immediatamente è un’ipercheratosi determinata da HPV poiché potrebbe evolversi in carcinoma della cervice uterina, ed è per questo che si eseguono test diagnostici randomizzati alle donne tra i 25 ed i 65 anni (età di maggiore incidenza del carcinoma) resi gratuiti dal ministero della salute ed effettuabili ogni 3 anni a partire dai 25. Il pap-test consiste nel raschiamento di cellule uterine e vaginali, nel prelievo e campionamento di queste stesse cellule che verranno successivamente esaminate al microscopio, per ricercare l’evidenza di particolari alterazioni. Se il pap-test dovesse risultare positivo sarà importante eseguire un altro pap-test di conferma ed in seguito una colposcopia per capire da cosa è determinata l’alterazione evidenziata al pap-test.

IPERCHERATOSI EPIDERMOLITICA

L’ipercheratosi epidermolitica o ittiosi epidermolitica, è una patologia determinata da un disordine genetico ed appartenendo al gruppo delle ittiosi è caratterizzata dall’alterazione cheratinocitica che modificherà la cute così che sembri ricoperta da squame. È una patologia molto rara perché colpisce meno di una persona su cinquecento mila. È difficilmente trattabile ma l’impiego di retinoidi o suoi derivati come la vitamina A ad uso topico e sistemico.

Bibliografia

Dizionario medico Dorland

Manuale di Dermatologia medica

Francesco D'Angelo